Spett.le Team Legale di Altroconsumo,
con la presente contesto la chiusura del mio reclamo e ne richiedo l'immediata riapertura. L'operatore con cui ho interloquito ha asserito che l'associazione non può procedere in assenza di una perizia tecnica di parte.
Desidero far presente al vostro ufficio legale che la perizia tecnica è superflua, in quanto il vizio occulto e la non conformità del mezzo sono già stati ufficialmente accertati e ammessi per iscritto dalla controparte stessa.
Agli atti della pratica (che vi invito a riconsiderare) è presente la comunicazione scritta della Concessionaria Ufficiale Motorsclub nella quale si afferma testualmente che:
“Il gioco assiale dell’albero motore è fuori tolleranza”.
Nel diritto dei consumatori, l'ammissione scritta del vizio strutturale a soli 80.000 km (su un componente vitale come l'albero motore, progettato per la durata commerciale del mezzo) da parte dell'officina autorizzata della rete – che agisce in nome e per conto del costruttore – costituisce una piena prova del difetto nativo del bene. Tanto è vero che Volvo Car Italia e Motorsclub hanno formalizzato una proposta in "correntezza commerciale" offrendo una copertura del 70% del danno.
Il problema oggetto del reclamo non è la dimostrazione del danno (già ammesso), bensì la tutela del consumatore davanti a una proposta contrattuale scorretta della concessionaria che pretende:
1. Di farmi accettare un preventivo "fantasma": nella PEC inviatami in data odierna, la concessionaria dichiara testualmente "inviiamo in allegato il preventivo", ma si è dimenticata di inserire l'allegato. Pretendono quindi che io dia un assenso a scatola chiusa senza nemmeno aver potuto visionare il dettaglio delle voci di spesa.
2. Di lasciare il preventivo "aperto" a scatola chiusa, riversando sul cliente il rischio economico di ulteriori danni interni causati dal loro stesso difetto strutturale.
3. Di addebitare 50 € + IVA al giorno per la vettura sostitutiva durante il fermo tecnico prolungato causato dalla loro gestione.
Vi chiedo pertanto di riprendere in carico il dossier e di inoltrare la diffida formale basandovi sull'ammissione scritta di fuori tolleranza già in nostro possesso, che solleva il sottoscritto dall'onere di produrre ulteriori perizie a pagamento.
Cordiali saluti,
A. P.