Spett.le Vente-unique.it,
In data 28 maggio 2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un tavolo da pranzo modello "Firelia", pagando contestualmente l’importo di € 664,77. Tale cifra è comprensiva del costo del tavolo e dei servizi professionali di spedizione, consegna al piano e montaggio. Con la presente, la scrivente contesta formalmente la condotta della vostra azienda in merito alla gestione del reso a fronte di risoluzione per difetto di fabbrica del suddetto ordine, qualificando le vostre ultime comunicazioni come palesemente false, pretestuose e contrarie alla realtà storica dei fatti.
Al momento del montaggio a domicilio, ho riscontrato immediatamente che il tavolo presentava gravissimi difetti di conformità. Il mobile risultava del tutto instabile e traballante quando in configurazione da 4 persone, presenta un piede - che dovrebbe essere centrale - del tutto asimmetrico (con i fori per avvitarlo al binario non paralleli l'uno rispetto all'altro e non correttamente posizionati al centro del tavolo), oltre a presentare evidenti bolle e alterazioni di colore sul rivestimento della lastra in MDF. Contestualmente, ho richiesto alla squadra di montatori da voi incaricata di lasciare gli imballi originali presso la mia abitazione, prevedendo la necessità di un reso. I montatori si sono rifiutati categoricamente, portando via i cartoni e asserendo che tale ritiro rientrava nelle direttive aziendali tassative. Tale condotta della vostra filiera logistica ha privato la sottoscritta, sin da subito, dei mezzi necessari per un normale confezionamento del bene.
A fronte dei difetti di fabbrica prontamente segnalati, la vostra assistenza ha inizialmente tentato di liquidare la pratica proponendomi soluzioni palliative e inadeguate, quali un buono sconto di € 100,00 o la sostituzione completa del prodotto. Considerata la scarsissima qualità del mobile e la gravità dei vizi, ho legittimamente rifiutato tali opzioni: il difetto di conformità riscontrato è talmente grave da giustificare l'immediata risoluzione del contratto di vendita. Ho pertanto rigettato il buono e la sostituzione, pretendendo la restituzione del tavolo a vostre spese, con il conseguente e integrale rimborso di tutte le spese sostenute, pari a € 664,77.
Fin da subito ho specificato che le operazioni di smontaggio e imballaggio dovessero essere a vostro totale carico, sia perché i vostri montatori mi avevano sottratto gli incarti specifici, sia perché — date le dimensioni colossali del tavolo — sarebbe stato impossibile e sproporzionato per me reperire imballaggi alternativi adeguati a garantire la sicurezza del trasporto.
Nei giorni successivi è seguito un estenuante rimpallo di comunicazioni, in cui la vostra assistenza esigeva che fossi io a imballare il pesante tavolo pur sapendo che i vostri stessi montatori mi avevano sottratto i cartoni. La svolta è avvenuta il 26 giugno 2026. In tale data, ho avuto un'interlocuzione telefonica risolutiva con un operatore del Servizio Clienti, il quale mi ha espressamente rassicurata dicendo: «Non si preoccupi, a queste cose pensiamo noi; lei deve solo avvolgere il tavolo in sacchi di plastica, poi all'arrivo del corriere ci occuperemo noi dello smontaggio nei nostri hub e della preparazione tecnica per il trasporto, sappiamo che lei non ha i cartoni».
Subito dopo questa telefonata, in data 26 giugno, la vostra azienda mi ha inviato una e-mail formale in cui confermava di aver accettato la mia richiesta di rimborso integrale del tavolo e che il corriere Bartolini mi avrebbe contattata per il ritiro.
Appare evidente che abbiate agito in modo ingannevole: avete formalizzato per iscritto l'accoglimento della mia richiesta di rimborso (da me pretesa alle mie condizioni di assistenza totale), omettendo volutamente i dettagli logistici nelle e-mail, ma confermandoli a voce per indurmi a credere che la procedura sarebbe stata gestita interamente a vostro carico. Fidandomi di quanto pattuito, ho preparato il tavolo avvolgendolo nella plastica.
La situazione è degenerata il 15 luglio 2026. Il corriere si è presentato per il ritiro ma si è categoricamente rifiutato di prendere in carico il tavolo poiché non smontato e privo di imballaggi in cartone. Al contempo, io mi trovo nell'impossibilità oggettiva di smontare il mobile: le viti di fissaggio dei piedi risultano bloccate e inamovibili, a causa di un evidente difetto di fabbrica o di un errato e violentissimo serraggio effettuato con avvitatori professionali dai montatori da voi inviati. Contattato immediatamente il vostro Servizio Clienti, avete risposto in data odierna (16 luglio 2026) con una e-mail vergognosa in cui smentite voi stessi e gli accordi del 26 giugno, pretendendo che io acquisti autonomamente dei cartoni "colossali", che smonti le viti difettose facendomi "aiutare da amici o conoscenti" per preparare i colli. Ad aggravare ulteriormente questa condotta ostruzionistica e scorretta, subito dopo avermi inviato la suddetta e-mail di rifiuto in data odierna, la vostra azienda ha deliberatamente disattivato e bloccato i canali di comunicazione sul vostro sito. Attualmente, nella mia area personale, il tasto "Rispondi" è disabilitato e il form di contatto online restituisce costantemente un errore generico di sistema, impedendomi di fatto di replicare per iscritto alla vostra falsa ricostruzione dei fatti. Appare evidente come tali condotte siano configurabili come pratiche commerciali scorrette che ledono il consumatore ponendo oneri sproporzionati che de facto impediscono l'esercizio dei propri diritti.
Si ribadisce pertanto che:
1)L'operazione di smontaggio è inesigibile: Le viti risultano bloccate a causa di difetti del prodotto o dell'errata installazione da parte dei vostri montatori professionisti (servizio da me regolarmente pagato).
2) L'obbligo di imballaggio è a vostro carico: Avendo la vostra filiera logistica sottratto i cartoni originali, spetta a voi ripristinare lo stato dei luoghi fornendo materiale idoneo al trasporto.
3) La condotta è discriminatoria: Prevedere l'invio di personale per lo smontaggio e il ritiro del tavolo esclusivamente in caso di "sostituzione" dello stesso, negandolo invece in caso di "risoluzione con rimborso", configura una pratica commerciale scorretta volta a penalizzare il consumatore.
Tutto ciò premesso, tenuto anche conto del tempo trascorso da quando la problematica è stata segnalata e delle infruttuose interlocuzioni, la scrivente
VI DIFFIDA E METTE IN MORA
a provvedere, entro e non oltre 7 (sette) giorni dal ricevimento della presente:
Al disassemblaggio del tavolo in loco a cura di vostro personale tecnico incaricato;
Al ritiro dello stesso con contestuale fornitura di idoneo imballo da parte del trasportatore;
Al rimborso integrale e immediato di quanto pagato, pari a € 664,77.
In mancanza di un riscontro positivo entro il termine indicato, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti per ottenere la risoluzione giudiziale del contratto, la restituzione delle somme e il risarcimento del danno da occupazione forzata di suolo privato (atteso il grave intralcio logistico che il vostro mobile inservibile arreca all'interno della mia abitazione).
Sto inoltre provvedendo a depositare una dettagliata denuncia presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta e condotta ostruzionistica.
La presente vale a tutti gli effetti di legge quale atto di costituzione in mora e interruzione di ogni termine di prescrizione e decadenza.
Con riserva di ogni diritto.
Distinti saluti,
NMLM