• Alimentazione e Salute

FestivalFuturo 2019: StraBene, scelte e tecnologie per vivere in salute

28 settembre 2019 09:30 - 29 settembre 2019 19:00

Superstudio Più di Milano
FestivalFuturo, torna l'edizione 2019

FestivalFuturo è l’appuntamento annuale di Altroconsumo dedicato al confronto sui grandi cambiamenti che coinvolgono consumatori e società. Attraverso incontri, dibattiti, laboratori ed esperienze, il Festival mette a confronto istituzioni, imprese, ricercatori, professionisti e divulgatori per capire come innovazione e nuove abitudini possano incidere sulla vita quotidiana.

La settima edizione, “StraBene – scelte e tecnologie per vivere in salute”, si è svolta il 28 e 29 settembre 2019 al Superstudio Più di Milano. Il programma ha messo al centro la salute in una prospettiva ampia: alimentazione, prevenzione, attività fisica, benessere psicologico e servizi sanitari si sono intrecciati con tecnologie emergenti, dati, intelligenza artificiale e nuove modalità di accesso alle cure. L’obiettivo non è stato soltanto raccontare le innovazioni, ma interrogarsi su quanto abbiano potuto migliorare concretamente la vita delle persone e su quali nuovi rischi abbiano portato con sé.

Il tema dell’edizione

“StraBene” ha affrontato la salute come un sistema di scelte quotidiane, nel quale il consumatore ha avuto un ruolo sempre più attivo. Il programma ha mostrato come le decisioni su ciò che mangiamo, sull’attività fisica, sull’uso della tecnologia e sull’accesso ai servizi sanitari siano state influenzate da una crescente quantità di informazioni, strumenti e promesse.

La tecnologia ha rappresentato quindi il secondo elemento fondamentale dell’edizione. Dalle terapie digitali ai big data sanitari, dalla farmacia del futuro alla blockchain applicata alla filiera alimentare, il Festival ha esplorato possibilità ancora emergenti nel 2019. La domanda di fondo è stata quella della qualità dell’innovazione: quando una nuova tecnologia ha davvero aiutato il consumatore e quando, invece, ha rischiato di aggiungere complessità, disuguaglianze o nuove forme di dipendenza?

Il programma ha inoltre mantenuto una forte dimensione pratica. Accanto ai dibattiti sono stati proposti workshop, degustazioni, consulenze, attività per famiglie, esperienze sull’alimentazione e sull’attività fisica e il contest Call4Ideas, dedicato alle innovazioni capaci di produrre benefici concreti nell’ambito della salute e del benessere.

I temi e gli incontri più significativi

La salute è passata dalla prevenzione alle scelte quotidiane

Una prima grande area ha riguardato il rapporto tra salute, alimentazione e stili di vita. Il programma ha affrontato temi molto concreti: dalle diete “senza” ai superfood, dalla corretta alimentazione nello sport alla prevenzione dell’obesità infantile.

L’incontro “Glutine, lattosio, carboidrati: sicuri che le diete dei ‘senza’ siano la scelta giusta?” ha messo in discussione la tendenza a considerare automaticamente più salutari prodotti privi di determinati ingredienti. La questione ha riguardato un aspetto centrale per il consumatore: distinguere tra esigenze nutrizionali reali, convinzioni diffuse e messaggi commerciali.

Lo stesso approccio è emerso nell’incontro “Giusta spesa, tanta resa!”, dedicato a riduzione degli sprechi e sostenibilità della spesa. Lisa Casali e Marco Lucchini del Banco Alimentare hanno collegato le scelte d’acquisto alla capacità di conservare e utilizzare meglio gli alimenti, mostrando come salute, ambiente e risparmio possano convergere nelle decisioni quotidiane.

La riflessione ha raggiunto anche il terreno delle nuove fonti alimentari, con l’incontro “Pochi grilli per la testa, il futuro a tavola tra carne artificiale e proteine degli insetti”. Il Festival ha così portato nel dibattito temi che nel 2019 erano ancora percepiti come fortemente innovativi e che hanno anticipato discussioni oggi molto più presenti nel mercato alimentare.

Quando la tecnologia è entrata nella medicina

Il secondo grande filone ha riguardato la trasformazione digitale della salute. L’edizione ha affrontato tecnologie che hanno progressivamente modificato il rapporto tra pazienti, medici e servizi sanitari.

Tra gli incontri più significativi è emerso “Se curarsi è tutto un programma: i software in grado di sconfiggere le malattie”, dedicato alle terapie digitali: strumenti software progettati per intervenire direttamente nella prevenzione o nel trattamento di alcune patologie. Il tema ha anticipato una trasformazione importante, nella quale la tecnologia non ha più rappresentato soltanto uno strumento per organizzare la sanità, ma è diventata parte dell’intervento terapeutico.

La discussione è proseguita con “Più dati = più salute?”, dedicato ai big data sanitari. La grande quantità di dati prodotta dall’attività clinica e dai dispositivi digitali ha aperto nuove possibilità per ricerca e medicina, ma ha posto anche questioni di controllo, privacy e distribuzione dei benefici. Il programma ha quindi evitato una lettura semplicemente entusiastica dell’innovazione: più dati hanno potuto significare più conoscenza, ma anche nuovi interrogativi su chi li possiede, come vengono utilizzati e a vantaggio di chi.

Anche la farmacia del futuro ha rappresentato un esempio concreto di questa trasformazione. L’incontro ha affrontato nuovi servizi e nuovi format destinati a modificare il rapporto tra cittadini, farmacie e sistema sanitario.

Informazione, promesse e capacità di scegliere

Un terzo filone ha riguardato la necessità di orientarsi in un mercato della salute sempre più ricco di informazioni e messaggi commerciali.

L’incontro “Tu chiamale, se vuoi, illusioni: le promesse della cosmesi”, con la divulgatrice scientifica Beatrice Mautino, ha affrontato il confine tra comunicazione, marketing ed evidenza scientifica. Il problema non ha riguardato soltanto la cosmetica: è diventato emblematico di un mercato nel quale il consumatore ha dovuto distinguere risultati dimostrati da promesse amplificate dalla comunicazione.

La stessa esigenza di informazione affidabile ha attraversato il confronto sulla medicina. La presenza di figure come Silvio Garattini, Nino Cartabellotta e Antonio Bonaldi ha portato nel Festival una prospettiva fondata su evidenze scientifiche, appropriatezza delle cure e sostenibilità del sistema sanitario. L’incontro “Curarsi con rispetto e giustizia: l’esempio di Slow Medicine” ha collegato infatti tutela della salute e uso responsabile delle risorse.

Il benessere è diventato anche digitale, ambientale e sociale

Il concetto di benessere è stato infine allargato oltre la salute fisica. Il Festival ha dedicato spazio alla mindfulness, all’attività fisica, alla salute sul luogo di lavoro e al rapporto tra persone e nuove tecnologie.

Il panel “Digital Wellbeing dalla A alla Z” e gli incontri dedicati a come aiutare i più giovani a vivere responsabilmente il Web hanno affrontato un tema allora emergente: l’uso della tecnologia non ha riguardato soltanto sicurezza e privacy, ma anche equilibrio, relazioni ed effetti sulla qualità della vita. Il workshop realizzato con Google ha coinvolto anche Telefono Azzurro, mettendo al centro il rapporto tra adolescenti e ambiente digitale.

La stessa prospettiva si è ritrovata nella riflessione ambientale, dalla mobilità sostenibile all’e-bike, fino alla mostra “Un futuro vulnerabile” dedicata alle comunità che si sono confrontate con i cambiamenti del pianeta. La salute è stata così presentata come una condizione legata anche all’ambiente in cui viviamo e alle scelte collettive.

I protagonisti

Tra gli ospiti più rappresentativi dell’edizione:

  • Silvio Garattini - Presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS. Ha portato nel Festival una prospettiva scientifica rigorosa sui comportamenti e sulle scelte che incidono sulla salute.
  • Nino Cartabellotta - Presidente della Fondazione GIMBE. Ha rappresentato il punto di vista dell’evidence-based medicine e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
  • Mario Tozzi - Primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico. Ha collegato salute e cambiamenti ambientali, affrontando il tema del riscaldamento globale.
  • Gabriella Bottini - Professoressa ordinaria di Neuroscienze Cognitive all’Università di Pavia. Ha portato nel dibattito le implicazioni scientifiche, sociali ed etiche delle neuroscienze.
  • Paolo Legrenzi - Professore emerito di Psicologia all’Università Ca’ Foscari. La sua competenza sulla psicologia della scelta ha contribuito a leggere il rapporto tra comportamento, decisioni e benessere.
  • Giorgia Abeltino - Direttrice Government Affairs and Public Policy per il Sud Europa di Google. Ha rappresentato la prospettiva di una grande piattaforma tecnologica sui temi del digitale e del digital wellbeing.
  • Luca Foresti - Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino. Ha portato il punto di vista di un modello innovativo di servizi sanitari, con attenzione ad accessibilità e organizzazione delle cure.
  • Domenico Laporta - Amministratore Delegato di Admenta Italia. Ha contribuito al confronto sull’evoluzione della farmacia e dei servizi rivolti ai cittadini.
  • Lisa Casali - Scienziata ambientale, blogger e scrittrice. Ha portato nel programma una prospettiva pratica sul rapporto tra alimentazione, sostenibilità e riduzione degli sprechi.

I partner

La pagina ufficiale dell’edizione ha indicato come Partner Gold Regione Lombardia, Comune di Milano e Ministero dell’Ambiente. I Partner Silver sono stati Google, Coca-Cola HBC, Chili, Eurospin, Crediper, LloydsFarmacia, Oleificio Zucchi, Centro Medico Santagostino, MiaCar, Oval e Narratori del Gusto. POP Economy è stato indicato come Media Partner.

Il tratto distintivo di StraBene è stato quindi l’aver interpretato la salute non come un settore isolato, ma come un punto d’incontro tra scelte personali, innovazione tecnologica, alimentazione, ambiente e organizzazione dei servizi. Nel 2019 molte delle tecnologie discusse — dalle terapie digitali ai big data sanitari, fino alla blockchain nella filiera alimentare — hanno rappresentato ancora frontiere emergenti. Il Festival ha posto una domanda che ha mantenuto tutta la sua rilevanza: come fare in modo che l’innovazione aumenti davvero la capacità delle persone di vivere meglio e scegliere con maggiore consapevolezza?

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