A febbraio 2026 ho acquistato sul sito ufficiale Maje una borsa del valore di €315 (ordine/fattura n. 680260391). Dopo meno di dieci utilizzi, un angolo della borsa ha iniziato a scorticarsi vistosamente. Ci tengo a precisare che il prodotto è sempre stato trattato con estrema cura, conservato nella sua dustbag e non è mai stato appoggiato a terra. Infatti, l'intera base della borsa e i restanti angoli sono visibilmente intonsi e privi di qualsiasi segno di usura. Il cedimento strutturale e lo sfregamento anomalo di un singolo angolo dopo così pochi utilizzi evidenziano un palese vizio intrinseco del materiale (difetto di conformità). Ho provveduto a contattare il servizio clienti Maje per richiedere il ripristino della conformità del bene. Tuttavia, l'azienda ha respinto la richiesta liquidando il caso con un'illazione unilaterale, asserendo che il danno sarebbe dovuto all'aver "appoggiato la borsa a terra", senza fornire alcuna perizia tecnica oggettiva. Essendosi il difetto manifestato entro i primi 12 mesi dalla consegna, opera la presunzione legale di non conformità ai sensi dell'art. 135-bis, comma 7, del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). L'onere della prova contraria spetta esclusivamente al venditore. Poiché la riparazione del danno è impraticabile e non ritengo opportuno ricevere lo stesso modello vista l’evidente fragilità strutturale, richiedo formalmente il ripristino della conformità mediante l'emissione di un voucher di pari valore (€315) o la sostituzione del bene con un modello differente di mio gradimento (con eventuale compensazione della differenza).