Spett.le ING Bank N.V.,
Sono ex titolare dei contratti di Conto Corrente e Conto Arancio legati al mio codice cliente.
Tutto inizia il 17 aprile 2026, quando a seguito di un tentativo di bonifico istantaneo di soli 50€ verso il mio conto Binance (a me intestato), ricevo un SMS da ING che recita: "Per ragioni di sicurezza abbiamo ritenuto opportuno sospendere momentaneamente la tua operatività sui prodotti ING che possiedi". Al telefono l'assistenza mi parla genericamente di un "controllo", mentre il consulente ammette successivamente che la colpa è del bonifico verso Binance, scusandosi per non avermi avvisato prima di tale limitazione del sistema.
Da quel momento inizia l'abbandono totale: il consulente si dimostra del tutto inefficiente, fornendomi informazioni errate (come inviare mail ordinarie che tornavano indietro) e promettendo verifiche e risposte che non sono mai arrivate, costringendomi a gestire tutto da sola nonostante mi trovassi all'estero.
Nessuna comunicazione di chiarimento formale da ING, solo i conti perennemente "inutilizzabile" con un semaforo rosso nell'app e le carte bloccate.
Il 14 maggio mi accorgo dell'invio di un modulo di restituzione somme. L'app di ING si rivela talmente difettosa da mandarmi in un loop infinito tra browser e login, rendendo impossibile la compilazione. Il 25 maggio mi arriva a casa la lettera di recesso unilaterale da parte della banca per entrambi i rapporti. Decido quindi di muovermi autonomamente tramite PEC, inviando i miei documenti e le nuove coordinate per il bonifico. Dopo vari problemi tecnici, riesco a inviare il modulo definitivo firmato via PEC il 5 giugno.
Il 23 giugno l'assistenza in chat mi dice che la PEC è stata accettata, che i conti sono stati chiusi internamente l'11 giugno (ma l'email mi è arrivata il 14) e apre una segnalazione di sollecito per l'accredito. Il 27 giugno ricontatto la chat: mi trovo davanti a operatori che, oltre a non darmi risposte se non frasi copia-incollate sul "reparto competente", si permettono il lusso di darmi del "TU" in modo totalmente sgarbato e non professionale.
Il culmine viene toccato oggi, 1° luglio. Contatto nuovamente la chat chiedendo il codice CRO del bonifico di restituzione delle mie somme. L'operatrice mi scrive testualmente: "Dalle verifiche ancora il bonifico non è partito, ti chiedo gentilmente di attendere 2-3 giorni". Dopo oltre due settimane dalla chiusura ufficiale, i miei soldi non sono ancora stati inviati. Quando faccio notare che aspettare ancora è inaccettabile e chiedo un sollecito immediato, l'operatrice legge il messaggio e abbandona la chat, chiudendomi la comunicazione in faccia.
In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti.