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Nuovo Conto termico 3.0: cosa prevede e quando entra in vigore

Il Conto Termico 3.0 è il nuovo incentivo per sostituire impianti obsoleti con soluzioni più efficienti. In questa guida spieghiamo come funziona per i privati, quali interventi sono ammessi e quanto si può davvero recuperare.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
22 gennaio 2026
Conto termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 è un contributo pubblico a fondo perduto pensato per sostenere la transizione energetica negli edifici esistenti, con particolare attenzione alla sostituzione di impianti inefficienti e all’adozione di tecnologie meno emissive. La misura dispone di un plafond annuo di 900 milioni di euro: 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni e 500 milioni ai soggetti privati. Il soggetto attuatore è il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che gestisce l’intero processo: presentazione delle domande, istruttoria, controlli ed erogazione degli incentivi.

Con l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0 viene superato il Conto Termico 2.0. Le nuove domande seguono le regole aggiornate, mentre le pratiche già avviate restano in genere disciplinate dalla normativa precedente. Per capire se conviene davvero, è fondamentale conoscere interventi ammessi, requisiti tecnici e modalità di accesso.

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Conto Termico 3.0: cos’è, cosa prevede e perché può convenire

Il Conto Termico 3.0 incentiva interventi che migliorano l’efficienza energetica e la produzione di calore da fonti rinnovabili. L’accesso non è automatico: servono requisiti tecnici precisi, documentazione completa e una pratica correttamente gestita sul portale GSE.

Come funziona davvero: Titolo II e Titolo III

Il meccanismo è diviso in due capitoli:
  • Titolo II: interventi di efficienza energetica sugli edifici (involucro, serramenti, isolamento).
  • Titolo III: interventi sugli impianti per produzione di calore da fonti rinnovabili o ad alta efficienza.

Per i privati residenziali sono ammessi solo gli interventi del Titolo III: quindi impianti di riscaldamento e acqua calda, non lavori edilizi sull’involucro.

Perché può convenire (e quando no)

Il contributo riduce la spesa iniziale per sostituire un impianto obsoleto con uno più efficiente. Conviene soprattutto quando:
  • l’impianto di partenza è vecchio e poco efficiente;
  • la tecnologia scelta è adeguata al fabbisogno reale;
  • il progetto è ben dimensionato;
  • i costi accessori restano contenuti.

Conviene meno quando il preventivo è appesantito da opere accessorie o quando la pratica è incompleta: errori e mancanze possono portare a ritardi o riduzioni dell’incentivo.

Interventi incentivati e requisiti principali per i privati

Nel residenziale sono incentivati soprattutto:

Il fotovoltaico non è incentivato per i privati residenziali.

I requisiti chiave sono tre:

  1. coerenza tecnica tra impianto e fabbisogno dell’edificio;
  2. prestazioni minime certificate della tecnologia installata;
  3. tracciabilità completa della spesa e documentazione corretta.

L’incentivo è più interessante quando il progetto è semplice, ben dimensionato e con poche opere accessorie.

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Conto Termico 3.0 per privati: modalità e tempistiche

Per i privati l’accesso avviene dopo aver concluso l’intervento, tramite Portaltermico del GSE. La domanda va presentata online caricando tutta la documentazione richiesta.

Accesso diretto: domanda entro 90 giorni

La richiesta deve essere inviata entro 90 giorni dalla fine lavori. Il portale genera due schede:

  • scheda-domanda, con dati e documenti;
  • scheda-contratto, che formalizza l’ammissione all’incentivo.

Istruttoria GSE

Dopo l’invio della Scheda-domanda, il GSE avvia l’istruttoria tecnico-amministrativa. Ecco cosa viene controllato e quali sono i passaggi chiave:

Fase dell’istruttoria Cosa verifica o richiede il GSE Perché è importante
Avvio istruttoria Controllo della correttezza formale della richiesta Serve a verificare che la domanda sia compilata correttamente e completa nei dati principali
Verifica documenti Controllo della coerenza dei documenti caricati Evita incongruenze tra fatture, schede tecniche, dichiarazioni e dati inseriti
Verifica requisiti Controllo della rispondenza dell’intervento ai requisiti previsti Determina l’ammissibilità tecnica dell’intervento all’incentivo
Richieste di integrazione Possibili richieste di chiarimenti o documenti aggiuntivi Intervengono se mancano allegati o se emergono incoerenze nei dati
Esito positivo Messa a disposizione della Scheda-contratto nel Portaltermico Segna l’ammissione all’incentivo e l’avvio della fase contrattuale
Firma e caricamento La Scheda-contratto deve essere scaricata, firmata e ricaricata È il passaggio che perfeziona il contratto con il GSE
Passaggio finale Perfezionamento del contratto Consente di accedere alla fase di erogazione dell’incentivo

Erogazione dell’incentivo

Dopo la conclusione positiva dell’istruttoria e il perfezionamento della Scheda-contratto, il GSE dispone l’erogazione dell’incentivo. In base all’importo riconosciuto:

  • fino a 15.000 euro: pagamento in unica soluzione;
  • oltre 15.000 euro: pagamento rateizzato in 2–5 anni.
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Conto Termico 3.0: quanto può rimborsare davvero

Il Conto Termico 3.0 non riconosce una percentuale fissa uguale per tutti gli interventi. L’incentivo viene calcolato caso per caso in base alla tecnologia installata, alla zona climatica, al dimensionamento dell’impianto e alla composizione reale della spesa. Nel residenziale, il rimborso può teoricamente arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, ma questo valore rappresenta un massimo teorico che nella pratica si raggiunge solo in situazioni particolarmente favorevoli. Nella maggior parte dei casi, la percentuale effettiva recuperata sul costo totale del preventivo è più bassa e varia in modo significativo da un intervento all’altro.

Un primo elemento che incide molto è la zona climatica: nelle aree più fredde, dove il riscaldamento è utilizzato per molti mesi all’anno, l’incentivo tende a essere più elevato a parità di tecnologia e di spesa ammissibile. Un secondo fattore decisivo è la composizione del preventivo. Il Conto Termico valorizza soprattutto il costo dell’impianto e dei componenti principali, mentre una parte delle opere accessorie è riconosciuta solo entro limiti precisi o non viene valorizzata allo stesso modo. Per questo, quando crescono le lavorazioni collaterali, la percentuale recuperata sul totale pagato tende a ridursi.

In generale, l’incentivo risulta più favorevole quando l’intervento è ben progettato, dimensionato sul fabbisogno reale dell’abitazione e concentrato su componenti realmente necessari, mentre diventa meno conveniente quando il preventivo è appesantito da opere non essenziali o da impianti sovradimensionati.

Pompe di calore e sistemi ibridi: gli interventi più frequenti

La pompa di calore è l’intervento più comune nel residenziale ed è spesso anche quello che offre i risultati migliori in termini di incentivo, soprattutto nelle zone climatiche più fredde. In condizioni tecnicamente corrette e con preventivi senza lavori accessori rilevanti, la quota recuperata tende a collocarsi indicativamente tra:

  • 10–20% nelle zone climatiche più calde (A–B);
  • 25–45% nelle zone intermedie (C–D);
  • 35–60% nelle zone più fredde (E–F).

A parità di zona climatica, il risultato cambia molto in funzione della qualità della macchina, del corretto dimensionamento e della compatibilità con le temperature di mandata dell’impianto esistente. Anche nelle zone fredde, la percentuale effettiva scende sensibilmente se l’impianto è sovradimensionato o se il preventivo include molte opere accessorie.

Per i sistemi ibridi, la variabilità è ancora maggiore. La convenienza è più alta quando la pompa di calore copre la maggior parte del fabbisogno e la caldaia interviene solo come supporto. In questi casi la quota recuperata può collocarsi indicativamente tra il 15% e il 55%, ma tende a ridursi quando la caldaia lavora spesso o quando l’impianto è gestito con temperature troppo elevate per essere efficiente.

Solare termico, scaldacqua a pompa di calore e biomassa

Il solare termico e lo scaldacqua a pompa di calore sono interventi mirati soprattutto alla produzione di acqua calda sanitaria. Nel solare termico, in installazioni ben dimensionate e con posa semplice, la quota recuperata si colloca spesso tra il 25% e il 55%, mentre scende quando l’impianto è sovradimensionato o richiede molte opere accessorie. Per lo scaldacqua a pompa di calore, negli interventi standard la percentuale recuperata è più frequentemente tra il 30% e il 40%, ma può ridursi a 20–35% quando la posa è più complessa o il preventivo cresce per lavori collaterali.

Gli impianti a biomassa possono ottenere incentivi interessanti, ma richiedono una valutazione più attenta perché, oltre al rimborso, incidono aspetti pratici come il costo del combustibile, lo spazio per lo stoccaggio, la manutenzione e le eventuali restrizioni ambientali locali. In condizioni favorevoli, la quota recuperata può collocarsi tra il 25% e il 60%, ma tende a ridursi quando diventano necessari adeguamenti edilizi o interventi tecnici rilevanti.

Teleriscaldamento e microcogenerazione: casi meno comuni

L’allaccio a teleriscaldamento efficiente e la microcogenerazione sono soluzioni meno diffuse nel residenziale e fortemente dipendenti dal contesto. Nei casi più lineari, con opere limitate e costi sotto controllo, la quota recuperata può collocarsi tra il 30% e il 65%, ma diminuisce rapidamente quando l’intervento richiede lavorazioni complesse o costi di allaccio elevati.

Quando il rimborso è più alto (e quando no)

Il Conto Termico 3.0 tende a essere più conveniente quando:

  • si sostituisce un impianto vecchio e inefficiente;
  • l’impianto è dimensionato correttamente sul fabbisogno reale;
  • la spesa è concentrata su componenti essenziali;
  • l’abitazione si trova in una zona climatica fredda.

Conviene meno quando:

  • il preventivo è appesantito da molte opere accessorie;
  • l’impianto è sovradimensionato o poco coerente con i terminali esistenti;
  • una parte rilevante della spesa non rientra tra le voci pienamente valorizzabili.

Per una lettura rapida, ecco un riepilogo delle percentuali orientative per i principali impianti incentivati:

Intervento (privato residenziale) Forbice % indicativa
Pompa di calore aria-acqua – Zona climatica A–B 10–20%
Pompa di calore aria-acqua – Zona climatica C–D 25–45%
Pompa di calore aria-acqua – Zona climatica E–F 35–60%
Sistema ibrido 15-55%
Solare termico 25–55%
Scaldacqua a pompa di calore (standard) 30–40%
Scaldacqua a pompa di calore (complessa) 20–35%
Biomassa 25–60%
Teleriscaldamento efficiente 30–65%
Microcogenerazione rinnovabile 25–65%
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Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più comuni sul conto termico 3.0.

Il Conto Termico 3.0 rimborsa davvero fino al 65%?

Sì, può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, ma si tratta di un massimo teorico. Nella pratica la percentuale recuperata sul costo totale pagato cambia molto in base al tipo di impianto, alle opere accessorie e a quanto del preventivo rientra davvero tra le voci riconosciute. 

Quanto tempo ho per presentare la domanda e come funziona la procedura?

Per i privati residenziali la richiesta avviene con accesso diretto e va presentata entro 90 giorni dalla fine lavori, tramite la piattaforma Portaltermico nell’Area Clienti GSE. La procedura prevede la compilazione della Scheda-domanda, l’istruttoria del GSE e, se l’esito è positivo, la firma e il caricamento della Scheda-contratto per perfezionare la pratica. 

Perché l’incentivo cambia tanto tra una casa e l’altra?

Perché non dipende solo dalla tecnologia scelta, ma soprattutto da: 

  • zona climatica (per gli impianti legati al riscaldamento); 
  • dimensionamento e configurazione dell’impianto; 
  • quota di opere accessorie e spese non pienamente valorizzabili. Due impianti simili possono ricevere incentivi diversi se cambia il preventivo o cambia quanto l’intervento è coerente con i consumi reali. 

Posso ottenere l’incentivo per fotovoltaico e accumulo?

No: per i privati residenziali il fotovoltaico non è tra gli interventi incentivati trattati in questo articolo, perché il perimetro degli interventi residenziali riguarda gli impianti del Titolo III legati alla produzione di energia termica e alla sostituzione dei sistemi di riscaldamento e acqua calda sanitaria. 

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