Addebiti richiesti dopo regolare disdetta - mancata disattivazione contratto - 187 irraggiungibile
Ho richiesto la disdetta del mio contratto TIM per l'utenza di Boffalora Sopra Ticino tramite PEC in data 27/01/2026, indirizzata correttamente agli indirizzi ufficiali TIM per le disattivazioni (Disattivazione_clientiprivati@pec.telecomitalia.it e telecomitalia@pec.telecomitalia.it), a seguito di un trasferimento di residenza in altra provincia che mi stava causando il doppio addebito mensile delle utenze. Possiedo ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna della PEC, quindi la richiesta ha data certa e prova di ricezione da parte di TIM.
Nonostante questo, circa sei mesi dopo, ho ricevuto una richiesta di pagamento (Prot. 29304445) da Spinbridge S.p.A., società di recupero crediti che agisce per conto di TIM, per un importo di 183,29 euro relativo a sei fatture con scadenze comprese tra l'11/02/2026 e l'11/08/2026, quindi tutte per un periodo successivo alla mia richiesta di disdetta.
Ho tentato di contattare il servizio clienti TIM al numero 187 per chiarire la situazione, ma il numero risulta del tutto irraggiungibile, rendendo impossibile qualsiasi soluzione bonaria diretta con l'operatore.
Sto contestando formalmente per iscritto sia a TIM che a Spinbridge gli addebiti richiesti, allegando come prova la PEC di disdetta del 27/01/2026, e chiedendo l'annullamento della pretesa e la sospensione di ogni ulteriore attività di recupero credito fino a chiarimento.
Segnalo il caso ad Altroconsumo perché mi sembra un problema non isolato: una disdetta regolarmente inviata e ricevuta da TIM, seguita comunque da mesi di fatturazione e dal successivo passaggio della pratica a una società di recupero crediti esterna, con servizio clienti telefonico irraggiungibile per qualsiasi chiarimento. Chiedo supporto per la gestione del reclamo e per capire se altri utenti hanno segnalato casi analoghi.