Ho ricevuto un articolo di grandi dimensioni (numero ordine 406-5819748-7502759 )un box da tetto di 130x80 cm) gravemente danneggiato durante il trasporto. A fronte della mia segnalazione, l'azienda ha inviato l'articolo sostitutivo, ma si ostina a rifiutare la predisposizione del ritiro a domicilio del collo difettoso, in aperta violazione del Codice del Consumo.
Nonostante la normativa stabilisca chiaramente che la restituzione di un bene non conforme debba avvenire "senza spese e senza notevoli inconvenienti" per l'acquirente, il Servizio Clienti pretende che io gestisca autonomamente la logistica di questo imballo voluminoso e pesante, anticipandone i costi. Tale pretesa risulta ancora più grave e inaccettabile considerando che ho formalmente comunicato all'azienda l'assoluta impossibilità materiale di provvedere alla spedizione o alla consegna presso un centro di ritiro, trovandosi mia moglie al nono mese di gravidanza. Questa circostanza è stata totalmente ignorata.
Alle mie formali diffide a mezzo PEC, l'assistenza ha risposto ammettendo candidamente per iscritto che i loro sistemi informatici "non offrono altre opzioni" e intimandomi che, in caso di mancata spedizione autonoma entro una data prestabilita, il sistema procederà con un addebito automatico dell'intero importo sul mio metodo di pagamento.
È intollerabile che le rigidità di un algoritmo aziendale vengano utilizzate per calpestare i diritti del consumatore, ignorando le reali e comprovate difficoltà oggettive del cliente, e usando l'automazione dei pagamenti come indebito strumento di coercizione.
Risoluzione desiderata:
Si esige che l'azienda si faccia carico tempestivamente e a proprie esclusive spese del ritiro del collo ingombrante al mio domicilio, come previsto dalla legge. Si diffida inoltre categoricamente l'azienda dal procedere ad alcun tentativo di addebito automatico e illegittimo per la mancata restituzione autonoma del bene.