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Risoluzione contrattuale illegittima e clausola vessatoria sul certificato medico

In lavorazione Pubblico

Sportitalia

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Tipologia di problema:

Altro

Reclamo

C. C.

A: Sportitalia

15/05/2026

Questa segnalazione riguarda una palestra milanese che adotta sistematicamente due pratiche a danno dei propri clienti:GetFIT Club Cenisio (Milano), ha intascato oltre € 400 di abbonamento prepagato senza erogare i servizi dovuti. Il meccanismo è semplice: alla prima occasione di conflitto con il cliente — nel mio caso una legittima richiesta di restituzione del proprio certificato medico — la Società risolve unilateralmente il contratto e trattiene l'intero corrispettivo degli ingressi non ancora fruiti, senza rimborsare nulla. Una mossa che trasforma qualsiasi pretesto disciplinare in un'operazione di incasso a danno del consumatore. A questo si aggiunge una clausola contrattuale che trattiene l'originale del certificato medico del cliente senza restituirlo — non per obbligo di legge, ma per spingere i clienti verso il servizio di visite mediche interne a pagamento (€ 50,00). Due pratiche distinte, stesso obiettivo: massimizzare il profitto a spese del consumatore. In dettaglio: 1. Clausola vessatoria sul certificato medico Il contratto impone la consegna dell'originale del certificato medico di idoneità sportiva senza prevederne la restituzione. Tale clausola non risponde ad alcuna esigenza normativa: la legge non impone alle strutture sportive di trattenere gli originali, essendo sufficiente verificarne la validità. La clausola è invece funzionale a un preciso interesse economico: il Club offre internamente visite mediche a pagamento (€ 50,00). Trattenendo l'originale, la Società costringe il cliente a ripetere la visita medica ad ogni rinnovo o cambio di struttura, orientandolo verso il servizio interno a pagamento e gonfiando artificialmente il volume di certificati e visite mediche a proprio beneficio economico. 2. Risoluzione unilaterale con trattenimento del corrispettivo prepagato In data 22/04/2026 ho consegnato il mio certificato medico richiedendo — come già avvenuto l'anno precedente — che ne venisse effettuata copia trattenendo quella agli atti, con restituzione dell'originale. Il personale ha rifiutato e negato l'accesso. Nel corso della discussione una dipendente ha deliberatamente distrutto il mio certificato originale (costo di rifacimento: € 40,00). Con lettera del 23/04/2026 la Società ha risolto unilateralmente il contratto, in violazione dell'art. 10 delle Condizioni Generali che prevede una previa contestazione scritta con diritto di replica. Al momento della risoluzione avevo 25 ingressi residui su 30 (valore € 429,17), pagati anticipatamente e mai rimborsati. Trattenere il corrispettivo di servizi non erogati costituisce indebito arricchimento a danno del consumatore. Ho già inviato diffida a mezzo PEC (09/05/2026) e depositato ricorso al Giudice di Pace di Milano. Ho inoltre presentato segnalazione all'AGCM. Chiedo ad Altroconsumo di valutare se queste pratiche, in particolare la clausola sul certificato medico, siano diffuse tra i clienti del Club e di intraprendere le iniziative opportune a tutela dei consumatori. Cesare Capobianco PEC: cesare.capobianco@pec.it Tel. 3277668115


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