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Segnalazione sulla gestione dell’emergenza al concerto di Bad Bunny del 18 luglio Ippodromo La Maura

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Qualità del servizio

Reclamo

D. M.

A: Live Nation Italia

28/07/2026

Con la presente desidero segnalare alcuni aspetti relativi alla gestione dell’emergenza verificatasi durante il concerto di Bad Bunny del 18 luglio 2026 presso l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano. Ero presente all’evento con un gruppo di amici (tra cui un’amica arrivata apposta da Dubai e un’altra da Londra) e sono arrivata nell’area del concerto intorno alle ore 19:50. Fin dall’inizio ho percepito una situazione di forte affollamento, nonostante mi trovassi a notevole distanza dal palco principale - non riuscendo, inoltre, a vedere praticamente nulla da quella postazione. Un aspetto che ho notato riguarda la distribuzione del pubblico all’interno dell’area… Durante il concerto era presente anche la struttura denominata “Casita”, posizionata in mezzo al prato e utilizzata dall’artista durante una parte dello spettacolo. Immagino che la presenza di questo ulteriore punto di interesse abbia contribuito a creare una zona molto affollata. Mi trovavo infatti distante dal palco principale, ma in un’area con una densità di persone molto elevata, non lontano della Casita dove ho avuto la sensazione che, in caso di emergenza, sarebbe stato complesso muoversi rapidamente o raggiungere un’uscita in sicurezza. Durante il concerto, dopo che sono iniziate a cadere alcune gocce di pioggia, è stato annunciato un temporale imminente e il pubblico è stato invitato a rimanere fermo in attesa che la situazione passasse. In quel momento erano già visibili lampi nel cielo. La mia prima reazione è stata di preoccupazione e avrei voluto cercare un riparo, ma abbiamo deciso di seguire le indicazioni ricevute e di non iniziare a muoverci autonomamente, anche perché la folla era molto compatta e temevamo che uno spostamento improvviso potesse creare confusione o una situazione difficile da gestire. Siamo quindi rimasti fermi sul prato all’aperto, riparandoci dall’acqua sotto una coperta termica trovata per caso per terra accanto a noi, mentre il temporale era in corso. Con il passare dei minuti la situazione è peggiorata: la pioggia e il vento sono aumentati progressivamente fino all’arrivo della grandine. Quando è stata annunciata l’evacuazione, ci siamo mossi cercando di mantenere la calma. In quel momento molte persone procedevano con la testa abbassata per proteggersi dalla grandine e dalla pioggia. Io , i miei amici e altre persone ci siamo riparate sotto la coperta termica (che immagino fosse stata distribuita in precedenza dallo staff per permettere agli spettatori di proteggersi dal sole durante l’attesa prima del concerto), cercando di procedere insieme verso l’uscita. Ci era stato indicato di seguire le uscite verdi. Tuttavia, nelle condizioni in cui ci trovavamo (con visibilità ridotta, la testa abbassata per proteggerci dal maltempo, la folla molto numerosa e il movimento contemporaneo di migliaia di persone) non sono riuscita a individuare chiaramente la segnaletica né a utilizzarla come punto di riferimento. Solo il giorno successivo, riguardando alcune fotografie scattate prima dell’emergenza, ho notato la presenza di alcuni cartelloni verdi in fondo, ai lati del palco principale. Durante l’evacuazione, però, personalmente non sono riuscita a vederli né a orientarmi grazie ad essi. Durante il deflusso non sono inoltre riuscita a individuare personale facilmente riconoscibile che stesse guidando il pubblico o fornendo indicazioni lungo il percorso. Dal punto in cui mi trovavo, ho avuto la sensazione che molte persone stessero cercando di orientarsi principalmente attraverso le proprie decisioni e il supporto reciproco tra partecipanti. Durante l’evacuazione sono stata colpita alla testa da un chicco di grandine. La coperta termica sopra di noi si è danneggiata e il gruppo di persone con cui mi trovavo si è disperso. Sono rimasta con un’amica che per fortuna non mi aveva persa di vista. Ho iniziato a sanguinare dal capo e mi sono ritrovata con il sangue sul viso e sulle mani. In quel momento non ero in grado di valutare l’entità della ferita e ho avuto paura. Ho cercato immediatamente assistenza. Mi sono avvicinata correndo tra il fango e la folla, cercando di proteggermi come potevo dalla grandine, a 3 steward presenti in un’area delimitata sotto una struttura del concerto e ho chiesto aiuto. Mi è stato indicato soltanto di raggiungere il presidio sanitario, senza che nessuno mi accompagnasse o verificasse le mie condizioni, nonostante stessi sanguinando dal capo. Ho quindi raggiunto autonomamente, accompagnata dalla mia amica, il presidio sanitario, dove sono stata assistita dal personale della Croce Rossa, che desidero ringraziare per la professionalità dimostrata. Fortunatamente la ferita si è rivelata superficiale e non ho avuto bisogno di punti di sutura, ma mi è stata comunque medicata. All’interno del presidio sanitario ho visto numerose altre persone in difficoltà, tra cui persone colpite dalla grandine, persone in evidente stato di agitazione e altre persone che necessitavano di assistenza. Dopo la medicazione, io e la mia amica, riuniteci a quel punto con il resto del nostro gruppo, abbiamo lasciato l’area seguendo la direzione indicata dal personale presente. In questa fase siamo stati trattati in modo davvero poco cordiale da alcuni addetti alla sicurezza, nonostante si stessero rivolgendo a una persona con la testa fasciata. Preciso che quanto riportato riguarda esclusivamente ciò che ho vissuto e osservato personalmente. Comprendo che condizioni meteorologiche improvvise possano rendere necessarie decisioni difficili e non contesto la scelta di interrompere il concerto. Ritengo tuttavia importante che vengano valutate la gestione complessiva dell’emergenza, la comunicazione fornita al pubblico e l’efficacia delle procedure adottate. In particolare, ritengo opportuno approfondire: * la decisione iniziale di invitare il pubblico a rimanere fermo all’aperto nonostante la presenza di un temporale già in corso e di lampi visibili nel cielo; * la tempistica e le modalità con cui è stata successivamente disposta l’evacuazione; * la visibilità e l’efficacia delle indicazioni fornite al pubblico durante il deflusso; * la presenza e la riconoscibilità del personale incaricato di assistere gli spettatori durante un’emergenza; * la gestione dei flussi di persone in un’area con una concentrazione molto elevata di pubblico; * la capacità dell’area di gestire in sicurezza un evento con circa 80.000 partecipanti in condizioni meteorologiche avverse. Come dichiarato dal presidente e amministratore delegato di Live Nation Italia Roberto De Luca in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera il 20 luglio 2026, < < si è trattato di un’emergenza che non avevo mai affrontato prima in 45 anni di lavoro in questo campo». Ritengo che proprio il fatto che si sia trattato di un’esperienza nuova anche per chi opera nel settore renda ancora più importante analizzare quanto accaduto e raccogliere le esperienze dei partecipanti, così da individuare eventuali criticità e migliorare la gestione di situazioni analoghe in futuro. Con la presente chiedo pertanto che Altroconsumo valuti quanto accaduto nell’ambito della tutela dei consumatori e delle condizioni di sicurezza offerte durante eventi di tale portata, affinché eventuali criticità possano essere individuate e possano essere adottate misure idonee a prevenire situazioni analoghe in futuro.


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