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FestivalFuturo 2018: Ri-Generazioni, l’era dell’economia circolare

28 settembre 2018 09:30 - 30 settembre 2018 19:00

UniCredit Pavilion di Milano
festivalfuturo

FestivalFuturo è l’appuntamento annuale di Altroconsumo dedicato al confronto sui grandi cambiamenti che hanno coinvolto consumatori e società. Attraverso incontri, dibattiti, laboratori e attività esperienziali, il Festival ha messo in relazione istituzioni, imprese, esperti e cittadini.

La sesta edizione, “Ri-Generazioni, l’era dell’economia circolare”, si è svolta dal 28 al 30 settembre 2018 all’UniCredit Pavilion di Milano. Il tema centrale è stato il passaggio da un modello economico lineare, fondato su produzione, consumo e scarto, a un sistema capace di ridurre il consumo di risorse, prolungare la vita dei prodotti e trasformare gli scarti in nuove risorse. In tre giorni il programma ha proposto circa 90 relatori, 25 dibattiti e 40 laboratori e degustazioni.

Il tema dell’edizione

Nel 2018 l’economia circolare ha rappresentato una delle grandi questioni emergenti della sostenibilità. Il Festival l’ha affrontata però da una prospettiva concreta, chiedendosi come il cambiamento del modello produttivo abbia potuto modificare anche le scelte quotidiane dei consumatori.

La circolarità ha riguardato infatti molto più del riciclo. Ha coinvolto il modo in cui sono stati progettati i prodotti, la durata dei beni, il recupero dei materiali, la gestione degli alimenti, l’energia, la mobilità, la moda e persino il modo di investire il proprio denaro. Il consumatore è entrato così dentro una trasformazione che ha riguardato l’intera filiera: dalla produzione alla distribuzione, fino all’utilizzo e alla gestione del fine vita.

La domanda di fondo è stata quindi concreta: come si è potuto passare dalla cultura dell’usa e getta a un’economia capace di rigenerarsi? E soprattutto, quali strumenti hanno avuto cittadini, aziende e istituzioni per rendere questo cambiamento effettivo?

I temi e gli incontri più significativi

Dalla teoria della circolarità a un nuovo modello economico

Il punto di partenza è stato il ripensamento del modello produttivo. L’incontro “Circoli virtuosi, come la circolarità salverà l’economia” ha messo a confronto istituzioni, mondo della ricerca e rappresentanti dell’economia circolare, affrontando opportunità e difficoltà di un modello destinato a modificare i processi industriali. Tra gli ospiti hanno partecipato Simona Bonafè, relatrice al Parlamento europeo del pacchetto legislativo sull’economia circolare, Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, e Fabio Iraldo, direttore del Green Economy Observatory della Bocconi.

La questione è stata affrontata anche dal punto di vista finanziario con “Un buon affare, i soldi che fanno la sostenibilità”. La transizione non ha riguardato infatti soltanto prodotti e consumi: ha coinvolto anche il modo in cui sono state finanziate le imprese e orientati gli investimenti. Il Festival ha così collegato sostenibilità ambientale e finanza, ponendo il problema di come indirizzare il capitale verso attività più responsabili.

A completare il quadro, il concorso Call4Ideas ha portato al Festival progetti e idee innovative legati alla sostenibilità, mentre lo spettacolo “Blue Revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta”, curato da Pop Economix, ha affrontato il tema con un linguaggio teatrale e divulgativo.

Cibo: meno sprechi, più valore

L’alimentazione ha rappresentato uno dei terreni nei quali l’economia circolare è diventata immediatamente comprensibile. Il programma ha affrontato lo spreco alimentare lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione fino alla tavola.

Il panel “C’era una volta lo spreco: strategie per arginare il food waste” ha riunito rappresentanti della distribuzione, del settore alimentare, del mondo istituzionale e delle organizzazioni impegnate nel recupero delle eccedenze. Tra gli ospiti hanno partecipato Maria Chiara Gadda, relatrice della legge 166/2016 contro lo spreco alimentare, Marco Lucchini, segretario generale del Banco Alimentare, e Andrea Magarini, coordinatore della Food Policy del Comune di Milano. Il confronto ha mostrato come la riduzione degli sprechi abbia richiesto interventi coordinati lungo tutta la filiera, non soltanto maggiore attenzione da parte del consumatore.

La stessa prospettiva è emersa nello show cooking “Il buono che avanza, l’Ecocucina di Lisa Casali”, che ha trasformato il recupero degli scarti in una pratica concreta di cucina. La circolarità è così arrivata nella dimensione domestica: utilizzare meglio ciò che già si possiede ha significato consumare meno e valorizzare risorse che altrimenti sarebbero diventate rifiuti.

Il programma ha inoltre affrontato temi emergenti come gli insetti commestibili, la corretta conservazione degli alimenti e l’evoluzione dei modelli di produzione alimentare.

Plastica, packaging e greenwashing: quando il rifiuto è diventato una risorsa

La plastica ha costituito uno dei simboli più evidenti della cultura dell’usa e getta. Il Festival ha dedicato ampio spazio al problema della dispersione dei rifiuti, anche alla luce della crescente attenzione internazionale per l’inquinamento dei mari.

La plastica fuggente, come trasformare i rifiuti in risorse” ha affrontato la possibilità di recuperare valore dai materiali dopo il loro primo utilizzo. Il tema è stato affiancato da “I rifiuti meritano sempre una seconda chance” e dagli incontri dedicati al ruolo dell’acqua nell’economia circolare.

Ma il Festival ha affrontato anche il rischio opposto: comunicare come sostenibili prodotti e comportamenti senza che dietro ci sia una reale trasformazione. “Dietro un filo d’erba, la verità nascosta dal greenwashing” ha portato l’attenzione sulla distanza che può esistere tra la percezione di un prodotto e il suo effettivo impatto ambientale.

La questione è stata particolarmente rilevante dal punto di vista consumerista: maggiore attenzione all’ambiente ha significato anche maggiore necessità di informazioni affidabili per poter distinguere un cambiamento reale da una semplice operazione di marketing.

Mobilità, città e nuove forme di consumo

L’economia circolare ha coinvolto anche il modo di muoversi e di vivere gli spazi urbani. “Fast&Fabulous, la corsa verso la mobilità circolare” ha affrontato l’evoluzione della mobilità sostenibile, mentre il programma ha proposto test drive con la Nissan LEAF, automobile completamente elettrica.

Il giorno successivo, “Il nuovo che avanza, il futuro della mobilità è sostenibile” ha riportato il tema sul piano delle trasformazioni urbane. Accanto alle automobili elettriche sono entrati nel confronto bicicletta, trasporto pubblico e nuove modalità di mobilità. “Green & the City, la rinascita dei centri urbani” ha allargato ulteriormente la prospettiva, collegando sostenibilità, infrastrutture e qualità della vita nelle città.

Anche la casa e l’energia hanno trovato spazio nel programma, con attività dedicate al fotovoltaico, all’efficienza energetica e alla riqualificazione degli edifici. La circolarità è stata quindi presentata come una trasformazione che ha attraversato il sistema urbano nel suo complesso.

Moda, lavoro e nuovi consumi

La riflessione è arrivata anche alla moda, uno dei settori nei quali durata dei prodotti, uso delle materie prime e riciclo hanno assunto un peso crescente. “Il diavolo veste sostenibile: la moda nell’economia circolare” ha affrontato il rapporto tra industria tessile, design e sostenibilità.

Il tema ha avuto anche una dimensione occupazionale. “Se il lavoro diventa circolare, viaggio tra le professioni del futuro” ha esplorato le nuove competenze richieste dalla trasformazione verso modelli produttivi più sostenibili. La circolarità ha quindi smesso di essere soltanto una questione ambientale ed è diventata anche una questione industriale, professionale e sociale.

I protagonisti

Tra gli ospiti più rappresentativi dell’edizione:

  • Simona Bonafè - Deputata al Parlamento europeo. Ha partecipato al confronto sull’economia circolare in qualità di relatrice del pacchetto legislativo europeo dedicato al tema.
  • Raffaele Cattaneo - Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia. Ha portato la prospettiva istituzionale sulle politiche ambientali e sulla transizione verso modelli più sostenibili.
  • Fabio Iraldo - Direttore del Green Economy Observatory presso l’Università Bocconi. Ha contribuito al confronto sugli aspetti economici e industriali della transizione circolare.
  • Luca Mercalli - Presidente della Società Meteorologica Italiana e divulgatore scientifico. Ha collegato sostenibilità, cambiamenti climatici e trasformazione dei comportamenti individuali.
  • Maria Chiara Gadda - Deputata alla Camera e relatrice della legge 166/2016 contro lo spreco alimentare. Ha rappresentato il punto di vista istituzionale sul recupero delle eccedenze alimentari.
  • Marco Lucchini - Segretario generale del Banco Alimentare. Ha portato l’esperienza maturata nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze alimentari.
  • Lisa Casali - Scienziata ambientale, blogger e scrittrice. Ha trasformato il tema della riduzione degli sprechi in pratiche concrete attraverso l’Ecocucina.
  • Emanuele Bompan - Giornalista e direttore di “Materia Rinnovabile”. Ha portato una competenza specifica sui temi dell’economia circolare, della green economy e della sostenibilità.
  • Veronica Aneris - Esperta nazionale per l’Italia di Transport & Environment. Ha contribuito al confronto sulla mobilità sostenibile e sulle trasformazioni del sistema dei trasporti.

I partner

L’edizione ha indicato Coca-Cola come Partner e Google e Tetra Pak come Sponsor. L’evento inaugurale ha avuto ICCREA come partner, mentre Fastweb ha sostenuto la Call4Ideas. Sky e Rai sono stati indicati come Media Partner. Tra i Supporter hanno figurato, tra gli altri, Eni gas e luce, Granarolo, CONAI, UnaItalia, Cuki, CIRFOOD, Nissan, MM, FlixBus e A2A. Il Banco Alimentare è stato indicato come Partner scientifico. L’edizione ha inoltre avuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Regione Lombardia.

Con “Ri-Generazioni”, l’economia circolare è stata quindi raccontata non come una semplice evoluzione delle tecniche di riciclo, ma come un ripensamento del modo in cui sono state prodotte, utilizzate e valorizzate le risorse. Dal cibo alla plastica, dalla moda alla mobilità, dalla finanza alle città, il filo comune è stato la possibilità di interrompere la logica dell’usa e getta e costruire sistemi nei quali ciò che è stato prodotto non sia diventato necessariamente uno scarto. Per il consumatore, questo ha significato soprattutto una nuova domanda: quanto le nostre scelte hanno potuto contribuire a rendere davvero circolare l’economia?

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