Segnalo una grave irregolarità nella gestione della mia richiesta di recesso da parte di WindTre, che ha comportato la perdita del mio diritto di ripensamento e l'addebito di costi che non avrei dovuto sostenere.
La linea telefonica mobile è stata attivata il 22/03/2026. In data 02/04/2026, quindi entro il termine di 14 giorni previsto dalla normativa a tutela del consumatore, ho esercitato formalmente il diritto di recesso tramite PEC, allegando il modulo richiesto da Wind Tre, i documenti di identità e indicando chiaramente il numero telefonico interessato dalla cessazione sia nel modulo (al netto di averlo inserito in un campo secondo loro errato) che nel testo della Pec.
Successivamente, in data 08/04/2026, WindTre mi ha richiesto un'integrazione formale del modulo sostenendo che alcuni dati non fossero stati inseriti nel campo corretto. Preciso che tali informazioni erano comunque presenti sia nella PEC sia nella documentazione allegata e che ho provveduto immediatamente a trasmettere quanto richiesto.
Anziché completare la lavorazione della pratica originaria di recesso entro i 14 giorni (Pratica n. ID1830054709), WindTre ha chiuso tale pratica e ne ha aperta una nuova (Pratica n. ID1831088173), qualificandola come recesso ordinario e non più come esercizio del diritto di ripensamento.
Tale operazione è stata effettuata senza il mio consenso e senza alcuna richiesta da parte mia. La conseguenza diretta è stata la perdita del diritto di recesso esercitato nei termini di legge e l'applicazione di costi di cessazione anticipata che non sarebbero stati dovuti.
Ritengo tale comportamento particolarmente grave poiché il consumatore aveva manifestato in modo chiaro e tempestivo la volontà di recedere entro i termini previsti dalla legge, aveva fornito tutte le informazioni necessarie e aveva prontamente adempiuto a qualsiasi richiesta di integrazione documentale. Una mera contestazione sulla collocazione di alcuni dati all'interno del modulo non può legittimare la chiusura della pratica originaria e la sua sostituzione con una nuova pratica avente effetti peggiorativi per il cliente.
La condotta adottata ha avuto l'effetto concreto di eludere l'esercizio del diritto di ripensamento regolarmente esercitato, trasferendo sul consumatore conseguenze economiche derivanti esclusivamente da una gestione interna della pratica da parte dell'operatore.
Chiedo pertanto assistenza per ottenere il riconoscimento della validità del recesso esercitato il 02/04/2026, l'annullamento degli addebiti applicati e il ripristino dei diritti previsti dalla normativa a tutela del consumatore.