Spett.le Altroconsumo,
con la presente richiedo il vostro intervento in merito a una serie di gravi irregolarità e condotte professionali profondamente scorrette riscontrate presso il punto vendita PoltroneSofà di Montebello (PV).
I FATTI E LA MANCATA TRASPARENZA
In data 2/5/2026 mi sono recata presso il punto vendita per l'acquisto di un divano, ho scelto uno in "pronta consegna" con rivestimento bianco (l'unico che si adattava alle mie esigenze). Necessitando però di un rivestimento di colore giallo, la venditrice (Sig.ra Rosalba) mi ha proposto l'acquisto di un secondo rivestimento supplementare.
Contestualmente, mi è stato proposto un "piano di assistenza" opzionale al costo di 150,00€, che ho esplicitamente rifiutato dopo essermi consultata con mia madre, presente ai fatti.
La venditrice ha proceduto alla compilazione digitale del contratto chiedendomi il codice per la firma elettronica, senza tuttavia permettermi di visionare il documento su schermo o in copia cartacea prima della sottoscrizione. La procedura di firma è stata chiaramente manipolata per impedirmi il controllo. Il contratto definitivo è arrivato nella mia casella email mentre ero ancora all'interno del negozio, ma la venditrice ha proceduto rapidamente all'incasso dell'acconto di 410,00€, dandomi solo lo scontrino e rendendo di fatto il processo irreversibile prima che potessi leggere le clausole sul mio smartphone.
LE IRREGOLARITÀ RISCONTRATE
Inserimento abusivo di servizi: nel contratto è stato inserito il piano assistenza da 150,00€ nonostante il mio diniego. Quando ho contestato l'accaduto, la venditrice ha tentato di raggirarmi affermando che fosse "obbligatorio di prassi", tesi smentita poi dal responsabile che ha però minimizzato l'accaduto come un "malinteso".
Maleducazione e condotta inappropriata: nel corso delle telefonate di reclamo, la venditrice si è rivolta alla sottoscritta con toni spazientiti e offensivi, arrivando a definirmi "una rompiscatole" solo perché pretendevo il rispetto degli accordi verbali.
Variazione unilaterale degli accordi: qualche giorno dopo sono stata informata che il rivestimento scelto non era disponibile (non lo facevano più), minacciandomi della perdita della caparra in caso di recesso. Salvo poi ricevere una smentita poche ore dopo con la clausola che il secondo rivestimento sarebbe arrivato molto dopo il divano.
Difformità nelle modalità di pagamento: verbalmente era stato pattuito il saldo alla consegna ai trasportatori. Il contratto inviato via mail riporta invece l'obbligo di saldo totale tramite bonifico 5 giorni prima della consegna, includendo anche il pagamento del secondo rivestimento che non verrà consegnato contestualmente al divano.
Assenza di un canale di assistenza: il punto vendita mi ha rimandato a una "sezione reclami" sul sito aziendale che non esiste, e a un numero verde inattivo. Sul sito, al contrario di quanto mi è stato riferito dal responsabile, c'è indicato come unica interfaccia il punto vendita stesso, creando un circolo vizioso in cui il cliente è preso in giro e non ha interlocutori sopra le parti.
RICHIESTA
Ritengo di essere vittima di una pratica commerciale scorretta, basata sulla mancata trasparenza pre-contrattuale e sull'imposizione di servizi non richiesti approfittando della buona fede del consumatore durante la firma digitale.
Chiedo il vostro supporto per:
Ottenere lo storno immediato dei 150,00€ relativi al servizio mai richiesto.
Esigere che l'azienda risponda della condotta verbale e professionale dei propri dipendenti.
In alternativa, la risoluzione del contratto con restituzione della caparra per inadempienza e vizio del consenso.
Resto in attesa di un vostro riscontro.
Cordiali saluti,
Francesca Danieli
cell. 3475424629
mail: francesca.danieli@yahoo.it