Buongiorno,
con la presente desidero precisare quanto segue.
Sono titolare di un contratto Telepass con il servizio parcheggi. In data 29 aprile 2026, Telepass ha emesso una fattura nella quale ho riscontrato un addebito non dovuto.
Il giorno 30 aprile 2026 ho contattato l'assistenza Telepass, la quale mi ha informato che gestisce esclusivamente gli addebiti trasmessi dalla società che gestisce il parcheggio e che avrei dovuto rivolgermi direttamente a quest'ultima.
Ho tentato più volte di contattare telefonicamente la società del parcheggio, senza mai ricevere risposta. Pertanto, il 30 aprile 2026 ho presentato un reclamo tramite il loro sito internet, spiegando dettagliatamente la situazione.
In data 1° aprile 2026, presso il parcheggio di Piazza XXV Aprile a Milano, la sbarra non funzionava. L'addetto presente sul posto mi ha consigliato di ritirare un biglietto cartaceo, come hanno fatto anche altri automobilisti presenti in quel momento. Ho quindi utilizzato il biglietto e, al termine della sosta, ho effettuato regolarmente il pagamento con carta di credito.
A supporto della mia contestazione ho inviato la ricevuta del pagamento effettuato con carta, la fattura emessa da Telepass e, successivamente, anche il biglietto del parcheggio, che sono riuscito fortunatamente a recuperare. Nonostante ciò, la società ha continuato a richiedere informazioni sugli orari di ingresso e di uscita, che ho prontamente fornito.
Successivamente mi è stato comunicato che l'addebito contestato farebbe riferimento a un presunto problema relativo a un parcheggio del 24 marzo 2026, parcheggio che io non ho mai effettuato. Preciso invece che il 25 marzo 2026 ho utilizzato un altro parcheggio a Milano, regolarmente registrato e correttamente addebitato tramite Telepass, senza alcuna anomalia o contestazione. Ritengo pertanto che vi sia stato un errore nell'attribuzione dell'addebito contestato.
Da settimane continuo a richiedere chiarimenti e il rimborso dell'importo addebitato erroneamente. Tuttavia, la pratica viene continuamente indicata come "in lavorazione" o "in sospeso", senza alcuna soluzione concreta.
Ho inoltre richiesto espressamente l'invio di qualsiasi prova relativa al presunto parcheggio del 24 marzo 2026, quali fotografie, registrazioni video, documentazione degli accessi o qualsiasi altro elemento idoneo a dimostrare l'effettiva esistenza della sosta. Ad oggi non mi è stato trasmesso alcun documento o prova a supporto della loro pretesa.
Ritengo pertanto del tutto ingiustificato l'addebito di € 215,60, soprattutto considerando che la sosta effettivamente effettuata il 1° aprile 2026 era già stata regolarmente pagata e ammontava a soli € 11,40. Si tratta di una somma palesemente sproporzionata e priva di adeguata giustificazione.
Per tutto quanto sopra esposto, chiedo l'immediato rimborso dell'importo di € 215,60 indebitamente addebitato, oltre a una spiegazione dettagliata e documentata delle ragioni che avrebbero generato tale addebito.
Cordiali saluti.