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Groupon: più tutele per chi compra. Grazie all'azione di Altroconsumo

18 settembre 2014

18 settembre 2014

Più informazioni su obblighi e responsabilità, più trasparenza su prezzi e sconti, rimborso del coupon per i clienti insoddisfatti e controlli serrati sui partner (con creazione di una "lista nera"): così Groupon risponde alle critiche dell’Antitrust ed evita la sanzione. Sempre che rispetti gli impegni.

Una raccolta di segnalazione da parte degli utenti, una lettera di diffida al sito e una segnalazione all'Antitrust. Con queste azioni avevamo contestato a Groupon e ad altri siti che vendono coupon, alcune clausole vessatorie nelle condizioni generali di vendita. In particolare, quando ci sono problemi con il coupon, il cliente assiste sempre allo stesso spettacolo: chiede conto del disservizio al sito dove lo ha comprato e questi lo rimanda all’azienda partner (per esempio, il ristorante) che, a sua volta, lo rimpalla scaricando la responsabilità sul sito. Va in scena lo scaricabarile e il cliente resta senza rimborso.

In particolare su Groupon, proprio dopo la nostra segnalazione, l'Antitrust aveva avviato un’istruttoria al termine della quale, accertate le scorrettezze da noi denunciate, chiedeva a Groupon di cambiare rotta: in caso contrario, sarebbe stata multata con una sanzione da 10.000 a 5.000.000 euro.

Gli impegni di Groupon

Ora, come per incanto, Groupon si è convinta a prendere alcuni impegni ufficiali (accettati anche dal Garante) per tutelare maggiormente chi compra. Vediamoli nel dettaglio:

  • Groupon si è impegnata a migliorare le informazioni contrattuali presenti sul sito www.groupon.it soprattutto con riguardo a garanzia e diritto di recesso;
  • a chiedere sempre al partner il listino dei prezzi dei beni e servizi offerti per calcolare la percentuale di sconto effettivamente applicata (se il listino non è disponibile, non verrà indicata alcuna percentuale) nonché indicare il prezzo finale comprensivo di qualsiasi onere aggiuntivo a carico del consumatore (es. pane e coperto, pulizie finali, tessera club, tassa di soggiorno);
  • a rafforzare le procedure di controllo sui partner prima di pubblicare l’offerta sul sito estendendo le verifiche sul possesso dei requisiti necessari all’esercizio dell’attività commerciale a tutti i soggetti che si occupano di cura della persona (per es. estetiste, fisioterapisti, massaggiatori) nonché ai partner che esercitano attività regolamentate (per es. architetti, geometri, certificatori energetici) e ai prestatori di servizi turistici e alberghieri; 
  • a creare, sulla base dei reclami ricevuti, una cd. balck list dei partner inaffidabili che non potranno più collaborare con Groupon;
  • a riconoscere ai clienti il rimborso del coupon in caso di: recesso, mancata generazione del coupon, chiusura del partner o rifiuto del coupon, richiesta di pagamenti aggiuntivi non previsti nell’offerta, mancata consegna o consegna di un bene diverso da quello offerto, mancato rispetto dei termini di consegna o in relazione a specifiche occasione come il natale (in caso di irreperibilità o di chiusura definitiva del partner, di overbooking e di scarsa qualità del servizio offerto comprovato dal numero di segnalazioni ricevute, il rimborso avverrà in automatico anche in assenza di reclamo o di richiesta da parte del consumatore). Al di fuori dei casi di recesso, il rimborso avverrà attraverso “crediti” caricati direttamente sull’account del cliente e utilizzabili per i successivi acquisti; il credito ha durata di 12 mesi e potrà essere convertito in rimborso sulla carta di credito in qualsiasi momento prima della sua scadenza; 
  • a implementare il servizio di assistenza clienti attraverso un customer service telefonico e una e mail dedicata a reclami e richieste di assistenza; 
  • Groupon  dovrà infine dare completa attuazione agli impegni presi entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione positiva da parte del Garante.

Bene ma non benissimo

Se in generale gli impegni assunti da Groupon convincono, qualche dubbio rimane, soprattutto riguardo al settore “viaggi”: sia sotto il profilo dei controlli sulle strutture, sia sotto il profilo dei rimborsi, le misure accolte dal Garante non sembrano sufficienti a tutelare appieno il consumatore da quei partner che offrono servizi turistico-alberghieri scadenti (per es. Groupon si impegna a visitare le strutture dei nuovi partner prima di pubblicare l’offerta, ma solo nelle città in cui ha una sede commerciale, restringendo così la portata dell’impegno; ancora, non è espressamente previsto il rimborso per il cliente non soddisfatto dal viaggio). 

Che fare in caso di problemi

In generale, se qualcosa non va, bisogna pretendere dal sito la restituzione delle somme versate e farsele riaccreditare sulla carta con la quale abbiamo fatto il pagamento. Spesso i siti rimborsano con un credito da usare per l’acquisto di altri coupon: puoi rifiutare questo tipo di rimborso e chiedere indietro i soldi.

Se sei socio, per qualsiasi problema con siti che vendono coupon puoi chiamare la consulenza giuridica al numero 02 6961 550.


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