Bonus GPL e metano: fino a 800 euro per trasformare il veicolo
Torna il bonus retrofit per trasformare le auto a Gpl o metano. Lo sconto in fattura viene riconosciuto dall’installatore per 400 euro se l’impianto è a Gpl e per 800 euro se a metano. Chi può ottenerlo, cosa chiedere al meccanico prima dell’installazione e quando conviene davvero convertire la propria auto in Gpl.
Il nuovo DPCM automotive pubblicato dal Ministero delle imprese e del made in Italy conferma gli incentivi per chi installa un impianto nuovo a GPL o a metano su un’auto già circolante. Il contributo è di 400 euro per il GPL e di 800 euro per il metano. Possono beneficiarne consumatori e imprese purché l’auto sia di categoria M1 e omologata almeno Euro 3. Il bonus non viene pagato direttamente al proprietario dell’auto, ma applicato come sconto dall’installatore sul prezzo dell’impianto e dell’intervento.
Non stiamo parlando di un nuovo bonus, si tratta infatti di un incentivo già introdotto in passato. Infatti, tutte le informazioni operative per il bonus retrofit 2026-2030 si fondano sullo stesso tipo di incentivo stabilito per il 2024.
Per finanziare la misura sono stati destinati 4 milioni di euro per il 2026, 5 milioni di euro per ciascun anno dal 2027 al 2029 e 1 milione di euro per il 2030. Tuttavia, la ripartizione dei fondi è destinala al 60% a chi installerà impianti a metano e il restante 40% a chi installa il Gpl.
Torna all'inizioA chi spetta il bonus per convertire l’auto a GPL o metano
Il contributo è destinato a chi installa un impianto nuovo a GPL o metano su un’auto di categoria M1. In pratica si tratta delle auto per il trasporto di persone con almeno 4 ruote e al massimo 9 posti. Se hai dei dubbi, per verificare la categoria della tua auto, ti basta controllare il libretto di circolazione alla lettera J.
Inoltre, il bonus può essere utilizzato solo se il veicolo sia omologato in una classe pari almeno a Euro 3. Restano escluse, invece, le imprese che esercitano attività di commercio di autoveicoli.
Torna all'inizioQuanto vale l’incentivo
Il contributo è fisso e cambia in base al tipo di impianto installato:
| Tipo di conversione | Importo del contributo |
|---|---|
| Impianto GPL | 400 euro |
| Impianto metano | 800 euro |
Il decreto non prevede una percentuale sul costo sostenuto, ma un importo fisso. Questo significa che il vantaggio effettivo per il consumatore dipende dal prezzo finale dell’impianto e dell’installazione: più il costo dell’intervento è basso, maggiore sarà il peso dello sconto sul totale.
Ad esempio, se il costo dell’impianto GPL fosse di 1.200 euro, il peso dello sconto sarebbe del 33%, ma per impianti più costosi il contributo retrofit ha un impatto decisamente minore.
Torna all'inizioCome viene applicato lo sconto
Il bonus non arriva con un bonifico e non deve essere portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il contributo viene riconosciuto direttamente dall’installatore, che lo applica in compensazione con il prezzo dell’impianto e dell’installazione.
In pratica, il consumatore ottiene uno sconto immediato in fattura di 400 euro per impianti Gpl o di 800 euro per gli impianti a metano. Le imprese costruttrici degli impianti rimborsano l’installatore e recuperano l’importo come credito d’imposta.
Torna all'inizioChi prenota il contributo
Il decreto prevede che il contributo sia riconosciuto dalla data di entrata in vigore del DPCM ed entro il 31 marzo 2030.
La domanda non viene presentata direttamente dal consumatore. La norma prevede che siano gli installatori a registrarsi sulla piattaforma e a prenotare il contributo, inserendo i dati dell’auto da trasformare, la targa del veicolo, l’ordine di acquisto dell’impianto e l’eventuale acconto versato.
La registrazione al sistema è consentita solo agli installatori che svolgono come attività primaria o secondaria la riparazione meccanica di autoveicoli.
Quali auto sono escluse
I limiti di applicazione del bonus retrofit sono che:
- il veicolo, alla data di installazione dell’impianto, non deve essere già omologato come alimentato a GPL, a metano o a doppia alimentazione;
- l’impianto installato deve essere nuovo di fabbrica e completo di tutte le sue componenti.
Cosa chiedere all’installatore
Prima di accettare un preventivo per la conversione a GPL o metano, è bene verificare alcuni punti con l’installatore. Infatti, bisogna avere la certezza che:
- l’installatore sia registrato sulla piattaforma e possa prenotare lo sconto;
- i fondi destinati a questo incentivo siano ancora disponibili;
- la fattura indichi il contributo statale come voce a sé stante;
- l’impianto sia nuovo e omologato.
I documenti da conservare
Al termine dell’intervento, devi conservare fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di emissione della fattura, la documentazione che attesti il riconoscimento del bonus retrofit.
In particolare, ti consigliamo di conservare una copia della carta di circolazione antecedente alla conversione, la carta di circolazione che riporta il collaudo dell’impianto installato e la fattura che deve indicare lo sconto statale, il costruttore dell’impianto e il codice di omologazione dello stesso.
Torna all'inizioQuali vantaggi ci sono nel convertire l’auto in GPL
Il vantaggio più immediato è economico: il GPL ha spesso un prezzo alla pompa più basso rispetto alla benzina. Per farsi un’idea aggiornata dei prezzi nella propria zona si possono consultare i prezzi medi dei carburanti pubblicati dal MIMIT e confrontare benzina, gasolio, GPL e metano.
Il confronto, però, non va fatto solo sul prezzo al litro. Dopo la conversione possono cambiare i consumi effettivi e bisogna considerare anche manutenzione, controlli periodici, eventuali costi legati al serbatoio e la disponibilità di distributori lungo i percorsi abituali.
Per chi può essere utile
La conversione può essere interessante per chi usa spesso l’auto, percorre molti chilometri e pensa di tenere il veicolo ancora per diversi anni. Può essere meno conveniente, invece, per chi usa poco l’auto, vive in una zona con pochi distributori GPL o metano oppure possiede un veicolo già molto vecchio o con manutenzioni importanti da affrontare.
Torna all'inizioQuando conviene davvero farlo
Il bonus aiuta, ma non basta da solo a rendere conveniente la trasformazione. Prima di decidere bisogna fare un conto semplice: costo totale dell’impianto meno incentivo, chilometri percorsi ogni anno, differenza di spesa tra carburanti e tempo necessario per recuperare l’investimento con i risparmi sui pieni.
La conversione conviene soprattutto se l’auto è in buone condizioni, se non si prevede di venderla a breve e se viene usata abbastanza da ammortizzare la spesa. Se invece il veicolo ha un valore basso, richiede riparazioni costose o viene usato solo saltuariamente, il rischio è pagare un impianto che non si ripagherà davvero.
Prima di firmare, è utile chiedere almeno due preventivi e verificare che l’officina sia in grado di gestire correttamente la pratica Ecobonus Retrofit. Il prezzo finale deve essere chiaro: non solo impianto e manodopera, ma anche collaudo, documenti e ogni eventuale costo aggiuntivo.
Torna all'inizioDomande frequenti
Cosa succede se i fondi finiscono dopo il preventivo?
Il bonus retrofit deve esser prenotato dall’installatore sulla piattaforma ministeriale, se non ci sono fondi lo sconto non può esser applicato.
Un’auto gpl/benzina di fabbrica può ottenere il contributo per sostituire l’impianto?
No, il bonus è riconosciuto solo per l’installazione ex novo dell’impianto Gpl o metano.
Il bonus retrofit copre anche il collaudo dell’impianto?
Il contributo viene riconosciuto con un importo fisso di 400 euro per il Gpl e 800 euro per il metano, normalmente il costo di installazione dell’impianto supera il valore del bonus, di conseguenza le ulteriori spese rimangono scoperte.
