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Retatrutide: quando arriva e perché oggi non si trova in farmacia

La retatrutide è una delle molecole in fase di studio per il trattamento dell'obesità che stanno suscitando più interesse. Ma quando potrebbe arrivare in Italia? Quanto costerà? E soprattutto, è già possibile acquistarla? Ecco cosa si sa oggi e perché è bene diffidare dei prodotti venduti online. 

Con il contributo esperto di:
articolo di:
17 luglio 2026
 Retatrutide

Negli ultimi mesi la retatrutide è diventata uno dei farmaci sperimentali contro l'obesità di cui si parla di più. L'interesse nasce dai risultati ottenuti nei primi studi, che hanno mostrato una riduzione del peso particolarmente marcata, alimentando le aspettative di medici, ricercatori e persone che convivono con l'obesità. Nonostante questo, la retatrutide non è ancora disponibile. Il farmaco è infatti ancora in fase di sperimentazione e non ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione né in Europa né negli Stati Uniti. Eppure sono sempre di più le persone che cercano informazioni su quando arriverà, quanto costerà o dove comprarla. In rete sono già comparsi siti che dichiarano di venderla, una situazione che ha spinto alcuni esperti a richiamare l'attenzione sui rischi legati all'acquisto di prodotti non autorizzati. Facciamo il punto su quello che si sa oggi sulla retatrutide, sul percorso che deve ancora completare prima di arrivare in farmacia e sui motivi per cui è bene diffidare delle offerte che promettono di venderla già adesso.  Torna all'inizio

Cos'è retatrutide e come funziona

La retatrutide è un farmaco sviluppato dall'azienda farmaceutica Eli Lilly per il trattamento dell'obesità e del sovrappeso associato ad altre patologie. Viene somministrata con un'iniezione sottocutanea una volta alla settimana, come già avviene per altri farmaci della stessa classe (come Ozempic, Mounjaro o Wegovy). La sua caratteristica principale è quella di agire contemporaneamente su tre diversi recettori coinvolti nella regolazione dell'appetito e del metabolismo. Per questo motivo viene definita un triplo agonista, una caratteristica che la distingue dai farmaci oggi già disponibili in commercio, che invece agiscono solo su uno o due di questi recettori. 

È ancora un farmaco in fase di sperimentazione 

La retatrutide non è ancora un medicinale autorizzato. Questo significa che il suo sviluppo non è concluso: l'azienda produttrice sta ancora raccogliendo le informazioni necessarie a dimostrare quanto funzioni e se sia sicura, prima di poterle sottoporre alle autorità regolatorie. 

Attualmente il farmaco si trova nella fase 3 della sperimentazione clinica, l'ultima fase prima dell'eventuale richiesta di autorizzazione: un programma composto da diversi studi, per alcuni dei quali sono già stati diffusi i primi risultati, mentre altri sono ancora in corso. In questa fase il trattamento viene valutato su un numero elevato di persone, spesso in diversi Paesi, per confermare i benefici osservati negli studi precedenti e raccogliere dati più completi sugli effetti indesiderati. Solo dopo il completamento di questi studi l'azienda produttrice potrà presentare la domanda di autorizzazione alle autorità competenti, come l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti. 

Perché viene definita un "triplo agonista"? 

La retatrutide agisce mimando l’azione di tre ormoni presenti nel nostro corpo e coinvolti nella regolazione della fame, del senso di sazietà e del consumo di energia: GLP-1, GIP e glucagone. L'attivazione del recettore del GLP-1 contribuisce a ridurre l'appetito e rallentare lo svuotamento dello stomaco. Il GIP sembra potenziare alcuni di questi effetti e migliorare il controllo della glicemia. L'azione sul recettore del glucagone, invece, potrebbe aumentare il dispendio energetico. È proprio la combinazione di questi tre meccanismi che ha suscitato l'interesse della ricerca. 

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Che cosa si sa sulla sua efficacia?

I dati disponibili indicano che retatrutide potrebbe rappresentare uno dei farmaci più efficaci tra tutti i medicinali per la perdita di peso, sia quelli già in commercio sia quelli ancora in sviluppo. Tuttavia, una parte importante delle informazioni disponibili deriva da studi non ancora pubblicati integralmente oppure ancora in corso e il quadro definitivo si definirà solo nei prossimi mesi. 

I risultati più recenti, diffusi dall'azienda produttrice ma non ancora pubblicati su una rivista scientifica, riguardano oltre 2.000 persone con obesità o sovrappeso associato ad altre patologie, ma senza diabete. Dopo 80 settimane di trattamento, i partecipanti che avevano ricevuto la dose più alta di retatrutide (12 mg), insieme a una dieta ipocalorica e all'attività fisica, hanno perso in media circa il 25% del peso corporeo iniziale, rispetto al 4% osservato nel gruppo che aveva ricevuto un placebo (finto farmaco). 

Si tratta di risultati molto promettenti, ma che dovranno essere confermati dalla pubblicazione completa degli studi e dalla valutazione delle autorità regolatorie. Inoltre sono ancora in corso altre sperimentazioni che stanno studiando retatrutide in persone con caratteristiche diverse, ad esempio pazienti obesi con diabete di tipo 2 o con un rischio cardiovascolare elevato. Torna all'inizio

Che cosa si sa sulla sua sicurezza?

Come per l'efficacia, anche le informazioni sulla sicurezza di retatrutide arrivano solo dagli studi clinici: non essendo un farmaco approvato, non esiste ancora un foglietto illustrativo a cui fare riferimento. Gli effetti indesiderati osservati sono soprattutto quelli già noti per altri farmaci che agiscono sul recettore del GLP-1, come nausea, vomito, diarrea e stitichezza. Sono stati segnalati anche altri eventi, meno frequenti, come disestesia (una sensazione anomala sulla pelle, ad esempio formicolio o bruciore, senza una causa apparente) e infezioni delle vie urinarie. Nella maggior parte dei casi si sono manifestati all’inizio del trattamento e sono risultati di intensità lieve o moderata. 

La valutazione della sicurezza, però, non è ancora conclusa. Uno degli obiettivi degli studi di fase 3 è proprio raccogliere dati su un numero molto elevato di persone e per periodi di tempo più lunghi, così da individuare anche eventuali effetti indesiderati meno frequenti o che possono comparire solo dopo un uso prolungato.  Torna all'inizio

Quando arriverà in Italia?

Al momento non è possibile prevedere quando la retatrutide sarà disponibile in Italia. Prima che retatrutide possa essere prescritta e venduta dovrà completare l'intero iter previsto per tutti i nuovi farmaci. Se gli studi confermeranno i risultati ottenuti finora e il percorso autorizzativo procederà senza ritardi, l'eventuale disponibilità in Italia difficilmente potrà avvenire prima del 2028.

Quali passaggi mancano prima della commercializzazione? 

Il primo passo è la conclusione degli studi clinici di fase 3, alcuni dei quali sono attualmente in corso. Questi studi servono a confermare i risultati ottenuti nelle fasi precedenti e a raccogliere ulteriori informazioni sulla sicurezza del trattamento in un numero elevato di persone. Se gli esiti saranno favorevoli, Eli Lilly potrà presentare la domanda di autorizzazione alle autorità regolatorie. In Europa sarà l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) a valutare qualità, efficacia e sicurezza del farmaco. In caso di parere positivo, la Commissione europea potrà concedere l'autorizzazione alla commercializzazione valida per tutti gli Stati membri. 

L'eventuale arrivo in Italia richiederà poi un ulteriore passaggio: l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) dovrà decidere se retatrutide sarà rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. Solo in quel caso il prezzo verrà negoziato con l'azienda; altrimenti, come già accaduto per altri farmaci di questa classe, sarà l'azienda a stabilirlo liberamente. Fino a quando questo percorso non sarà concluso, retatrutide resta un farmaco sperimentale non disponibile all’acquisto e utilizzabile solo dalle persone che partecipano agli studi clinici. 

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Qual è il prezzo?

Al momento retatrutide non ha un prezzo ufficiale. Finché un medicinale non viene autorizzato e immesso sul mercato, infatti, non è possibile conoscerne il prezzo. È difficile inoltre ipotizzare una cifra perché potrebbe dipendere anche dall’eventuale rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale che avviene però solo in seguito a negoziazione tra AIFA e l'azienda produttrice. Per questi motivi eventuali prezzi riportati online non sono veritieri o non fanno riferimento a un prodotto autorizzato.  Torna all'inizio

Si può comprare?

No. Oggi retatrutide non si può comprare, né in farmacia né online, in Italia come altrove: non essendo ancora autorizzata alla commercializzazione, non può essere legalmente venduta attraverso nessun canale. Nonostante questo, online sono già comparsi siti internet e venditori che propongono prodotti etichettati come retatrutide, spesso presentandoli come un modo per accedere in anticipo al farmaco. È proprio questo fenomeno ad aver richiamato l'attenzione di ricercatori ed esperti, che invitano i consumatori a prestare particolare cautela.  Torna all'inizio

Attenzione ai prodotti venduti online

Un recente articolo pubblicato sul British Medical Journal ha evidenziato la crescente diffusione di prodotti venduti online come retatrutide, nonostante il farmaco non sia ancora stato autorizzato. Le offerte compaiono su siti internet, social network e piattaforme di messaggistica e vengono spesso presentati come prodotti destinati esclusivamente alla ricerca o, in alcuni casi, direttamente come farmaci per dimagrire. Il problema è che non è possibile sapere con certezza cosa contengano questi prodotti. Non ci sono garanzie sulla qualità delle materie prime utilizzate, sulla corretta concentrazione del principio attivo, sull'assenza di contaminanti né sulle modalità di produzione e conservazione. 

Secondo gli esperti, acquistare prodotti di questo tipo espone a rischi che vanno ben oltre quelli legati ai possibili effetti indesiderati osservati negli studi clinici sulla retatrutide. Se il contenuto del flacone non corrisponde a quanto dichiarato o è stato prodotto senza adeguati controlli di qualità, possono infatti verificarsi problemi imprevedibili. Per questo motivo è bene diffidare di chi propone in vendita la retatrutide. Finché il farmaco resterà in fase di sperimentazione, nessun prodotto acquistato online potrà offrire le garanzie previste per un medicinale autorizzato. Torna all'inizio
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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTA
Irene Pignata - Farmacista
I risultati degli studi su retatrutide per la perdita di peso sono promettenti, ma il farmaco è ancora in fase di sperimentazione e non è autorizzato alla vendita. Diffida quindi dei prodotti che dichiarano di contenerla: al momento non esiste una distribuzione ufficiale e non è possibile avere le stesse garanzie di qualità, sicurezza e controlli previste per un medicinale approvato.