Ultimi reclami

D. N.
14/07/2026

Gestione strutture e dubbio uso della quota di partecipazione

Alla cortese attenzione del centro reclami WeRoad, vi scrivo per descrivervi le difficoltà affrontate da me ed altri partecipanti nel viaggio “Marocco 360°” tenutosi nei giorni 3-11 luglio 2026, nel gruppo di anni 25-35. Il giorno 3 luglio incontriamo il coordinatore, arrivato per ultima rispetto ai partecipanti, che ci informa che le sacche “omaggio” previste con ogni weroad non sarebbero state distribuite per problemi logistici. Tenete a mente che, sapendo che ci sarebbe stata, non mi ero portato uno zaino, e immaginate quanto può essere piacevole fare un viaggio di nove giorni senza uno zainetto in cui riporre effetti personali ed acquisti. Il giorno 4 luglio, secondo giorno di viaggio, sul vostro programma è specificata una visita a rabat ed a seguire a meknes. La visita a meknes non è mai stata effettuata. Abbiamo a malapena intravisto qualcosa della città dai finestrini del van, per poi essere portati ad un albergo periferico, dal quale era troppo difficile arrivare nelle zone turistiche. Il giorno 5 luglio in albergo la nostra camera era palesemente non pulita da giorni, mentre in una camera vicina un altro partecipante ha trovato carta igienica usata nel cestino del bagno. Inoltre, la mattina dopo a colazione non abbiamo avuto modo di mangiare nulla, in quanto il cibo era di scarsissima qualità e ricoperto di mosche. Il giorno 6 luglio abbiamo effettuato delle visite ad alcune realtà locali tradizionali: un negozio di tessili ed una conceria. Le visite in ultima analisi si sono rivelate delle palesi iniziative pubblicitarie per spingerci ad acquistare i prodotti da loro venduti. La sera nell’hotel abbiamo trovato uno scarafaggio, che ci siamo limitati a coprire con un telo, essendo già morto e il resto della camera in condizioni decenti. Il giorno 7 luglio era prevista, cito il vostro sito, una “esperienza magica sotto un cielo stellato da sogno, tra danza, musica berbera e il ritmo dei tamburi”. Tutto questo non c’è stato. Ci è stata solo servita una cena, per lo più fredda, al buio, tra le tende. Nessuna musica, nessun falò, nessuna danza, nessun tamburo. L’unica cosa che ha reso l’esperienza piacevole è stata la presenza degli altri partecipanti, di sicuro non le mancanze di weroad. Il giorno 8 luglio inizia con l’alba sui dromedari, bella esperienza, che finisce con i berberi che provano a venderci manufatti prodotti in zona e che quando vedono che non acquistiamo abbastanza mi chiedono di poter parlare con la nostra guida, aspettandosi palesemente del denaro in più direttamente da noi. A seguire abbiamo visitato la “fabbrica dell’olio di argan”, una visita prevista ed in teoria inclusa nei costi, dove abbiamo trovato delle persone che facevano finta di fare l’olio per poi chiederci del denaro di “mancia” per avercelo mostrato. Denaro che il nostro coordinatore gli ha fornito senza il consenso del gruppo, adducendo a motivazione che fosse necessario visto che non avevamo acquistato nulla. Questo io ed altri lo abbiamo scoperto a posteriori. Ancora a seguire, arrivati nell’hotel previsto troviamo subito una situazione igienico sanitaria disdicevole. Al nostro ingresso nella stanza veniamo accolti dal cadavere di uno scarafaggio appena superata la porta. Provando ad ignorare lo scarafaggio, ci addentriamo nella camera per trovare lenzuola sporche, asciugamani macchiati e un bagno degno di un autogrill usato. Su nostra richiesta, veniamo quindi spostati di camera, dove, in assenza di scarafaggi, troviamo nuovamente una situazione igienico sanitaria disgustosa: lenzuola sporche, asciugamani macchiati di sangue, copriletto lordi e bagno inguardabile. A questo punto contatto il vostro gruppo di emergenza, in quanto il coordinatore non rispondeva ai miei messaggi. Ignorando l’inutilità sia dell’uno che dell’altro, parliamo nuovamente con la direzione e, in presenza del coordinatore, ci viene affidata una nuova camera dalle condizioni migliori: bagno pulito, asciugamani utilizzabili. Purtroppo lenzuola sporche e piene di peli, che però scopriamo solo subito prima di dormire. Per gli ultimi giorni a marrakech non ho molto da riferire, se non che spero, e sono sicuro, che weroad non abbia pagato molto la nostra guida, in quanto si è limitata a portarci alla base del minareto e dentro El Bahia. Un’intera città con secoli di storia…due cose. Venendo al dunque - Metà degli alberghi scelti da weroad sono stati disgustosi. Capisco che un viaggio simile richieda dell’adattamento, ma spingerci verso condizioni sanitarie pericolose non può essere accettato da nessuno, ed in quanto medico vi posso assicurare che so di cosa parlo. Tra scarafaggi, cibi ricoperti di mosche, residui organici altrui nei cestini e tessili non lavati, avete messo a rischio la salute dei partecipanti al viaggio; per non parlare dei condizionatori presenti in alcuni di questi alberghi, la cui sanificazione mi viene il dubbio sia mai stata effettuata. Non credo sia un caso che metà dei partecipanti abbia contratto malori similinfluenzali - Sempre parlando di salute, alcune delle visite ai monumenti sono state programmate nelle ore più calde della giornata. In un paese dove di estate si possono superare i quaranta gradi, chiedere a un gruppo di persone di scalare un monte o visitare delle rovine prive di ombre, all’ora di pranzo, è imprudente, se non palesemente stupido. Lì dove nessuno si sente male, comunque ben pochi si godono la visita, essendo troppo accaldati per trarne piacere - La gestione della cassa comune è pessima e non credo la colpa si possa imputare tutta al coordinatore. Mia impressione è che WeRoad si aspetti che alcune visite e guide siano pagate in parte o quasi del tutto dal sistema della mance, usandola come scusa per trattenere per sé il denaro che viene fornito dai partecipanti in sede di prenotazione. Un esempio? La nostra guida locale è stata pagata in mance 2400 MAD. Corrisponde a metà di uno stipendio discreto in marocco. Non è normale, quanto ha percepito da weroad? Così come non è normale che siano state lasciate mance per attività allle quali ho scelto di non partecipare, visto che da vostro regolamento la cassa comune andrebbe usata solo per le attività a cui l’intero gruppo aderisce - Mi piacerebbe conoscere l’esatto ammontare di denaro che weroad ha dato alle organizzazioni come la conceria, il negozio di tessili, il laboratorio di ceramica e quello dell’argan. Alcune di queste risultano incluse nel costo del viaggio e ho l’impressione, invece, che le abbiamo pagate noi in sede con i nostri acquisti e le nostre mance (non sempre concordate con tutto il gruppo) In sostanza il marocco è una splendida località che weroad ha fatto di tutto per rovinarmi, mettendo in pericolo la mia salute (che è stata effettivamente compromessa nel corso del viaggio, e non solo la mia) per risparmiare sugli alberghi e organizzando male le visite, privandomi di esperienze che avevo pagato in sede di prenotazione, e facendomi venire il dubbio che altre esperienze, in teoria pagate, all’atto pratico non lo fossero. Credo che WeRoad abbia bisogno di rivedere le proprie politiche interne in merito agli standard degli alberghi che prenota e in merito alle spese in loco e alla gestione della cassa comune, perché non è descritta in maniera sufficientemente chiara e soprattutto in loco risulta poco trasparente. Alla luce delle esperienze previste e non vissute, dei gravi disagi con gli alberghi da voi scelti, a cui si sono aggiunti dei reali rischi sanitari, concretizzatisi per me ed altri partecipanti, chiedo a weroad il risarcimento del costo della vacanza, le scuse ufficiali da parte dell’azienda, e di rivedere immediatamente i suoi protocolli sulla scelta delle strutture di alloggio, per il benessere dei suoi futuri clienti

In lavorazione
R. M.
11/06/2026

Quota di 50 euro non rimborsata

Buongiorno, In data 26/04/2026 sul sito web https://www.weroad.it provvedevo ad effettuare una prenotazione riguardante un viaggio di tre giorni da effettuarsi nei periodi compresi tra il 19 ed il 21 giugno 2026 presso il lago di como, compresivo di pernottamento in una struttura locale ed attivita' di visita nei luoghi vicini. Specifico che il trasporto dal luogo di residenza dell' utente al luogo succitato non era compreso nella quota, in quanto da effettuarsi a cura del cliente. Nella medesima data, inoltre, inviavo il pagamento del servizio. La quota era cosi' ripartita ● acconto di euro 100 ( rispettivamente pagati con un buono da 50 euro e i restanti 50 euro versati con tessera prepagata.) ● quota del viaggio euro 269. In data 9/6/2026 veniva comunicato, tramite l'area personale del sito, che il viaggio era stato annullato. Di conseguenza chiedevo il rimborso della quota di 269 euro e dell'acconto di 100 euro. i 269 euro prontamente mi venivano accreditati sul mio c/c. Mentre la quota di 100 euro mi veniva rimborsata solo in parte con un buono da 50 euro da utilizzarsi per le attivita' organizzate da questo operatore, Mentre i restanti 50 euro non venivano restituiti. Visionando il regolamento venivo a conoscenza che questa quota non restituita non poteva essere utilizzata per un altro viaggio. Inoltre per far si che venisse restituita la suddetta quota la societa' prevede il pagamento di un ulteriore somma denominata "flexible cancellation". Pertanto, essendo la cancellazione non dipendente dalla mia volonta' chiedo il rimborso della restante parte della quota di acconto o in alternativa l'emissione di un' altro buono da 50 euro. Distinti saluti Mazza Roberto

In lavorazione
M. M.
12/04/2026

Reclamo per mancato rimborso pacchetto turistico

La sottoscritta Mariangela Maiello espone quanto segue. In data antecedente al 01/03/2026 acquistavo il pacchetto turistico denominato “Maldive Beach Life: Ukulhas” organizzato da WeRoad Italia S.r.l. In prossimità della partenza, a causa di circostanze straordinarie e inevitabili legate al conflitto nell’area mediorientale, il viaggio non veniva di fatto realizzato e la stessa organizzazione provvedeva all’annullamento. A fronte di ciò, mi veniva unilateralmente imposto un voucher, mai richiesto né accettato. Nonostante formale diffida inviata tramite legale in data [inserire data PEC], alla quale non è stato fornito alcun riscontro, ad oggi non ho ricevuto il rimborso in denaro della somma versata pari ad € 999,00. Si evidenzia inoltre che altri partecipanti al medesimo viaggio hanno ottenuto il rimborso monetario, configurando una disparità di trattamento a parità di condizioni contrattuali. Alla luce di quanto sopra, ai sensi dell’art. 41 D.Lgs. 79/2011, che riconosce il diritto al rimborso integrale in presenza di circostanze straordinarie che incidono sull’esecuzione del pacchetto turistico, CHIEDO l’intervento di Altroconsumo affinché la società WeRoad Italia S.r.l. provveda al rimborso integrale in denaro della somma versata. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione utile (contratto, ricevute, comunicazioni intercorse, copia della diffida legale). Distinti saluti Mariangela Maiello

Risolto

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