Con la presente si segnala una grave irregolarità contabile, una condotta palesemente dilatoria e un comportamento scorretto da parte del fornitore Zalando SE, in violazione delle tutele del Codice del Consumo e della normativa sui servizi di pagamento (D.Lgs. 11/2010 - PSD2).
Cronologia dei fatti relativi all'ordine n. 10401229411180:
A seguito di un avviso da parte di Zalando che informava che l'addebito automatico non era andato a buon fine, in data 04 maggio 2026 ho provveduto tempestivamente e di buona fede a saldare l'importo dell'ordine (124,92 €) tramite bonifico bancario. Tale somma è stata accreditata a Zalando il giorno successivo, 05 maggio. Nonostante il pagamento tramite bonifico fosse già andato a buon fine, il giorno stesso (05 maggio 2026) Zalando ha proceduto ad applicare e riscuotere comunque l'addebito automatico sulla mia carta di pagamento. Si è configurata così una palese duplicazione di pagamento per un unico acquisto, intascando due volte la stessa somma (indebito oggettivo ai sensi dell'Art. 2033 del Codice Civile).
I tentativi di risoluzione: Da quel momento ho avviato una estenuante trafila di contatti con il loro servizio clienti, effettuando ad oggi ben 10 telefonate e inviando tra le 5 e le 6 email. Ad ogni singolo contatto, l'assistenza si è limitata a fornire risposte elusive e standardizzate, chiedendo sistematicamente di "attendere altri 5 giorni" a ogni chiamata per prendere tempo. La volontà di trattenere indebitamente il mio denaro è dimostrata dalle richieste paradossali avanzate dal loro supporto via mail. Inizialmente mi è stato richiesto il codice IBAN, una richiesta già di per sé assurda considerando che Zalando aveva appena effettuato giorni fa ben due addebiti verso quel medesimo conto corrente e, pertanto, possedeva già tutte le mie coordinate bancarie. Nonostante ciò, ho collaborato fornendo immediatamente il dato richiesto. Il 27 maggio si è però raggiunto il culmine dell'ostruzionismo: l'assistenza mi ha inviato una nuova comunicazione richiedendo nuovamente il mio nome e cognome, la mia email (la stessa identica casella postale alla quale mi stavano scrivendo), il numero d'ordine (scritta tra altro nel titolo della loro mail), di nuovo l'IBAN e adesso persino il codice BIC/SWIFT. Questa condotta corrobora inequivocabilmente l'intenzione di Zalando di continuare a dilatare i tempi di un rimborso che mi spetta di diritto, richiedendo ripetutamente informazioni sensibili e ridondanti di cui sono già ampiamente in possesso nei loro sistemi informatici.Aggiungo inoltre che l'istituto bancario emittente della mia carta sta ostacolando l'esercizio dei miei diritti di consumatore, rifiutandosi di avviare la pratica online di disconoscimento addebito (chargeback) per transazione duplicata e pretendendo ingiustificatamente che io mi rechi di persona presso una filiale fisica.
Si richiede l'intervento di Altroconsumo per
1)Intimare a Zalando SE l'immediato storno e riaccredito della somma trattenuta indebitamente.
2)Sollecitare l'Istituto bancario all'apertura d'ufficio della pratica di disputa commerciale (chargeback) tramite il circuito della carta.
Si allegano i giustificativi del doppio pagamento (ricevuta del bonifico ed estratto conto della carta) e lo screenshot dell'ordine in questione per dimostrare che si è trattato di un'unica operazione d'acquisto.