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Test confetture: troppi pesticidi e un caso con meno frutta del dichiarato

Qual è la miglior confettura di albicocca? Il nostro test su 19 prodotti confronta quantità di frutta, residui di pesticidi, etichetta e assaggio alla cieca per aiutarti a capire quale prodotto comprare e cosa leggere sul vasetto.

Con il contributo esperto di:
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16 giugno 2026
foto prodotti confetture albicocca

Dolce, profumata e spesso considerata un prodotto semplice, la confettura di albicocche è tra le più presenti a colazione. Ma cosa c’è davvero nel vasetto? Il nostro test su 19 prodotti tra confetture, confetture extra e preparazioni a base di albicocca mostra un quadro con luci e ombre: da un lato risultati complessivamente buoni per quantità di frutta e assaggio, dall’altro la presenza diffusa di residui di pesticidi, trovati in 13 prodotti su 19, anche se sempre entro i limiti di legge. In più, un prodotto non rispetta quanto dichiarato in etichetta sulla quantità di frutta. Il test conferma anche un dato utile per chi si chiede quale confettura comprare: qualità e prezzo non vanno sempre nella stessa direzione. Accanto al prodotto biologico primo in classifica, infatti, c’è una confettura da discount che ottiene il titolo di Miglior Acquisto.

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La nostra classifica: le migliori confetture di albicocche del test

In cima alla nostra classifica si posiziona Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, che ottiene 86 punti e il titolo di Migliore del Test. È una preparazione biologica con un elevato contenuto di frutta e senza residui di pesticidi. Al secondo posto troviamo Vis Confettura extra albicocche, con 82 punti, premiata anche come Scelta dai consumatori per il buon risultato nella prova di assaggio. Segue Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca, con 73 punti, che conquista il titolo di Miglior Acquisto: contiene quanto dichiara, non presenta residui di pesticidi e ha un prezzo tra i più bassi del test. Tra i prodotti con un buon risultato rientrano anche Alce Nero Albicocche 100% Bio e Terre d’Italia Confettura extra di albicocche, entrambe con 71 punti.

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Pesticidi: tutti sotto i limiti, ma pesano sul giudizio

Il punto più critico emerso dal test riguarda i residui di pesticidi. Le analisi di laboratorio li hanno trovati in 13 prodotti su 19.

È importante precisare che i residui rilevati sono sempre risultati sotto i limiti di legge, quindi il dato non va letto come un allarme per la sicurezza. Nella valutazione, però, non ci siamo limitati a verificare la presenza o l’assenza di residui. Abbiamo considerato anche il profilo delle sostanze trovate, penalizzando in modo significativo i prodotti in cui sono comparsi pesticidi con un profilo di sicurezza più critico, per esempio sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, oppure indicate tra i possibili interferenti endocrini.

Su questo punto il giudizio di qualità globale è stato quindi particolarmente severo. I prodotti risultati senza residui non sono solo biologici: oltre ai prodotti bio del test, sono risultati puliti anche Puertosol Eurospin e Terre d’Italia, due marchi della grande distribuzione.

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Quanta frutta c’è nella confettura?

La quantità di frutta è uno degli elementi più importanti da controllare quando si sceglie una confettura. Nel test abbiamo verificato sia la quantità di frutta effettivamente presente sia la corrispondenza con quanto dichiarato in etichetta.  Il quadro è in generale positivo: quasi tutti i prodotti superano il riferimento minimo previsto per le confetture extra, pari a 45 g di frutta per 100 g di prodotto, anche nel caso di confetture normali o preparazioni a base di albicocche.

Fa eccezione Esselunga Albicocche Confettura extra. Il prodotto dichiara in etichetta 55 g di frutta per 100 g, mentre dalle analisi ne risultano 41 g per 100 g. Il valore stimato è inferiore sia a quanto dichiarato sia al minimo previsto per una confettura extra. Per questo il prodotto è stato penalizzato nel giudizio complessivo delle analisi di laboratorio e si colloca all’ultimo posto della classifica.

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La degustazione: quali confetture piacciono di più

Oltre alle analisi di laboratorio, il test ha previsto una prova di assaggio alla cieca. I vasetti sono stati resi anonimi e assaggiati da consumatori abituali a Milano e Bologna, con il supporto dei tester Qualify. I partecipanti hanno valutato aspetto, odore, gusto, consistenza e gradimento complessivo.

Nel complesso, tutte le confetture sono risultate gradevoli. Le differenze tra i prodotti sono meno marcate rispetto a quelle emerse dalle analisi di laboratorio, ma alcuni difetti sono stati segnalati più spesso: odore poco intenso, consistenza troppo liquida o dolcezza eccessiva.

La degustazione ha contribuito al giudizio finale e ha permesso di assegnare il riconoscimento Scelta dai consumatori ai prodotti più apprezzati all’assaggio.

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Le osservazioni di Coop e le nostre precisazioni su come testiamo le confetture

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Coop:

In relazione al test “Confetture e Preparazioni a base di albicocca” realizzato a maggio 2026 e pubblicato da “Altroconsumo” sul proprio sito, Coop ritiene la metodologia di confronto inadeguata e tale da non riuscire a offrire al lettore un’informazione esauriente e corretta. 

In particolare, il test ha messo a confronto un paniere eterogeneo di 19 prodotti trattati come se fossero equivalenti, ma nello specifico lo stesso metro di giudizio è stato applicato a confetture extra (con almeno il 45% di frutta), confetture (con almeno il 35% di frutta), preparazioni a base di frutta (senza limiti minimi di frutta), prodotti biologici (per legge privi di pesticidi) e convenzionali (residuo minimo di pesticidi indicato per legge). Come si evince dalle valutazioni da voi espresse, le prove di laboratorio che contemplano sia la stima della quantità di frutta presente ma anche i residui di pesticidi e il test di assaggio del vostro panel di consumatori valgono il 95% del giudizio finale. Risulta dunque evidente come non a caso quattro dei cinque prodotti giudicati ottimi sono biologici e come per converso la quasi totalità dei rimanenti prodotti (14 su 19) viene valutata negativamente.

Per quanto ci riguarda ci risulta infine non comprensibile perché nello scegliere i prodotti a marchio Coop si sia optato per selezionare una soltanto delle diverse opzioni che proponiamo al consumatore in questo mercato, quando invece ci impegniamo a coprire con la dovuta attenzione una gamma pressoché completa dell’offerta compreso ovviamente il biologico.

 

Replichiamo alla nota di Coop poiché riteniamo utile chiarire alcuni aspetti della metodologia adottata.

Non condividiamo la valutazione secondo cui il confronto sarebbe inadeguato o distorsivo: nel test non sono state incluse confetture (con almeno il 35% di frutta), come invece indicato nell’osservazione di Coop. Il campione era composto da confetture extra e preparazioni a base di frutta, cioè prodotti che, pur potendo avere inquadramenti normativi e compositivi diversi, si trovano normalmente nello stesso scaffale e rispondono al medesimo bisogno di consumo. Per la scelta del campione abbiamo selezionato le referenze a scaffale più distribuite secondo la rilevazione che effetuiamo annualmente in più di mille punti vendita in oltre 60 città. Per ogni brand abbiamo preso il prodotto che risultava più distribuito, in continuità con la logica abituale dei nostri test comparativi: valutare i prodotti con cui il consumatore si confronta concretamente al momento dell’acquisto e dell’uso. Nel caso specifico di Coop, è stata inclusa la referenza a marchio Coop più distribuita tra quelle rilevate. 

Per quanto riguarda il contenuto di frutta, il parametro è stato valutato in modo trasparente e coerente con il ruolo che questo elemento ha nella qualità del prodotto. Dalle analisi svolte, questo aspetto non ha determinato una penalizzazione generalizzata: nella maggior parte dei casi il contenuto di frutta è risultato adeguato o elevato. Il principale elemento critico emerso riguarda, invece, i residui di pesticidi. Pur essendo tutti i campioni conformi ai limiti di legge, il nostro giudizio tiene conto anche del numero di residui rilevati e del profilo di sicurezza delle sostanze presenti. Questo approccio è coerente con la finalità dei nostri test alimentari, che non si limitano a verificare la conformità normativa minima, ma intendono offrire ai consumatori elementi utili per individuare i prodotti complessivamente preferibili.

Non riteniamo corretto leggere i risultati come una contrapposizione automatica tra biologico e convenzionale. È vero che, nel campione testato, i prodotti biologici hanno ottenuto risultati ottimi sui residui, ma il test mostra anche che l’assenza di residui rilevati può riguardare anche prodotti non biologici. Questo conferma che il criterio di valutazione non penalizza in quanto tali i prodotti convenzionali e che un buon risultato può essere raggiunto anche al di fuori del biologico. 

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