Al momento dell’acquisto della cassettiera presso IKEA Perugia, mi era stato assicurato che avrei potuto effettuare il reso direttamente in quel punto vendita. Inoltre, nella comunicazione e-mail ricevuta in merito al reso non era indicato da nessuna parte che alcuni negozi non accettassero le restituzioni.
Fidandomi delle informazioni fornite dal personale IKEA, che dovrebbe essere formato adeguatamente, domenica 25 ottobre mi sono quindi recata appositamente presso il negozio di Perugia, per me il più vicino, sebbene comunque distante, sostenendo costi di viaggio significativi e perdendo tempo inutilmente. Solo una volta arrivata mi è stato comunicato che non era possibile restituire il pacco.
Contattando il servizio clienti, una prima operatrice mi ha garantito la possibilità di organizzare un ritiro a domicilio gratuito, salvo poi ricevere (purtroppo dopo che, per motivi lavorativi, non avevo campo ed è caduta la linea), dopo ulteriori tentativi e lunghe attese, un’informazione completamente diversa: 60 euro a mio carico.
Trovo inaccettabile che debba pagare per errori, informazioni contraddittorie e disservizi imputabili a IKEA. Non avrei affrontato il viaggio né proceduto in questo modo se fossi stata informata correttamente.
Non sono assolutamente disposta a sostenere i 60 euro richiesti. Pretendo che IKEA si assuma la responsabilità della situazione e trovi una soluzione concreta, rimborsandomi per il disservizio continuo riscontrato; altrimenti, organizzando il ritiro gratuito della cassettiera e procedendo al rimborso dell’acquisto, senza ulteriori costi a mio carico.
Richiedo un riscontro tempestivo: non intendo subire ulteriori perdite di tempo e denaro a causa di una gestione del reso così inadeguata da parte di un'azienda di questo calibro.
Se non ottengo risposte tempestive e soluzioni concrete senza ulteriori costi e perdite di tempo a mio carico, procederò per vie legali.