Il 20 marzo 2026 ho acquistato su Temu un mini PC che, dopo poche settimane di effettivo utilizzo, ha manifestato un grave malfunzionamento: all'accensione non compare alcuna immagine sul monitor e il dispositivo risulta inutilizzabile.
Il 3 settembre 2026 ho richiesto assistenza in garanzia. Ho successivamente chiesto la riparazione o la sostituzione del prodotto, eseguito le verifiche tecniche suggerite e fornito fotografie e video, senza ottenere una soluzione.
Dopo numerosi scambi, Temu ha proposto la restituzione gratuita del prodotto con un rimborso stimato di 367,00 €, pretendendo però di accreditare l'intera somma sul proprio saldo crediti, anziché rispettare la ripartizione dei pagamenti originari.
Non ho mai rifiutato la restituzione del prodotto. Ho chiesto ripetutamente che il rimborso avvenisse secondo questa ripartizione:
348,18 € tramite PayPal, utilizzato per il pagamento;
18,82 € sul saldo Temu, corrispondenti al credito originariamente utilizzato.
Il 30 settembre, durante una telefonata, un operatore Temu mi ha espressamente confermato il diritto al rimborso sul metodo di pagamento originario. Il 7 ottobre un'altra operatrice ha comunicato di aver sottoposto la questione a un superiore. Nonostante queste rassicurazioni, le successive risposte scritte hanno continuato a imporre il rimborso integrale in credito Temu.
Il 20 ottobre mi è stata persino proposta una compensazione di 30 € in credito Temu per conservare il dispositivo difettoso, soluzione che ho rifiutato perché non risolve il problema e mi lascerebbe un computer inutilizzabile, con eventuali costi di riparazione a mio carico.
Le successive comunicazioni hanno riproposto ancora una volta la medesima procedura di reso, ignorando le mie contestazioni. Ho anche chiesto formalmente che il caso venisse trasferito all'ufficio reclami o al team legale e che il ticket rimanesse aperto fino alla risoluzione.
Dopo oltre sette settimane di interlocuzioni, il problema resta irrisolto.
Ritengo che questa gestione non sia conforme alle tutele riconosciute al consumatore dalla garanzia legale, in particolare dagli articoli 135-bis e 135-quater del Codice del consumo.
Chiedo pertanto che Temu:
dia seguito alla soluzione di restituzione gratuita con rimborso già proposta;
restituisca 348,18 € tramite PayPal o, in caso di effettiva impossibilità tecnica, mediante un'altra modalità di rimborso monetario concordata;
riaccrediti i 18,82 € di credito Temu originariamente utilizzati;
affidi la gestione della controversia a un responsabile o al proprio team legale, evitando ulteriori procedure e verifiche già espletate.
L'intera vicenda è documentata attraverso le comunicazioni intercorse, le fotografie e i video del malfunzionamento, nonché i riferimenti delle conversazioni telefoniche.
Chiedo gentilmente l'intervento di Altroconsumo per favorire una soluzione definitiva, nel rispetto dei miei diritti di consumatore, dopo numerosi tentativi di risolvere amichevolmente la controversia.