Nuovo Conto termico 3.0: cosa prevede e quando entra in vigore
Il Conto Termico 3.0 è il nuovo incentivo per sostituire impianti obsoleti con soluzioni più efficienti. In questa guida spieghiamo come funziona per i privati, quali interventi sono ammessi e quanto si può davvero recuperare.
Nel 2026 chi sostituisce un impianto di riscaldamento può trovarsi davanti a due strade: utilizzare l’Ecobonus, quando l’intervento è ammesso alla detrazione, oppure richiedere il Conto Termico 3.0. Ma il confronto non può fermarsi alle percentuali.
Per l’Ecobonus, nel 2026 la detrazione arriva al 50% per gli interventi sull’abitazione principale nelle condizioni previste dalla norma e resta al 36% negli altri casi. Dal 2027, salvo proroghe delle agevolazioni attuali, le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%.
Il Conto Termico 3.0 segue invece un sistema completamente diverso: il contributo viene calcolato in base alla tecnologia, alla zona climatica, al dimensionamento dell’impianto e alle spese effettivamente riconosciute. Il Conto Termico non prevede un’aliquota fissa: l’incentivo viene calcolato in base al tipo di intervento, alle caratteristiche dell’impianto e ai massimali previsti e non può comunque superare il 65% delle spese ammissibili.
Il D.Lgs. 5/2026 ha introdotto requisiti più stringenti per incentivare i generatori a biomassa. La sostituzione di un impianto a gas o GPL non è però esclusa in assoluto: resta possibile in presenza di requisiti ambientali molto severi, tra cui un limite di emissione di particolato primario non superiore a 1 mg/Nm³. Sulla decorrenza delle nuove regole per gli incentivi c’è ancora un margine di incertezza: il 3 agosto 2026 è sicuramente la data prevista per i nuovi obblighi di integrazione delle rinnovabili negli edifici, mentre AIEL ritiene che la stessa data valga anche per i nuovi requisiti degli incentivi alla biomassa, interpretazione per la quale si attende ancora un chiarimento ufficiale del MASE.
Torna all'inizioEcobonus o Conto Termico: prima verifica se puoi davvero scegliere
La prima domanda non è “quale percentuale è più alta?”, ma se lo stesso intervento può effettivamente accedere a entrambe le agevolazioni.
Per i privati il Conto Termico 3.0 incentiva soprattutto pompe di calore, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, generatori a biomassa, teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione. Per il residenziale riguarda quindi gli impianti e non, per esempio, l’isolamento dell’edificio o la sostituzione dei serramenti.
Quando lo stesso intervento può rientrare anche nell’Ecobonus, i due benefici rappresentano alternative sulle medesime spese che non possono sommarsi.
Il confronto deve quindi essere fatto prima di scegliere l’incentivo.
Torna all'inizioTre scenari per capire quanto può cambiare il risparmio
Gli esempi seguenti sono simulazioni, non stime dell’incentivo GSE su specifici prodotti. Servono a mostrare perché il confronto deve essere fatto sul beneficio effettivo e non sulle sole aliquote.
| Scenario |
Spesa ipotizzata |
Ecobonus 2026 al 50% su casa di abitazione |
Incentivo Conto Termico ipotizzato |
Ecobonus 2027 al 36% |
|---|---|---|---|---|
| Pompa di calore |
8.000 € |
4.000 € |
2.800 € |
2.880 € |
| Pompa di calore in situazione favorevole |
8.000 € |
4.000 € |
4.800 € |
2.880 € |
| Sostituzione di un impianto a biomassa ammessa, CT al 40% |
6.000 € |
3.000 € |
2.400 € |
2.160 € |
Gli importi del Conto Termico sono simulazioni indicative e non corrispondono a aliquote fisse previste dal GSE.
Dalle nostre simulazioni, per le pompe di calore aria-acqua l’incentivo può indicativamente pesare per circa il 10-20% della spesa nelle zone climatiche A-B e arrivare, nei casi più favorevoli, al 35-60% nelle zone E-F. Per gli impianti a biomassa le nostre stime si collocano indicativamente tra il 25% e il 60%. Si tratta però di ordini di grandezza, non di aliquote o fasce previste dal GSE.
Questo rende evidente perché non esiste una risposta ottenibile semplicemente mettendo a confronto “50%” e “65%”. Con 8.000 euro di spesa, un Conto Termico effettivo del 35% vale 2.800 euro e l’Ecobonus al 50% arriva a 4.000 euro. Se, alle stesse condizioni di spesa, l’incentivo GSE raggiungesse invece il 60%, il rapporto si invertirebbe.
Torna all'inizioValuta anche quando arrivano i soldi
Anche quando l’Ecobonus produce un beneficio nominalmente superiore, resta una differenza importante: i due incentivi non restituiscono il denaro nello stesso modo.
Ricordiamo che le detrazioni vengono recuperate in 10 anni a prescindere dal loro importo, mentre con il Conto Termico il contributo viene erogato dal GSE in un’unica soluzione per incentivi fino a 15.000 euro di valore (oltre questa cifra si rateizza da 2 a 5 anni). Ricorda però di chiederlo entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento per non perderlo.
Una detrazione di 4.000 euro recuperata in dieci rate annuali da 400 euro non ha infatti lo stesso valore di 4.000 euro ricevuti oggi. Se, a puro titolo di esempio, si assume un’inflazione media annua del 2%, il valore attuale delle dieci rate scende a circa 3.600 euro, quindi di circa il 10% rispetto al valore nominale. In questo scenario, un contributo di 3.500 euro erogato in tempi brevi con il Conto Termico sarebbe quindi economicamente molto più vicino a una detrazione nominale di 4.000 euro di quanto suggerisca il semplice confronto degli importi. Il risultato cambia naturalmente in base al tasso utilizzato e ai tempi effettivi di recupero: per questo l’attualizzazione serve come criterio di confronto, non come valore fisso valido in ogni situazione.
Torna all'inizioDomande frequenti
Rispondiamo ai dubbi più comuni sul conto termico 3.0.
Il Conto Termico 3.0 rimborsa davvero fino al 65%?
Sì, può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, ma si tratta di un massimo teorico. Nella pratica la percentuale recuperata sul costo totale pagato cambia molto in base al tipo di impianto, alle opere accessorie e a quanto del preventivo rientra davvero tra le voci riconosciute.
Quanto tempo ho per presentare la domanda e come funziona la procedura?
Per i privati residenziali la richiesta avviene con accesso diretto e va presentata entro 90 giorni dalla fine lavori, tramite la piattaforma Portaltermico nell’Area Clienti GSE. La procedura prevede la compilazione della Scheda-domanda, l’istruttoria del GSE e, se l’esito è positivo, la firma e il caricamento della Scheda-contratto per perfezionare la pratica.
Perché l’incentivo cambia tanto tra una casa e l’altra?
Perché non dipende solo dalla tecnologia scelta, ma soprattutto da:
- zona climatica (per gli impianti legati al riscaldamento);
- dimensionamento e configurazione dell’impianto;
- quota di opere accessorie e spese non pienamente valorizzabili. Due impianti simili possono ricevere incentivi diversi se cambia il preventivo o cambia quanto l’intervento è coerente con i consumi reali.
Posso ottenere l’incentivo per fotovoltaico e accumulo?
No: per i privati residenziali il fotovoltaico non è tra gli interventi incentivati trattati in questo articolo, perché il perimetro degli interventi residenziali riguarda gli impianti del Titolo III legati alla produzione di energia termica e alla sostituzione dei sistemi di riscaldamento e acqua calda sanitaria.
