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Monopattini, dal 16 maggio targa obbligatoria: come richiederla e cosa si rischia

Dal 16 maggio 2026 è in vigore il decreto che rende obbligatoria la targa per i monopattini elettrici privati. Il contrassegno è personale, costa poco più di 8 euro e si richiede online: se si circola senza sono previste sanzioni fino a 400 euro. C'è tempo fino al 16 luglio, invece, per fare l'assicurazione. Ecco intanto come si richiede il cosiddetto "targhino".

Con il contributo esperto di:
articolo di:
15 maggio 2026
Monopattino con targa

Dal 16 maggio 2026 chi circola con un monopattino elettrico privato sprovvisto di targa sarà sanzionabile. Con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso mese di marzo viene resa operativa l'obbligatorietà del cosiddetto "targhino" anche per monopattini elettrici; i cittadini avevano tempo 60 giorni (quindi fino al 16 maggio) per mettersi in regola. Non si tratta di una targa “classica” legata al mezzo, ma di un contrassegno associato al proprietario: se non l'hai già fatto, ecco come si richiede e quali rischi si corrono.

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Obbligo di targa: cosa dice il decreto

Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale completa il percorso iniziato con la riforma del Codice della strada e i precedenti decreti attuativi. In particolare, il decreto direttoriale disciplina il funzionamento della piattaforma telematica che consente di richiedere il contrassegno identificativo dei monopattini elettrici.

La targa, tecnicamente definita “contrassegno identificativo”, serve a collegare il monopattino a un soggetto responsabile, superando il problema dell’anonimato nella circolazione urbana. È un sistema più semplice rispetto all’immatricolazione delle auto, ma con finalità simili in termini di controlli e responsabilità.

Chi deve mettere la targa

L’obbligo riguarda tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica utilizzati su strada. Un elemento importante chiarito dai decreti è che il contrassegno:

  • non è legato al veicolo,
  • ma al proprietario, tramite associazione ai suoi dati (codice fiscale).

Questo significa che la responsabilità resta in capo alla persona e non al mezzo, anche in caso di utilizzo da parte di altri.

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"Targhino" obbligatorio dal 16 maggio: cosa si rischia

L’entrata in vigore ha seguito un iter ben preciso. Dalla pubblicazione in Gazzetta (nello scorso mese di marzo) è partito un periodo transitorio di 60 giorni entro cui i cittadini potevano mettersi in regola. L’obbligo quindi è diventato effettivo dal 16 maggio 2026. Dopo questa data, circolare senza contrassegno comporta multe.

Sanzioni: cosa rischia chi circola senza targa

Le multe previste possono arrivare fino a 400 euro, a seconda della violazione e delle circostanze (ad esempio assenza anche dell’assicurazione). Oltre alla sanzione economica, non si escludono ulteriori conseguenze come il fermo del mezzo nei casi più gravi. In pratica, l’obbligo non è solo formale: senza targa il monopattino non può più circolare legalmente su strada.

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Come si richiede, quanto costa e come è fatta

Il decreto prevede una procedura digitale, pensata per essere relativamente semplice. La richiesta avviene attraverso la piattaforma telematica Il Portale dell’Automobilista, “gestione pratiche on line”, alla quale si dovrà accedere tramite CIE o SPID.  

Una volta fatta la domanda:

  • si effettua il pagamento tramite sistema PagoPA
  • si riceve o si ritira il contrassegno presso Motorizzazione o intermediari autorizzati

Quanto costa la targa per il monopattino

Il prezzo è stabilito da decreto ministeriale ed è uguale per tutti. Il costo base del contrassegno è fissato in 8,66 euro. A questo si aggiungono spese accessorie (imposta di bollo, diritti di motorizzazione, commissioni PagoPA), per un costo totale che può arrivare a circa 33-38 euro.

Com’è fatta la targa e dove va applicata

Il contrassegno non è una targa metallica come quella delle auto, ma un adesivo plastificato non rimovibile, progettato per essere resistente e difficile da contraffare. Deve essere applicato in modo visibile sul monopattino, in genere:

  • sul parafango posteriore, oppure
  • sul piantone dello sterzo

La posizione deve garantire che il codice identificativo sia leggibile in caso di controllo. Una volta applicato, non può essere trasferito facilmente su un altro mezzo, proprio per evitare usi impropri.

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Obbligo di assicurazione: c'è tempo fino al 17 luglio

Accanto alla targa, la normativa prevede anche l’obbligo di assicurazione per responsabilità civile. Si tratta di una copertura che riguarda i danni verso terzi arrecati durante la guida del monopattino, come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli. Tuttavia, con la circolare dello scorso 17 aprile, il Ministero dei trasporti ha prorogato al prossimo 16 luglio l'entrata in vigore dell'obbligatorietà anche dell'assicurazione. 

Il costo dell'assicurazione potrà variare a seconda del tipo di polizza e delle garanzie aggiuntive scelte. Grazie all'interoperabilità tra la piattaforma della Motorizzazione e i sistemi dell'Ania, ogni contrassegno sarà associato anche ai dati della copertura assicurativa, rendendo così più facili ed efficienti i controlli. Per avere tutte le informazioni aggiornate a riguardo, puoi leggere il nostro articolo dedicato all'obbligo assicurativo per i monopattini privati.

 
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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Maurizio Amerelli - Giurista
Il periodo di 60 giorni concesso dal Ministero ai cittadini per adeguarsi è scaduto. Tuttavia è sempre possibile provvedere alla richiesta del "targhino" anche in un secondo momento, a patto che non si usi il monopattino per circolare. Una volta ottenuto, è importante applicarlo correttamente in posizione visibile e conservarne i dati: in caso di controlli o smarrimento, avere le informazioni a portata di mano evita complicazioni e perdite di tempo.