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Acqua effervescente naturale: quale scegliere? Il test premia due marchi

Cosa c'è davvero nelle acque effervescenti naturali? Il nostro test ha analizzato 9 marchi: alcuni contengono più metalli di altri, una caratteristica legata alla natura della sorgente e comunque entro i limiti di legge. Ecco quali sono le bottiglie migliori e quelle che convincono meno.

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20 luglio 2026
gruppo effervescenti naturali

Né naturali né frizzanti. Le effervescenti naturali stanno in una categoria a parte, perché le bollicine di CO2 che contengono non vengono addizionate, ma sono presenti già alla fonte. La provenienza peculiare conferisce a queste acque un gusto caratteristico, che ha i suoi estimatori. Gusto dato dalla presenza di grandi quantità di sali minerali. Tra questi, però, possono nascondersi anche elementi come i metalli pesanti. Ecco perché abbiamo sottoposto al test 9 acque minerali effervescenti naturali: qui sotto trovi la classifica completa del test, con i punteggi e le valutazioni di tutti i marchi analizzati.

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Acque effervescenti naturali: Sangemini e Lete sono le migliori del test

Non tutte le acque minerali effervescenti naturali sono uguali. Nel nostro test abbiamo confrontato 9 marchi, analizzandone composizione, contaminanti, confezione ed etichetta. Dalle prove di laboratorio emerge che alcune acque contengono quantità più elevate di arsenico e manganese, metalli pesanti che possono essere presenti naturalmente perché derivano dalle rocce e dai terreni attraversati dall'acqua nel suo percorso sotterraneo. Si tratta quindi di una caratteristica legata all'origine della sorgente e non di una contaminazione accidentale. In tutti i casi i valori rilevati rispettano i limiti previsti dalla normativa, ma le differenze tra i prodotti incidono sul giudizio finale del test. A conquistare il vertice della nostra classifica sono Sangemini, che ottiene il titolo di Migliore del Test, e Lete, premiata come Miglior Acquisto grazie al buon rapporto tra qualità e prezzo.

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Metalli naturalmente presenti: le differenze emerse dalle analisi

Alluminio, arsenico, manganese, nichel: la presenza di metalli in eccesso nell’acqua può avere effetti negativi sulla salute e la legge pone limiti stringenti alle acque destinate al consumo umano. Nelle effervescenti naturali i metalli sono spesso presenti perché sono proprio nel suolo: in più, per legge, le acque minerali naturali non possono essere sottoposte ad alcun trattamento che serva a modificare le caratteristiche della composizione. Nella prova sui metalli, dunque, la maggior parte delle acque ottiene un voto negativo.

Le differenze più marcate riguardano soprattutto arsenico e manganese. Sei delle nove acque effervescenti naturali analizzate hanno ottenuto una valutazione insufficiente per almeno uno di questi parametri: Claudia, Conad, Ferrarelle, Egeria, Santagata e Acqua di Nepi. In particolare, alcune di queste hanno mostrato valori di arsenico superiori a 4 µg/l, un tenore che riteniamo eccessivo anche se comunque sempre al di sotto del limite di legge di 10 µg/l previsto per le acque minerali naturali.

Diversa la situazione per il nichel, risultato assente nella maggior parte delle acque effervescenti naturali e presente solo in piccole quantità in quattro campioni, senza particolari criticità. L'alluminio non ha rappresentato un problema nella quasi totalità dei prodotti: l'unica eccezione è Acqua di Nepi, che ha mostrato un contenuto superiore al limite previsto per le acque potabili. Secondo gli esperti, si tratta però di un valore osservato anche negli anni precedenti e probabilmente legato alle caratteristiche geologiche della sorgente, più che a eventuali trattamenti dell'acqua.

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Non solo metalli: le altre analisi del laboratorio

Oltre ai metalli, il nostro laboratorio ha ricercato anche alcuni contaminanti. Tra questi c'è il TFA (acido trifluoroacetico), una sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS ormai diffusa nell'ambiente e recentemente classificata a livello europeo come tossica per la riproduzione. È stato rilevata nella maggior parte delle acque effervescenti naturali, mentre Ferrarelle, Santagata e Acqua di Nepi ne sono risultate prive. In tutti i casi, però, le quantità misurate sono ben al di sotto del valore di riferimento di 10 µg/l previsto dalla normativa sulle acque destinate al consumo umano.

Le analisi hanno inoltre rilevato tracce di antimonio in tutte le bottiglie, mentre non sono stati trovati BTEX né composti organoalogenati, sostanze che potrebbero indicare contaminazioni o trattamenti non consentiti. Buone notizie anche per i nitrati, sempre ampiamente entro i limiti di legge. Più variabile, invece, il contenuto di fluoruri, che ha penalizzato sei delle nove acque effervescenti naturali analizzate.

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Bottiglia ed etichetta contano nel giudizio finale

La qualità dell'acqua non è l'unico elemento preso in considerazione. Nel nostro test abbiamo valutato anche la bottiglia, considerando il peso della plastica, l'eventuale utilizzo di PET riciclato e la praticità d'uso, dalla facilità di apertura del tappo alla comodità nella mescita. Nel complesso i risultati sono positivi, anche se tra i prodotti analizzati emergono differenze.

Abbiamo esaminato anche le etichette, verificando completezza e leggibilità delle informazioni. Tutti i prodotti rispettano gli obblighi di legge, ma alcune bottiglie sono state penalizzate perché la data di scadenza è poco leggibile oppure mancano informazioni facoltative utili ai consumatori, come la data di imbottigliamento o l'altitudine della sorgente.

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