Spett.le
UNIVERISTA’ TELEMATICA PEGASO
c.a. Segreteria Studenti
Oggetto: Reclamo formale e contestazione della richiesta di pagamento per l'istanza di rinuncia
agli studi Università Telematica Pegaso
La sottoscritta Corcelli Monica, iscritta al corso di laurea in Scienze dell'educazione e della
formazione L19 Matricola n.0902407924
PREMESSO CHE
• In data 14/04/2025 ho perfezionato la mia immatricolazione presso codesta Università
iscrivendomi direttamente al secondo anno accademico, in ragione del riconoscimento di 5
esami già sostenuti per la mia prima laurea;
• In fase di iscrizione ho beneficiato della convenzione stipulata tra l'Università Pegaso e la
società Edenred;
• Il contratto di iscrizione/immatricolazione, sottoscritto e regolarmente depositato agli atti (di
cui allego copia), riporta esplicitamente l'applicazione della suddetta "Convenzione Edenred"
e la conseguente agevolazione economica sulla retta;
• All'atto del rinnovo per il secondo anno accademico 2025/2026 ho constatato con sorpresa
l'addebito di una retta piena, priva dello sconto convenzionato, e dopo mia richiesta, mi è
stato comunicato che la convenzione in oggetto è stata revocata e non è più attiva,
comportando un ingiustificato aumento dei costi inizialmente pattuiti.
• A fronte della variazione delle condizioni economiche, decido allora di richiedere il
trasferimento presso altro istituto universitario convenzionato, ma scopro che l'Università
Pegaso non consente il trasferimento ad altro istituto se non sono trascorsi almeno due
anni accademici presso Unipegaso.
• Intrappolata in Pegaso, per non perdere gli esami fatti, il 27/11/2025 mi vedo costretta a pagare
la prima rata di 1000 euro più 282 euro di tassa per i servizi, per l'anno accademico 2025-2026
• Nel gennaio 2026 scontenta di tali condizioni e impossibilitata economicamente a proseguire,
decido di interrompere gli studi. Pertanto dal gennaio 2026 non ho più usufruito dei servizi
didattici, né sostenuto esami né ho e@ettuato alcun accesso alle piattaforme di studio per
l'anno accademico in corso. Non ho e@ettuato rinuncia formale, poiché ho considerato
ingenuamente Pegaso al pari di un'università pubblica, dove non vige il tacito assenso al
rinnovo.
• In data 9/09/2026 ricevo una mail da parte dell'Ufficio Crediti Insoluti Unipegaso
(crediti.insoluti@unipegaso.it) come sollecito al pagamento di 1100 euro relativi alla seconda
rata dell'anno accademico 2025/2026
• Decido pertanto di interrompere formalmente il percorso di studi attraverso la richiesta di
rinuncia, ma ricevo da parte dell'Università una richiesta di pagamento di una somma ad oggi
pari a 1.578 € a titolo di retta, da saldare necessariamente al fine di formalizzare la mia
rinuncia; "l'importo corrisponde alla differenza tra le rette pagate fino all'anno accademico
precedente e una cifra calcolata in base al periodo compreso tra oggi e il 1 agosto" - come
riportato sul sito dell'università Pegaso. Pertanto, una cifra che aumenta di giorno in giorno, in
virtù di clausole di rinnovo tacito o di permanenza nell'anno accademico, senza che la
sottoscritta abbia in alcun modo, né telematicamente né in presenza, espresso l'intenzione di
proseguire il percorso universitario.
CONSIDERATO CHE
• Il diritto allo studio e la libertà di scelta dell'istituto universitario costituiscono principi
fondamentali garantiti dall'ordinamento giuridico
• la variazione sostanziale delle condizioni economiche contrattuali rispetto a quelle
concordate al momento dell'immatricolazione legittima lo studente a recedere dal
rapporto o a richiedere il trasferimento immediato senza l'imposizione di penali o il
pagamento di clausole future relative a servizi di cui non intende fruire.
• la clausola di rinnovo tacito ha natura vessatoria: La previsione contrattuale che
imporrebbe il rinnovo automatico dell'iscrizione (e il conseguente obbligo di pagamento della
retta integrale) in assenza di un'espressa disdetta formale entro termini stringenti configura, a
tutti gli effetti, una clausola vessatoria ai sensi degli artt. 33 e seguenti del Codice del
Consumo (D.Lgs. 206/2005). Tale clausola impone un onere sproporzionato a carico dello
studente e limita fortemente la sua libertà contrattuale, ponendosi in netto contrasto con i
principi di buona fede e correttezza nei rapporti giuridici.
• Come stabilito dalla Corte di Cassazione (ordinanza n. 20945 del 20 giugno 2026) nei
contratti telematici, la semplice spunta o il "doppio flag" su una casella online non bastano
per approvare in modo valido le clausole vessatorie ex art. 1341, comma 2, del Codice civile.
• Ingiustizia del pagamento di un corrispettivo a fronte di una mancata prestazione:
L'università pretende il pagamento di un servizio (l'erogazione della didattica e l'accesso ai
corsi) di cui la scrivente non ha in alcun modo beneficiato per il periodo contestato.
TUTTO CIÒ PREMESSO
La sottoscritta, con la presente,
• FORMULA ESPRESSO RECLAMO in merito alla richiesta di pagamento di € 1578,00
• CONTESTA INTEGRALMENTE la validità e l'efficacia di qualsivoglia clausola di tacito rinnovo,
o penale che pretenda di vincolare il pagamento delle rette oltre l'effettiva fruizione dei servizi;
• CHIEDE L'ANNULLAMENTO immediato della suddetta richiesta di pagamento e la presa d'atto
della rinuncia agli studi, con conseguente chiusura della posizione amministrativa senza
ulteriori oneri economici indebiti a carico della scrivente.
Si riserva, in mancanza di un riscontro positivo entro il termine di 15 giorni dal ricevimento della
presente, di adire le vie legali a tutela dei propri diritti.
Distinti saluti
Roma, 23 settembre 2026
Monica Corcelli