Oggetto: Esposto per presunte pratiche commerciali scorrette, disparità territoriali nell'accesso al commercio elettronico e possibili violazioni degli obblighi informativi da parte di Amazon.it – Esclusione sistematica delle spedizioni di prodotti tecnologici verso la Sardegna e le isole italiane. Richiesta di istruttoria e intervento urgente.
Spettabile Autorità,
con la presente intendo segnalare una situazione di grave e persistente disparità di trattamento che interessa i consumatori residenti in Sardegna e, secondo le informazioni pubblicamente disponibili, anche in Sicilia e in altre isole italiane, nell'accesso ai prodotti commercializzati attraverso la piattaforma Amazon.it.
Da diversi mesi riscontro personalmente l'impossibilità di acquistare numerosi prodotti tecnologici, tra cui powerbank, microfoni, dispositivi elettronici e relativi accessori, a causa di limitazioni territoriali che impediscono la consegna presso il mio indirizzo di residenza in Sardegna.
La piattaforma presenta prodotti apparentemente disponibili all'acquisto, ma impedisce di finalizzare le operazioni quando viene selezionato un indirizzo di consegna sardo.
Non si tratta, pertanto, di un semplice ritardo logistico, bensì di un'esclusione dall'accesso a intere categorie di offerte commerciali, rispetto alla quale ritengo necessario verificare l'esistenza di giustificazioni oggettive, adeguate e proporzionate.
1. Esistenza documentata di una politica di esclusione territoriale
Particolarmente rilevante è quanto dichiarato ufficialmente dalla stessa Amazon nella pagina dedicata alla spedizione di merci pericolose attraverso il servizio Amazon Shipping:
https://shipping.amazon.it/funzionalit%C3%A0/servizi-di-spedizione-per-merci-pericolose
Amazon specifica che le spedizioni di tali merci verso Sardegna e Sicilia sono escluse dal servizio a causa delle restrizioni imposte dal trasporto marittimo e che i tentativi di spedizione verso i CAP delle due regioni vengono automaticamente bloccati.
La medesima pagina annovera tra i prodotti interessati batterie, powerbank e numerosi dispositivi elettronici.
Pur trattandosi formalmente di un servizio logistico rivolto alle imprese, questa dichiarazione documenta una politica di esclusione territoriale all'interno dell'organizzazione di Amazon che merita di essere confrontata con le restrizioni riscontrate dai consumatori su Amazon.it.
La questione assume una gravità particolare perché il fenomeno non sembra essere episodico: limitazioni analoghe risultavano già pubblicamente segnalate nel 2016.
2. Possibile violazione del divieto di discriminazioni territoriali
Richiamo in particolare l'articolo 29 del D.Lgs. 59/2010, attuativo della Direttiva 2006/123/CE, che vieta condizioni generali di accesso ai servizi discriminatorie sulla base del luogo di residenza, salvo differenziazioni direttamente giustificate da criteri oggettivi.
Richiamo inoltre l'articolo 1, comma 2, dello stesso decreto, che pone tra le finalità della disciplina la garanzia di un livello minimo e uniforme di accessibilità ai servizi sull'intero territorio nazionale.
Ritengo necessario accertare se l'esclusione di consumatori residenti in intere regioni, basata sui codici postali di consegna, sia effettivamente fondata su ragioni inderogabili di sicurezza oppure derivi da scelte organizzative e commerciali del gruppo.
L'insularità non dovrebbe tradursi automaticamente in una limitazione strutturale dell'accesso al mercato quando esistano modalità di trasporto legittime e tecnicamente praticabili.
3. Possibili pratiche commerciali scorrette e violazioni degli obblighi informativi
Chiedo che l'Autorità valuti la condotta anche alla luce degli articoli 20, 21 e 22 del D.Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), con particolare riferimento alla diligenza professionale, alla rappresentazione della disponibilità dei prodotti e all'eventuale omissione di informazioni rilevanti.
Richiamo soprattutto l'articolo 51, comma 3, del Codice del consumo, secondo cui i siti di commercio elettronico devono indicare in modo chiaro e leggibile, al più tardi all'inizio del processo di ordinazione, le restrizioni applicabili alla consegna.
Qualora le limitazioni territoriali vengano rese evidenti soltanto nelle fasi successive del percorso d'acquisto, chiedo di verificare la conformità di tale comportamento agli obblighi previsti dalla normativa.
Chiedo inoltre di accertare se eventuali restrizioni vengano applicate anche a dispositivi non soggetti alle specifiche limitazioni relative alle batterie al litio, per effetto di classificazioni eccessivamente generiche o automatismi informatici.
4. Necessità di distinguere i vincoli normativi dalle scelte logistiche
Non si intende contestare il rispetto delle norme sulla sicurezza dei trasporti.
Tuttavia, le disposizioni internazionali relative alle merci pericolose, tra cui il Codice IMDG per il trasporto marittimo, prevedono requisiti differenziati in funzione della tipologia della merce, della classificazione, dell'imballaggio e delle condizioni di trasporto.
Non risulta quindi sufficiente, senza ulteriori verifiche, invocare genericamente l'esistenza di restrizioni marittime per giustificare l'esclusione generalizzata di intere categorie commerciali verso le isole.
Chiedo pertanto che Amazon documenti puntualmente le disposizioni normative che renderebbero impossibile effettuare le singole spedizioni, specificando se siano state valutate soluzioni alternative conformi alla legge, anche mediante trasporto terrestre e marittimo, eventualmente con tempi di consegna differenti.
5. Richieste all'Autorità
Alla luce di quanto esposto, chiedo formalmente all'AGCM:
1. Di valutare l'apertura di un'istruttoria nei confronti delle società del gruppo Amazon responsabili delle pratiche contestate, ai sensi dell'articolo 27 del Codice del consumo e delle altre disposizioni applicabili.
2. Di verificare la legittimità, l'oggettività e la proporzionalità delle esclusioni territoriali applicate ai consumatori residenti in Sardegna e nelle altre isole italiane.
3. Di acquisire da Amazon la documentazione normativa e tecnica relativa alle restrizioni, distinguendo quelle imposte inderogabilmente dalla legge da quelle derivanti da decisioni aziendali o dai contratti con i vettori.
4. Di verificare l'adeguatezza delle informazioni rese agli utenti durante il processo di acquisto e l'eventuale applicazione delle restrizioni a prodotti privi di caratteristiche tali da giustificarle.
5. Di valutare, ove ne ricorrano i presupposti, l'adozione degli opportuni provvedimenti inibitori, correttivi o cautelari e di ogni ulteriore misura prevista dalla normativa vigente, al fine di far cessare tempestivamente eventuali condotte illegittime.
6. Di promuovere, nell'ambito dei poteri dell'Autorità, una soluzione strutturale che consenta il ripristino dell'accessibilità alle offerte commerciali per le quali sia concretamente possibile organizzare spedizioni conformi alla normativa di sicurezza.
6. Riserva di tutela collettiva
La problematica segnalata appare suscettibile di interessare una pluralità significativa di consumatori, con effetti particolarmente penalizzanti per i residenti nei territori insulari.
Per tale ragione mi riservo di interessare le associazioni nazionali dei consumatori e di valutare, con l'assistenza di professionisti qualificati, l'attivazione degli strumenti di tutela collettiva previsti dagli articoli 140-ter e seguenti del Codice del consumo, nonché delle azioni inibitorie o risarcitorie eventualmente esperibili ai sensi degli articoli 840-bis e seguenti del Codice di procedura civile.
La presente segnalazione è finalizzata a sollecitare un accertamento effettivo e, soprattutto, a favorire il superamento tempestivo di una situazione che rischia di trasformare la condizione geografica di milioni di cittadini in uno svantaggio permanente nell'accesso al commercio elettronico.
La sicurezza dei trasporti deve essere garantita