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Fondo prima casa: stop alla garanzia statale

Da febbraio 2019 il Fondo di garanzia prima casa non sarà più attivo. Il motivo è che l’ultima manovra finanziaria non ha previsto nuove risorse. Noi invece pensiamo che sia uno strumento importante a favore dei consumatori. Per questo abbiamo scritto al ministero dell’Economia.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Michela Di Mario
24 gennaio 2019
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
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  • Michela Di Mario
fondo prima casa

L’atteso emendamento nella manovra finanziaria che doveva garantire nuove risorse per il Fondo di garanzia prima casa non c’è stato e così, da febbraio, il Fondo gestito da Consap non potrà più operare. Noi non siamo d’accordo e, insieme ad altre sei organizzazioni di consumatori abbiamo scritto al ministero dell’Economia e al Parlamento per chiedere nuovi stanziamenti.

Da febbraio niente più risorse

Secondo i dati forniti da Consap, che è l’ente che gestisce il fondo, a febbraio le risorse finiranno. La manovra per il 2019 non ha previsto nuovi stanziamenti. Sarebbe però un peccato perdere questa misura che, pur con tutti i suoi difetti (vedi nostra inchiesta) ha comunque facilitato l’accesso al credito in questi anni. Secondo i dati Consap nel 2018 sono stati 100.000 i mutui garantiti e per il 58% sono stati erogati a under 35. Non vogliamo perdere il Fondo e per questo Altroconsumo insieme ad altre sei associazioni di consumatori ha scritto al Ministero dell’Economia e al Parlamento per ottenere nuove risorse con un emendamento da inserire nella legge di conversione del DL Semplificazioni attualmente in discussione in Parlamento.

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Che cos’è il fondo prima casa

Il fondo mutui prima casa dà garanzia statale, nella misura del 50%, ai mutui erogati per l’acquisto o la ristrutturazione ai fini dell’accrescimento dell’efficienza energetica di abitazioni principali e che rispettano particolari caratteristiche. La garanzia statale rende più facile l’accesso al mutuo a soggetti considerati più a rischio, come ad esempio chi ha un lavoro a tempo determinato. Per accedere ai finanziamenti, i richiedenti devono recarsi presso le filiali delle banche aderenti all’iniziativa che hanno sottoscritto apposita convenzione. Ad oggi contiamo 147 banche aderenti. L’elenco aggiornato lo si trova sul sito di Consap.

L’immobile per il quale si chiede il finanziamento deve essere adibito ad abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate dalla legge. L’ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 250.000 euro. Tutti possono accedere al fondo se rispettano le indicazioni dette sopra, ma ci sono dei “soggetti prioritari”.

Infatti in presenza di domande pervenute nella stessa giornata è assegnata priorità ai mutui erogati a favore delle giovani coppie coniugate con o senza figli, ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori conviventi, a chi abita le case popolari nonché ai giovani di età inferiore a 35 anni, titolari di un rapporto di lavoro atipico. Per i mutui ai quali è riconosciuta la priorità il tasso effettivo globale (TEG) non può essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) indicato trimestralmente dal Ministero dell’Economia oggi pari a 2,54% per il tasso fisso e 2,27% per il tasso variabile.