In data maggio 2026 ho acquistato sul sito ufficiale Sony Store un televisore top di gamma Sony Bravia 9 da 77 pollici (Ordine n. IT00006571), pagando l'importo di € 3.830,00. Il prodotto è giunto al mio domicilio già gravemente danneggiato e non conforme all'origine.
Dopo oltre due mesi di continui rinvii da parte dell'assistenza clienti, Sony ha finalmente autorizzato il rientro del bene in Garanzia Legale. In data 13 giugno 2026, il vettore ufficiale incaricato da Sony (Rhenus Logistics) ha ritirato il televisore difettoso presso la mia abitazione. Come dimostrato dal tracking ufficiale del corriere, il collo è stato consegnato presso i magazzini Sony di Milano in data 29/07/2026, dopo ben un mese e mezzo di transito logistico interamente sotto la responsabilità del venditore. In data 27/08/2026, dopo un ulteriore mese di totale giacenza del bene nei propri depositi, Sony Store (Caso n. 28932792) ha formalmente rifiutato di emettere il rimborso. L'azienda adduce come pretesto la presenza di un mero residuo superficiale di nastro adesivo sulla scocca posteriore in plastica, ignorando del tutto che il pannello fosse già rotto all'origine e che il nastro servisse unicamente a sigillare l'imballo per il trasporto. In data 02/09/2026 e in data 07/09/2026, l'operatore Sami ha reiterato via email questo rifiuto illegittimo, nonostante una formale PEC di messa in mora inviata dal sottoscritto il 28/08/2026. Trovo inaccettabile che una multinazionale applichi condotte così dilatorie e ostruzionistiche, interrompendo la catena di custodia del bene per mesi per poi scaricare la responsabilità sul consumatore pur di non rimborsare € 3.830,00. Segnalo il fatto ad Altroconsumo e chiedo l'immediato accredito del rimborso integrale dovuto sul mio IBAN.