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Non riesci a pagare il mutuo? Ecco il fondo del governo che ti aiuta a sospenderlo

29 marzo 2020
Non riesci a pagare il mutuo? Ecco il fondo del governo che ti aiuta a sospenderlo

Ripercussioni economiche per famiglie e le imprese a causa dell'emergenza coronavirus. Un aiuto per le famiglie che non riescono più a far fronte alle rate del mutuo arriva dal Fondo statale che consente la sospensione del pagamento del mutuo.

La crisi del coronavirus purtroppo ha delle serie ripercussioni economiche sulle famiglie e le imprese. Aumenta quindi la probabilità che le famiglie non riescano più a far fronte alle rate del mutuo. Per aiutarle a superare il momento difficile, c'è il Fondo statale che consente la sospensione del pagamento del mutuo previsto dalla Finanziaria per il 2007, che è stato modificato nel 2013 e che ora potrà essere utilizzato anche per la crisi coronavirus come previsto dal decreto del Governo pubblicato il 2 marzo e che prevede misure di sostegno economico per l’emergenza e poi dal decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020. Ecco chi può chiederlo e come dopo le nuove istruzioni operative del Ministero dell’Economia del 29 marzo 2020.

Stiamo parlando del Fondo governativo che consente la sospensione del pagamento del mutuo alle famiglie in difficoltà con le rate.

Si può chiedere l'intervento del Fondo presentando domanda alla banca in cui avete il mutuo con il modulo che si trova sul sito Consap. Insieme al modulo bisogna consegnare anche la carta d’identità del mutuatario e l'attestazione del reddito Isee (che non può superare i 30.000 euro, presupposto non più necessario per i prossimi nove mesi fino al 17 dicembre 2020), oltre alla documentazione che certifica il licenziamento oppure la morte, la perdita di autosufficienza o l'invalidità superiore all’80%, o la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro o ancora per i prossimi nove mesi la perdita di fatturato per autonomi e liberi professionisti. La consegna durante l’emergenza coronavirus può avvenire via email e i documenti da allegare possono essere inviati in formato foto. Toccherà poi alla banca inoltrare, entro 10 giorni lavorativi, la domanda a Consap che darà la risposta entro 15 giorni. Ricevuta la risposta motivata di Consap, la banca deve immediatamente informare il cliente. Entro 30 giorni lavorativi dalla risposta positiva ricevuta da Consap deve partire la sospensione.

Come funziona

Il Fondo garantisce la sospensione del pagamento delle rate fino a un massimo complessivo di 18 mesi nel corso dell’esecuzione del contratto. Riguarda solo i mutui per l'acquisto dell'abitazione principale.

A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, il Fondo rimborsa esclusivamente gli oneri finanziari pari al 50% della quota interessi delle rate per le quali ha effetto la sospensione del pagamento da parte del mutuatario. Resta a carico del mutuatario dopo la fine della sospensione, oltre che la quota capitale, anche metà della quota interessi delle rate.

Inoltre la legge prevede anche che la sospensione:

  • non comporti l'applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria e avvenga senza richiesta di garanzie aggiuntive;
  • sia concedibile anche per i mutui che hanno già fruito di altre misure di sospensione se il beneficio complessivo dura fino ad un massimo di diciotto mesi. Dunque possono accedere anche i mutuatari che, ad esempio, hanno già beneficiato di un periodo di sospensione grazie al piano famiglie dell’Abi o a iniziative autonome della banca.

Non spetta invece a chi ha usufruito di altre agevolazioni pubbliche oppure ha in essere una polizza assicurativa a copertura del credito che ripaghi il debito residuo del mutuo per uno degli eventi coperti dal Fondo.

Chi può accedere?

I richiedenti beneficiari, titolari di un contratto di mutuo, devono avere i seguenti requisiti:

  • l’immobile da acquistare deve essere un’abitazione principale non di lusso (sono quindi escluse case appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9;
  • il mutuo deve essere attivo da almeno un anno; l'importo erogato non può superare i 250.000 euro;
  • il reddito Isee del nucleo familiare del richiedente non deve superare i 30.000 euro annui. Questa previsione non c’è per le richieste fatte dal 17 marzo 2020 per i successi 9 mesi.

C’è l’obbligo per le banche di sospendere l’ammortamento dei mutui nei casi in cui il mutuatario debba far fronte ai seguenti eventi accaduti:

  • licenziamento dal rapporto di lavoro subordinato anche per controversie individuali, ad eccezione di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
  • morte o riconoscimento di handicap grave, oppure di invalidità civile non inferiore all'80 per cento;
  • sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni; nel caso di riduzione dell’orario deve essere di almeno il 20% rispetto all’orario normale;
  • lavoratori autonomi (no imprese o ditte individuali) e ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali che autocertifichino di aver subito dal 21 febbraio 2020 per tre mesi o comunque nel periodo compreso tra il 21 febbraio e la presentazione della domanda una riduzione del fatturato medio giornaliero superiore al 33% di quello realizzato nell’ultimo trimestre del 2019.

 Quando chiedi un mutuo, ricordati di calcolare il Taeg.