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Reclamo formale: Grave disagio arrecato a utente non vedente e richiesta abusiva di identificazione.

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Pratiche commerciali scorrette

Reclamo

V. V.

A: Amazon

15/09/2026

Oggetto: Reclamo formale contro richiesta abusiva di dati personali e grave disagio arrecato a utente non vedente – relativo all'ordine N. [402-7635065-6379543] – sostituzione N. [404-3760274-0028333] Spettabile Servizio Clienti Amazon, e p.c. Altroconsumo. Con la presente si inoltra formale reclamo in merito alla gestione del reso per sostituzione dell'articolo in oggetto, giunto non funzionante, riguardante un ventilatore acquistato tramite account il mio account personale veronica.visentin@gmail.com per una persona con disabilità visiva (non vedente). L'articolo in questione, ordinato in data 20 agosto, è giunto a destinazione non funzionante (una volta portato a casa della persona che doveva riceverlo non si accendeva). Trattandosi di un bene essenziale per la salute e il benessere del destinatario finale, acquistato per far fronte a un periodo di temperature particolarmente elevate, si rendeva necessario richiedere in data 28 agosto una sostituzione con spedizione e ritiro direttamente all'indirizzo della persona non vedente. L'imballaggio è avvenuto con la mia assistenza, per cui garantisco tassativamente l'assoluta presenza del prodotto nel collo nel momento in cui il pacco veniva chiuso. Trova pertanto spazio grande sconforto nell'apprendere che Amazon dichiari di aver ricevuto un "pacco vuoto", insinuando di fatto una condotta scorretta da parte dell'utente finale. Questa contestazione infondata colpisce la dignità di una persona con disabilità che garantisce di aver consegnato il pacco contenente l'oggetto difettoso, colpevolizzata di fatto per una palese negligenza o anomalia interna. L'errore o la sparizione del bene è da imputarsi esclusivamente a negligenze interne alla filiera logistica o di magazzino. Alla luce di quanto esposto, si richiede: 1- l'apertura di un'indagine interna al Fulfillment Center (FC) per accertare dove sia avvenuta l'eventuale distruzione di un bene non funzionate e richiedere un’indagine verso chi abbia falsamente dichiarato la ricezione di un pacco privo del prodotto, verosimilmente smaltendo il prodotto. 2- Si contesta fermamente la minaccia di nuovo addebito motivata dalla pretestuosa dichiarazione di aver ricevuto un "pacco vuoto". Inoltre, si esprime profonda indignazione per la condotta aziendale sotto due profili gravissimi: 1. Impatto su un utente vulnerabile: l’efficienza del ventilatore era vitale per la salute di una persona disabile durante un periodo di temperature estreme. Vederselo portare prima non funzionante e in seguito accusare, di fatto, di aver consegnato al corriere un pacco vuoto lede profondamente la dignità e la sensibilità dell'utente finale, che, a detta del dipartimento investigativo avrebbe così intenzionalmente trattenuto un piccolo ventilatore in plastica, non funzionante per giunta, costituendo possibile “frode o abuso” . 2. Abuso della privacy e profilazione scorretta: È stata avanzata alla titolare dell’account la richiesta di identificazione "per prevenire e rilevare frodi" tramite l'invio di un documento d'identità a una società terza “Personal Identities Inc”. Si evidenzia che la titolare del profilo è una dipendente Amazon di lunga data con account veterano, della quale l'azienda possiede già per legge ogni dato e documento nei propri archivi HR. Questa richiesta, mossa da algoritmi automatizzati che scavalcano il rapporto di fiducia lavorativo e le tutele del GDPR, appare del tutto sproporzionata, non chiara e priva di base legale giustificabile. In conclusione e alla luce di quanto esposto, si richiede: * L'immediato annullamento della procedura di addebito per la sostituzione effettuata, quindi disarmare e disabilitare il promemoria di pagamento, al verificarsi del quale si prevederebbe il profilarsi di un’appropriazione illecita, soprattutto se applicata unilateralmente dall’azienda. * La revoca immediata della richiesta di identificazione tramite terzi, considerata illegittima e lesiva per la dipendente, e la rettifica di qualsiasi altra segnalazione (banner) agli uffici per la prevenzione degli abusi, non sussistendone in alcun modo motivazioni legittime. * L'apertura di un'indagine interna sulla catena logistica, con particolare attenzione all’addetto alla verifica del reso in questione e sulla sparizione del prodotto (che sarà stato con molta probabilità e con estrema negligenza smaltito all'arrivo) per prevenire altri abusi e disagi di questo tipo. Ci si riserva di segnalare la condotta al Garante della Privacy e agli organi competenti. Cordiali saluti, Veronica Visentin 3335902262


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