Ecobonus 2026 o Conto Termico 3.0, quanto risparmi davvero
Per cambiare l’impianto di riscaldamento non basta confrontare il 50% dell’Ecobonus con il rimborso del Conto Termico 3.0. Cambiano importo effettivamente recuperabile, tempi e interventi ammessi. E se chiedi un incentivo per un nuovo impianto a biomassa i requisiti sono più severi.
In questo articolo
- Ecobonus o Conto Termico: prima verifica se puoi davvero scegliere
- Tre scenari per capire quanto può cambiare il risparmio
- Valuta anche quando arrivano i soldi
- Quando l’incapienza rende più conveniente il Conto Termico
- Guadagni più di 75.000 euro? Verifica il limite di detrazione prima di scegliere
- Stufe a pellet: dal 3 agosto 2026 il confronto cambia
- Il 50% dell’Ecobonus 2026 non vale per tutti
- Aspettare il 2027 riduce la detrazione
- Quale dato devi chiedere prima di decidere
Nel 2026 chi sostituisce un impianto di riscaldamento può trovarsi davanti a due strade: utilizzare l’Ecobonus, quando l’intervento è ammesso alla detrazione, oppure richiedere il Conto Termico 3.0. Ma il confronto non può fermarsi alle percentuali.
Per l’Ecobonus, nel 2026 la detrazione arriva al 50% per gli interventi sull’abitazione principale nelle condizioni previste dalla norma e resta al 36% negli altri casi. Dal 2027, salvo proroghe delle agevolazioni attuali, le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%.
Il Conto Termico 3.0 segue invece un sistema completamente diverso: il contributo viene calcolato in base alla tecnologia, alla zona climatica, al dimensionamento dell’impianto e alle spese effettivamente riconosciute. Il Conto Termico non prevede un’aliquota fissa: l’incentivo viene calcolato in base al tipo di intervento, alle caratteristiche dell’impianto e ai massimali previsti e non può comunque superare il 65% delle spese ammissibili.
Il D.Lgs. 5/2026 ha introdotto requisiti più stringenti per incentivare i generatori a biomassa. La sostituzione di un impianto a gas o GPL non è però esclusa in assoluto: resta possibile in presenza di requisiti ambientali molto severi, tra cui un limite di emissione di particolato primario non superiore a 1 mg/Nm³. Sulla decorrenza delle nuove regole per gli incentivi c’è ancora un margine di incertezza: il 3 agosto 2026 è sicuramente la data prevista per i nuovi obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici, mentre AIEL ritiene che la stessa data valga anche per i nuovi requisiti degli incentivi alla biomassa, interpretazione per la quale si attende ancora un chiarimento ufficiale del MASE.
Torna all'inizioEcobonus o Conto Termico: prima verifica se puoi davvero scegliere
La prima domanda non è “quale percentuale è più alta?”, ma se lo stesso intervento può effettivamente accedere a entrambe le agevolazioni.
Per i privati il Conto Termico 3.0 incentiva soprattutto pompe di calore, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, generatori a biomassa, teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione. Per il residenziale riguarda quindi gli impianti e non, per esempio, l’isolamento dell’edificio o la sostituzione dei serramenti.
Quando lo stesso intervento può rientrare anche nell’Ecobonus, i due benefici rappresentano alternative sulle medesime spese che non possono sommarsi.
Il confronto deve quindi essere fatto prima di scegliere l’incentivo.
Torna all'inizioTre scenari per capire quanto può cambiare il risparmio
Gli esempi seguenti sono simulazioni, non stime dell’incentivo GSE su specifici prodotti. Servono a mostrare perché il confronto deve essere fatto sul beneficio effettivo e non sulle sole aliquote.
| Scenario |
Spesa ipotizzata |
Ecobonus 2026 al 50% su casa di abitazione |
Incentivo Conto Termico ipotizzato |
Ecobonus 2027 al 36% |
|---|---|---|---|---|
| Pompa di calore |
8.000 € |
4.000 € |
2.800 € |
2.880 € |
| Pompa di calore in situazione favorevole |
8.000 € |
4.000 € |
4.800 € |
2.880 € |
| Sostituzione di un impianto a biomassa ammessa, CT al 40% |
6.000 € |
3.000 € |
2.400 € |
2.160 € |
Gli importi del Conto Termico sono simulazioni indicative e non corrispondono a aliquote fisse previste dal GSE.
Dalle nostre simulazioni, per le pompe di calore aria-acqua l’incentivo può indicativamente pesare per circa il 10-20% della spesa nelle zone climatiche A-B e arrivare, nei casi più favorevoli, al 35-60% nelle zone E-F. Per gli impianti a biomassa le nostre stime si collocano indicativamente tra il 25% e il 60%. Si tratta però di ordini di grandezza, non di aliquote o fasce previste dal GSE.
Questo rende evidente perché non esiste una risposta ottenibile semplicemente mettendo a confronto “50%” e “65%”. Con 8.000 euro di spesa, un Conto Termico effettivo del 35% vale 2.800 euro e l’Ecobonus al 50% arriva a 4.000 euro. Se, alle stesse condizioni di spesa, l’incentivo GSE raggiungesse invece il 60%, il rapporto si invertirebbe.
Torna all'inizioValuta anche quando arrivano i soldi
Anche quando l’Ecobonus produce un beneficio nominalmente superiore, resta una differenza importante: i due incentivi non restituiscono il denaro nello stesso modo.
Ricordiamo che le detrazioni vengono recuperate in 10 anni a prescindere dal loro importo, mentre con il Conto Termico il contributo viene erogato dal GSE in un’unica soluzione per incentivi fino a 15.000 euro di valore (oltre questa cifra si rateizza da 2 a 5 anni). Ricorda però di chiederlo entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento per non perderlo.
Una detrazione di 4.000 euro recuperata in dieci rate annuali da 400 euro non ha infatti lo stesso valore di 4.000 euro ricevuti oggi. Se, a puro titolo di esempio, si assume un’inflazione media annua del 2%, il valore attuale delle dieci rate scende a circa 3.600 euro, quindi di circa il 10% rispetto al valore nominale. In questo scenario, un contributo di 3.500 euro erogato in tempi brevi con il Conto Termico sarebbe quindi economicamente molto più vicino a una detrazione nominale di 4.000 euro di quanto suggerisca il semplice confronto degli importi. Il risultato cambia naturalmente in base al tasso utilizzato e ai tempi effettivi di recupero: per questo l’attualizzazione serve come criterio di confronto, non come valore fisso valido in ogni situazione.
Torna all'inizioQuando l’incapienza rende più conveniente il Conto Termico
Nel caso in cui tu non abbia imposte da cui sottrarre le detrazioni è sempre meglio preferire il Conto Termico. Infatti, in caso di redditi al di sotto di una certa soglia, le imposte sono già azzerate dalle detrazioni per tipologia di reddito rendendo impossibile recuperare l’ecobonus anche se rateizzato. Si trovano in questa situazione dipendenti e pensionati con reddito lordo annuo fino a 8.500 euro: chi supera questa soglia deve fare due conti, tenendo in considerazioni anche eventuali altre spese che detrae in corso d’anno.
Inoltre, se ti avvali di tassazioni sostitutive come la cedolare secca sugli affitti o il regime forfettario per gli autonomi, non è possibile utilizzare le detrazioni per ridurre ulteriormente l’imposta agevolata che stai utilizzando per questi tipi di redditi.
Torna all'inizioGuadagni più di 75.000 euro? Verifica il limite di detrazione prima di scegliere
A partire dai 75.000 euro di reddito lordo il Fisco italiano applica dei tagli lineari delle detrazioni apponendo un tetto massimo di agevolazione utilizzabile che varia anche in base al numero di figli presenti in famiglia. Questo significa che la detrazione legata all’ecobonus potrebbe ridursi notevolmente. Anche in questo caso, prima di decidere l’agevolazione da usare è importante valutare la propria situazione personale/reddituale.
Torna all'inizioStufe a pellet: dal 3 agosto 2026 il confronto cambia
Dal 3 agosto 2026 sono entrate in vigore nuove regole sui generatori a biomassa. Non sono più agevolabili, in linea generale, l’acquisto e l’installazione di stufe a pellet, stufe a legna, caminetti e termocamini quando vanno a sostituire un impianto a gas o GPL. L’esclusione riguarda sia l’Ecobonus sia il bonus ristrutturazioni.
Questo significa che, per un consumatore che nel settembre 2026 vuole togliere la vecchia caldaia a gas e installare una stufa a pellet, non ha più senso fare il confronto “detrazione al 50% oppure Conto Termico”: la detrazione fiscale non rappresenta più una delle due alternative.
Resta invece possibile utilizzare l’agevolazione fiscale quando viene sostituito un impianto a biomassa già esistente oppure, un impianto alimentato a carbone, olio combustibile o gasolio con un generatore a biomassa di ultima generazione che rispetti i nuovi requisiti tecnici.
Torna all'inizioIl 50% dell’Ecobonus 2026 non vale per tutti
Nel 2026 l’aliquota ordinaria dell’Ecobonus è del 36%. La percentuale sale al 50% quando l’intervento viene realizzato sull’abitazione principale del contribuente. Questa distinzione vale anche per gli interventi sulle parti comuni condominiali, dove l’aliquota maggiorata compete sulla quota del singolo condomino quando questo è proprietario o titolare di un diritto reale sull’unità adibita ad abitazione principale.
Questa distinzione incide direttamente sul confronto con il Conto Termico. Su una spesa di 8.000 euro, per esempio, la differenza tra una detrazione del 50% e una del 36% è di 1.120 euro: 4.000 euro contro 2.880 euro.
Torna all'inizioAspettare il 2027 riduce la detrazione
Per gli interventi che restano agevolabili, anche il momento in cui sostieni la spesa conta. Nel 2026 l’Ecobonus prevede il 50% per l’abitazione principale nelle condizioni previste e il 36% negli altri casi. Nel 2027 le aliquote diventano rispettivamente 36% e 30%, a meno di proroghe che vengano inserite nella manovra di bilancio 2027.
Su una spesa ammessa di 8.000 euro per l'abitazione principale, il passaggio dal 2026 al 2027 significa scendere da 4.000 a 2.880 euro di detrazione, con 1.120 euro di beneficio fiscale in meno. Su 12.000 euro di spesa la differenza sale a 1.680 euro.
Il confronto corretto, quando l’intervento consente entrambe le strade, diventa quindi a tre: Ecobonus nel 2026, Conto Termico 3.0 oppure Ecobonus nel 2027.
Torna all'inizioQuale dato devi chiedere prima di decidere
Il dato più utile non è la percentuale massima pubblicizzata, ma quanto vale il Conto Termico sul tuo specifico intervento.
Il GSE considera tecnologia, zona climatica, caratteristiche e dimensionamento dell’impianto e composizione della spesa. Ricorda che il 65% del Conto Termico è un massimo teorico e che due interventi apparentemente simili possono ottenere contributi molto diversi.
Solo dopo avere una stima attendibile del contributo puoi confrontarla con la detrazione fiscale che ti spetterebbe davvero. E, soprattutto per pellet e biomassa, la verifica deve partire ancora prima: devi sapere quale impianto stai sostituendo, perché dal 3 agosto 2026 questo può determinare direttamente se l’Ecobonus sia ancora disponibile.
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