Buongiorno,
La presente per lamentare la seguente pratica scorretta finalizzata a spingere il consumatore alla cessione (gratuita) ad un soggetto terzo (estero) di dati personali:
1) Il consumatore fa un ordine.
2) Amazon lo affida ad un corriere sbagliato (privo degli strumenti per effettuare la consegna ad un locker).
3) Il corriera rimanda la spedizione al mittente per impossibilità di consegna.
4) Amazon riceve la spedizione e, nonostante esplicita richiesta, si rifiuta di rispedirla.
5) Amazon propone come unico mezzo di risoluzione la restituzione di quanto pagato, subordinata alla cessione dei dati personali ad una società terza ("per indagini" cit.); nonostante l'inadempienza contrattuale sia da parte loro e la richiesta di rimborso non sia proposta dal consumatore, ma da Amazon stessa.
In dettaglio gli eventi:
Il 9 settembre ho effettuato l'ordine di un toner con consegna presso un locker nelle vicinanze.
La consegna sarebbe dovuta avvenire pochi giorni dopo, ma così non è successo.
La consegna è stata infatti affidata ad un postino (non ad un corriere Amazon) evidentemente non in possesso degli strumenti di Amazon per l'apertura dei loro locker.
Infatti per circa 10 giorni, il postino, con costanza ben al di là degli obblighi contrattuali (che prevedono al massimo 2 o 3 tentativi di consegna), ogni singolo giorno ha provato a consegnare al locker, senza mai essere in grado di aprirlo.
Ho provveduto già al primo ritardo ad avvisare Amazon, che mi ha sempre assicurato che la spedizione sarebbe stata consegnata, tranne una volta che mi hanno detto di attendere 72h per un presunto problema al locker.
Essendo interessata al toner, la soluzione del rimborso per me non è mai stata prioritaria. Oggi, dopo diverse settimane, e diversi contatti con il supporto clienti Amazon, sembra proprio che - per Amazon, non per me - il rimborso sia l'unica via fattibile.
Il problema è che il rimborso (non richiesto da me, ma imposto da Amazon) prevede che io debba comunicare ad una società terza negli USA dei miei dati personali (che Amazon comunque ha già), cito testualmente: "Prima di procedere con la tua richiesta di rimborso più recente, ti chiediamo di inviare un documento d'identità valido con foto rilasciato dal governo.
(...)
Se preferisci non condividere il tuo documento d'identità, non sarai idoneo per un rimborso su questo ordine.".
=> In altre parole se non cedo i miei dati, non ho diritto né a ricevere il bene acquistato, né alla restituzione della somma pagata.
Per altro, come è noto, queste società USA, sono mensilmente note per subire attacchi hacker in cui, periodicamente sono rubati i dati degli utenti.