Bonus scuole paritarie 2026: domande entro il 21 settembre
Tuo figlio frequenta una scuola paritaria? Potresti ottenere fino a 1.500 euro a studente. Il Governo, con la manovra di Bilancio 2026, ha messo a disposizione delle famiglie con un determinato Isee un “bonus scuole paritarie”. L’importo non è uguale per tutti e fa riferimento all’anno scolastico appena concluso
Nel 2026 è previsto un bonus per le famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie, destinato a chi ha un Isee fino a 30 mila euro. Introdotto con la manovra di Bilancio 2026, è stato reso operativo con la firma del Decreto 140/2026 da parte del ministro dell’Economia, dopo il parere positivo del Garante per la privacy. Il Ministero dell’istruzione, con la pubblicazione dell’Avviso n. 3320 del 31 luglio, ha attivato il servizio di presentazione della richiesta del bonus all’interno della Piattaforma Unica dell’istruzione, che rimarrà attivo fino a l 21 settembre 2026.
Il contributo può arrivare fino a 1.500 euro per studente, ma l’importo effettivo dipende dal valore dell’Isee, dai fondi disponibili e da eventuali contributi regionali già ricevuti. La misura riguarda:
- le scuole secondarie di primo grado (scuole medie);
- il biennio del secondo grado (primo biennio delle superiori).
È importante segnalare che il bonus si riferisce agli studenti iscritti e frequentanti l’anno scolastico 2025/2026, concluso lo scorso giugno.
Torna all'inizioBonus scuole paritarie 2026: cos’è e come funziona
Il bonus scuole paritarie è un contributo economico riconosciuto dallo Stato alle famiglie con determinati requisiti economici che scelgono una scuola paritaria per i propri figli. L’obiettivo è ridurre il costo dell’istruzione paritaria per le famiglie con redditi medio-bassi. Per finanziare la misura sono stati stanziati 20 milioni di euro per il 2026, da suddividere in base al numero di domande presentate.
Quanto vale il bonus
Il contributo per la frequenza di una scuola paritaria arriva a un massimo di 1.500 euro a studente. Il bonus non è uguale per tutti, ma diminuisce al crescere dell’Isee del nucleo familiare, fino ad azzerarsi con Isee superiori a 30 mila euro.
Il bonus è differenziato in tre fasce Isee, che prevedono un contributo compreso tra un importo minimo e uno massimo:
| Isee del nucleo | Contributo |
|---|---|
| Fino a 10.000 euro | Da 600 a 1.500 euro |
| Da 10.000,01 a 20.000 euro | Da 400 a 1.300 euro |
| Da 20.000,01 a 30.000 euro | Da 200 a 1.000 euro |
In base al metodo di calcolo stabilito dal Ministero, che considera il numero di domande presentate, saranno definiti gli importi realmente spettanti.
Come viene calcolato il bonus spettante
I contributi vengono assegnati partendo dalla fascia Isee più bassa, riconoscendo a ogni scaglione l’importo minimo previsto, pari rispettivamente a 600, 400 e 200 euro, fino a esaurimento del fondo disponibile.
Se i fondi risultano sufficienti a coprire tutte le domande accettate, le risorse rimanenti vengono redistribuite in proporzione tra i beneficiari, aumentando il contributo di ogni scaglione fino ai massimi previsti: 1.500, 1.300 e 1.000 euro.
Se invece i fondi non bastano nemmeno a garantire gli importi minimi, il Ministero può rideterminarli in modo proporzionale ed equo, così da garantire un contributo a tutti gli ammessi al beneficio.
Ad esempio, una famiglia con un Isee di 18.000 euro rientra nella seconda fascia. Riceverà almeno 400 euro solo se le risorse consentiranno di garantire gli importi minimi per ogni fascia. Il contributo potrà salire fino a 1.300 euro dopo il conteggio delle domande ammesse al bonus.
Cosa succede se hai ottenuto contributi regionali
Il bonus statale non è cumulabile con eventuali contributi regionali aventi la stessa finalità. Tuttavia, il limite di cumulo si applica soltanto quando la somma dei due benefici è pari o superiore al costo medio per studente (Cms), pari a:
- 7.161,37 euro per le scuole medie;
- 7.852,29 euro per le scuole superiori.
In questo caso, il contributo statale viene erogato entro il limite massimo del CMS. In pratica, chi ha ottenuto contributi regionali che, sommati all’importo del bonus, risultano inferiori alle cifre indicate può ricevere per intero il bonus scuole paritarie.
Per questo motivo, al momento della domanda è necessario autocertificare eventuali contributi regionali già ricevuti per l’anno scolastico 2025/2026.
Ad esempio, una famiglia ha ricevuto un contributo regionale di 6.500 euro per uno studente che ha frequentato una scuola media paritaria. Per questa tipologia di scuola, il costo medio per studente è pari a 7.161,37 euro. Se alla famiglia spettasse anche il bonus statale massimo di 1.500 euro, la somma complessiva arriverebbe a 8.000 euro, superando il limite previsto. In questo caso, il contributo statale sarebbe ridotto a 661,37 euro, cioè alla differenza tra il costo medio per studente e il contributo regionale già ricevuto. Se invece il contributo regionale fosse, per esempio, di 1.000 euro, la famiglia potrebbe ricevere per intero il bonus statale eventualmente riconosciuto, perché la somma dei due benefici resterebbe inferiore al limite di 7.161,37 euro.
Controlli e decadenza dal beneficio
Il Ministero effettua controlli sulle dichiarazioni rese in fase di domanda e nel caso in cui vengano rilevate delle irregolarità è prevista la revoca dal beneficio. Se l’importo del bonus è già stato erogato, vengono adottate azioni di recupero o di compensazione delle somme percepite indebitamente.
Torna all'inizioChi può ottenere il bonus scuole paritarie
Il contributo per la frequenza di una scuola paritaria è riconosciuto per ogni studente del nucleo familiare che rientra nei parametri previsti dalla legge. La domanda può essere presentata dal genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, purché faccia parte dello stesso nucleo Isee dello studente. Se lo studente è maggiorenne e indipendente ai fini Isee, può presentare autonomamente la richiesta.
Il contributo può essere richiesto per ogni studente presente nel nucleo famigliare che abbia i requisiti per ottenerlo. In questo caso, la domanda va presentata separatamente per ogni figlio.
Ricordiamo che possono accedere al contributo le famiglie degli studenti che rispettano contemporaneamente le seguenti caratteristiche:
- hanno frequentato, nell'anno scolastico 2025/2026, una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado;
- risultano regolarmente censiti nel sistema Sidi – Anagrafe nazionale degli studenti;
- appartengono a un nucleo familiare con Isee in corso di validità non superiore a 30.000 euro.
Le scuole ammesse al riconoscimento del bonus
Il contributo è riconosciuto per ciascuno studente che frequenta:
- una scuola paritaria secondaria di primo grado (ex scuola media);
- il primo biennio di una scuola paritaria secondaria di secondo grado, cioè i primi due anni delle scuole superiori.
Nel testo della norma il Governo ha escluso le scuole dell’infanzia (ex scuola materna), le scuole primarie (ex scuola elementare) e il triennio finale delle scuole superiori.
Torna all'inizioCome ottenere il bonus scuole paritarie
La domanda deve essere presentata online tramite la “Piattaforma Unica” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla quale si accede con la propria identità digitale: Spid, Cie o Cns. Non si tratta di un voucher o di uno sconto in fattura: il contributo verrà pagato direttamente alla famiglia tramite bonifico sul conto corrente indicato nella richiesta.
Per accedere al servizio, sulla Piattaforma Unica clicca su “Strumenti”, poi “Welfare e comunità” e seleziona “Contributo alle famiglie per l'istruzione nelle scuole paritarie”, in alternativa accedi alla sezione “Agevolazioni” della tua area riservata. Una volta effettuato l'accesso, seleziona lo studente per cui richiede il contributo, inserendone il codice fiscale, se non risulta già associato al tuo profilo, e accetta l'informativa sul trattamento dei dati personali. Il sistema verifica automaticamente, tramite interoperabilità con l'Inps, il valore Isee del nucleo familiare e la corrispondenza tra richiedente e studente.
Se i controlli hanno esito positivo, occorre completare la domanda dichiarando:
- gli eventuali contributi regionali già percepiti per le medesime finalità;
- l'Iban e l'intestatario del conto corrente su cui ricevere il bonifico;
- un indirizzo e-mail e, se disponibile, un indirizzo Pec.
È inoltre necessario rendere, ai sensi del d.P.R. 445/2000, le dichiarazioni sostitutive relative alla responsabilità genitoriale sullo studente beneficiario e a eventuali contributi regionali percepiti per le stesse finalità.
Il Ministero ha pubblicato un video tutorial esplicativo del servizio.
Il pagamento sarà effettuato dall’Ufficio scolastico regionale competente in base alla sede della scuola frequentata, non necessariamente alla residenza della famiglia.
Nonostante il limite complessivo di 20 milioni di euro, non è previsto un “click day” basato sull’ordine cronologico di arrivo delle domande. L’importo effettivo sarà ricalcolato in base al numero totale di domande accettate e alle risorse disponibili.
L'esito della domanda e l'importo definitivo del contributo saranno comunicati tramite Piattaforma Unica, dopo la pubblicazione del decreto che approva l'elenco degli ammessi al beneficio, che avverrà dopo il 21 settembre.
Torna all'inizioLe detrazioni scolastiche
Nella norma non viene specificato se sia possibile ottenere anche le detrazioni per le spese scolastiche sostenute per i figli a carico, che permettono di recuperare il 19% della spesa sostenuta, entro un massimo di 1.000 euro a figlio, tramite la dichiarazione dei redditi.
In ogni caso, poiché il riferimento è all’anno scolastico già concluso, chi doveva inserire le spese nel modello 730 lo ha già fatto. Di conseguenza, salvo ulteriori specificazioni, al momento non risulta un’incompatibilità tra le due agevolazioni.
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