Desidero segnalare pubblicamente la gravissima esperienza avuta con IKEA Italia in relazione all’ordine n. 1583029077, relativo all’acquisto di arredi, cucina, consegna e montaggio per la mia nuova abitazione a Nichelino. L’ordine aveva un valore complessivo superiore a 13.000 euro, di cui 1.228 euro per servizi di consegna e montaggio.
Mi sono affidato a IKEA con fiducia, in un momento molto delicato per la mia famiglia: un trasferimento in Piemonte con due bambini piccoli e la necessità di entrare in una casa arredata e funzionale nei tempi concordati. Purtroppo, l’esperienza si è trasformata in una lunga sequenza di errori progettuali, disservizi di consegna, montaggi incompleti, danni ai mobili, ritardi e mancate risposte realmente adeguate.
Il punto centrale, tuttavia, non riguarda soltanto gli errori subiti, ma anche il modo in cui IKEA ha gestito il reclamo. Nel periodo in cui non riuscivamo ancora a vivere regolarmente nella nostra abitazione a causa dei problemi legati alla cucina e ai montaggi, ero in contatto con il servizio clienti quasi quotidianamente. In quelle interlocuzioni mi veniva ripetutamente detto di stare tranquillo, che la situazione sarebbe stata valutata e che il disagio sarebbe stato indennizzato. Mi fu anche rappresentato che IKEA disponeva di criteri o formule per calcolare i giorni di disagio e, se del caso, anche i costi sostenuti per i pasti fuori casa da parte di una famiglia di quattro persone, proprio perché la cucina non era utilizzabile.
Alla luce di tutto questo, trovo oggi incomprensibile e inaccettabile che IKEA ritenga congrua una proposta di appena 400 euro. Chiedo pubblicamente: da dove nasce questo importo? Su quale calcolo si basa? Come può essere considerato proporzionato rispetto a un ordine superiore a 13.000 euro, a una cucina non completata nei tempi previsti, ai costi sostenuti, ai ritardi nell’ingresso in casa, ai pasti fuori, ai permessi lavorativi, agli spostamenti, ai danni materiali e allo stress arrecato a una famiglia con due bambini?
Le principali criticità riguardano la cucina, progettata e montata con evidenti problemi di misure e allineamento. Durante la fase progettuale sono state fornite indicazioni non chiare e non coerenti sull’area da piastrellare, costringendomi a sostenere ulteriori costi per materiali, posa e modifiche successive. Nonostante le mie richieste di chiarimento, le indicazioni ricevute non sono state sufficientemente precise e ciò ha generato ulteriori interventi e spese.
In fase di montaggio, inoltre, sono stati lasciati spazi arbitrari e antiestetici, tra cui oltre 7 cm sul lato sinistro della cucina e ulteriori gap tra elementi pensili e scaffali. Alcuni componenti sono stati danneggiati, sono rimasti fori visibili sulla parete e il lavoro è stato interrotto senza completare il servizio. I montatori hanno lasciato l’abitazione senza risolvere le criticità emerse e senza che venisse gestita in modo adeguato la situazione.
La cucina, elemento essenziale per poter abitare la casa, non è stata completata nei tempi previsti. Il completamento è stato rinviato di settimane rispetto alla data programmata, con conseguenze molto pesanti sulla nostra organizzazione familiare, sui costi di permanenza fuori casa e sulla possibilità stessa di entrare nell’abitazione.
Anche altri ambienti presentano problemi rilevanti. Nella cameretta dei bambini, i letti sono stati progettati in modo tale da impedire la corretta apertura dei cassetti e uno dei letti copre il termosifone. Nella camera matrimoniale, il mobile centrale non si inserisce correttamente tra gli armadi, lasciando spazi laterali antiestetici. Alcuni elementi PAX risultano inoltre danneggiati o montati in modo non conforme.
La consegna ha aggravato ulteriormente la situazione: tutti i colli, per un peso complessivo molto rilevante, sono stati accumulati nel salone centrale senza essere distribuiti nelle stanze. Questo ha impedito il regolare proseguimento dei montaggi programmati e mi ha costretto a prendermi ferie, chiedere aiuto a terzi e spostare manualmente centinaia di scatole per evitare ulteriori ritardi.
A tutto ciò si aggiungono numerosi viaggi da Nichelino a IKEA Collegno per resi, verifiche e tentativi di risoluzione. Ho dovuto recarmi più volte in negozio, sostenendo costi di carburante, pedaggi, tempo perso e ulteriori disagi. In molti casi i rimborsi sono stati riconosciuti tramite voucher IKEA, soluzione per me non accettabile, poiché mi obbliga a riacquistare presso lo stesso soggetto che ha generato i disservizi.
È importante precisare che, laddove possibile, ho già provveduto personalmente a effettuare resi e sostituzioni, sostenendo numerosi spostamenti e dedicando tempo e risorse per cercare di limitare i danni. Tuttavia, non tutte le criticità possono essere risolte tramite semplici resi. Alcuni elementi dell’arredo, come armadi di grandi dimensioni o configurazioni ormai montate e integrate negli spazi della casa, non sono realisticamente sostituibili senza generare ulteriori costi, smontaggi complessi e un ulteriore carico organizzativo e psicologico per la mia famiglia.
Ho inviato reclami formali e comunicazioni dettagliate, corredate da documentazione fotografica. La vicenda è stata inoltre presa in carico dal mio legale, che ha trasmesso formali diffide a IKEA Italia. Tuttavia, anche tali comunicazioni risultano ad oggi sostanzialmente prive di un riscontro adeguato e risolutivo.
Questo è un aspetto che ritengo particolarmente grave e che, a mio avviso, merita di essere segnalato pubblicamente: IKEA non sta fornendo un riscontro serio nemmeno tramite i legali. Il consumatore viene così costretto a proseguire con ulteriori iniziative, con ulteriore dispendio di tempo, denaro ed energie, nella speranza che alla fine rinunci per stanchezza o per sproporzione tra il danno subito e i costi necessari per far valere le proprie ragioni.
A fronte di un ordine superiore a 13.000 euro, comprensivo di oltre 1.200 euro di servizi di consegna e montaggio, IKEA continua a ostinarsi nel proporre un rimborso di appena 400 euro. Ritengo tale importo del tutto inadeguato, sproporzionato e non accettabile rispetto alla gravità complessiva della vicenda. Una simile proposta non tiene conto dei costi aggiuntivi sostenuti, del tempo perso, dei ripetuti spostamenti, dei danni agli arredi, dei montaggi incompleti, dei problemi progettuali, dei pasti fuori casa e del ritardo nell’effettivo utilizzo dell’abitazione.
Quello che contesto non è un singolo errore isolato, ma una gestione complessivamente carente di un ordine importante, che ha inciso concretamente sulla vita quotidiana della mia famiglia. A causa di questi disservizi abbiamo dovuto affrontare ulteriori costi, ritardi nell’ingresso in casa, difficoltà organizzative, ferie e permessi lavorativi, oltre a un notevole stress in una fase già complessa come quella di un trasferimento familiare.
Non chiedo voucher né buoni acquisto. Chiedo un indennizzo economico reale, tramite rimborso monetario, proporzionato ai disservizi, ai costi aggiuntivi, al tempo perso, ai danni subiti e al ritardo nell’utilizzo della casa.
Ritengo inaccettabile che, dopo reclami formali, documentazione fotografica, interlocuzioni quasi quotidiane con il servizio clienti e diffide legali, IKEA continui a non fornire una risposta realmente risolutiva e a limitarsi a una proposta economica di soli 400 euro. Mi rivolgo quindi pubblicamente a IKEA Italia affinché prenda finalmente in carico questa vicenda in modo serio, riconoscendo la gravità dell’accaduto e formulando una proposta concreta, equa e proporzionata.