Creme solari degli ecommerce low cost: rischi per la pelle
Un’indagine condotta da Altroconsumo con altre organizzazioni europee di consumatori ha messo alla prova alcune creme solari acquistate su piattaforme di e-commerce asiatiche e vendute ai consumatori europei. I risultati sono preoccupanti: tranne un solo prodotto, la protezione promessa in etichetta non è stata confermata dai test di laboratorio.
Prezzi molto bassi, confezioni accattivanti, promesse di protezione SPF 50 o persino superiore. I prodotti solari venduti su marketplace internazionali come AliExpress, Shein e Temu possono sembrare un’occasione, soprattutto prima delle vacanze.
Ma quando si parla di creme solari il prezzo non può essere il criterio principale: questi cosmetici servono a proteggere la pelle dai raggi UV e, quindi, hanno un ruolo diretto nella tutela della salute.
Un'indagine europea
Altroconsumo, insieme ad altre organizzazioni europee di consumatori, ha partecipato a un’indagine su alcuni prodotti solari acquistati su piattaforme di e-commerce asiatiche e destinati al mercato europeo. I prodotti sono stati comprati dai colleghi francesi di Que Choisir Ensemble e inviati al laboratorio che utilizziamo abitualmente per il test comparativo dei solari, con l’obiettivo di verificare se la protezione dichiarata in etichetta fosse reale.
Il risultato è un segnale d’allarme per i consumatori e per le autorità di controllo: in quasi la totalità dei casi, i solari analizzati non garantivano la protezione promessa e alcuni prodotti contenevano ingredienti problematici o non più ammessi nei cosmetici venduti nell’Unione europea.
Torna all'inizioSolari online a pochi euro: cosa abbiamo trovato
L’indagine ha preso in considerazione prodotti solari di marche poco conosciute, acquistati su marketplace molto popolari in Europa. Non si tratta quindi dei marchi più noti presenti anche nei canali tradizionali, ma di prodotti spesso venduti da operatori terzi, con informazioni non sempre chiare su provenienza, composizione e conformità alle regole europee.
Su 15 prodotti ordinati, ne sono arrivati 10. Di questi, 3 sono stati esclusi dal test di protezione perché contenevano 4-MBC (4-methylbenzylidene camphor), un filtro UV vietato nei cosmetici messi a disposizione sul mercato europeo dal 1 maggio 2026, ma ormai assente da tempo (anni prima del divieto) nelle formulazioni di creme solari prodotte in Europa.
Gli altri 7 sono stati analizzati in laboratorio per verificare la protezione UVB, indicata dall’SPF, e la protezione UVA. In cinque di questi, abbiamo rilevato la presenza di ingredienti che consideriamo critici per i potenziali effetti sulla salute. Si tratta di sostanze regolarmente ammesse nei cosmetici venduti in Europa, ma che segnaliamo sempre nei nostri test per aiutare i consumatori a fare scelte più consapevoli.
Si salva solo un prodotto
Il quadro emerso è netto: un solo prodotto su quelli valutati ha rispettato le promesse di protezione. Gli altri hanno mostrato carenze più o meno gravi, fino ai casi più preoccupanti in cui la protezione misurata era praticamente inesistente, nonostante in etichetta fossero dichiarati valori molto alti.
| Prodotti solari | Protezione UVB misurata (SPF) | Protezione UVA misurata | Ingredienti problematici |
|---|---|---|---|
| Ouhoe Sunscreen spf 50 - 100 g | ethylhexyl methoxycinnamate | ||
| West Month Bio sun stick spf 50+ - 15 g | nessuno | ||
| Jaysuing Sun spray spf 50 - 100 ml | nessuno | ||
| Melao Isolation sunscreen SPF 50+ - 60 g | propylparaben | ||
| Lbls Whitening moisturizing sunscreen cream rose spf 90+ - 60 ml | ethylhexyl methoxycinnamate | ||
| Disaar Sunscreen instant protection skin color spf 90 - 40 g | ethylhexyl methoxycinnamate, propylparaben, octocrylene | ||
| Ruoall Broad spectrum sunscreen lotion SPF 50 - 200 ml | propylparaben | ||
| Bioaqua rice raw pulp 50+ sunscreen - 40 g | non testato perché non a norma | non testato perché non a norma | 4-MBC (vietato in Europa) |
| Laikou Uv defense daily sunscreen 50+ - 50 g | non testato perché non a norma | non testato perché non a norma | 4-MBC (vietato in Europa) |
| Sadoer protection isolation sunscreen 50+ - 50 g | non testato perché non a norma | non testato perché non a norma | 4-MBC (vietato in Europa) |
Se l’SPF dichiarato non corrisponde alla protezione reale
L’SPF è uno degli elementi più importanti nella scelta di un solare, ma deve essere reale e verificabile. Un prodotto che dichiara SPF 50 e poi offre una protezione molto più bassa espone il consumatore a un rischio concreto: chi lo usa può restare al sole convinto di essere protetto, mentre la pelle riceve una quantità di radiazioni UV ben superiore a quella attesa.
Il problema non riguarda solo le scottature. L’esposizione eccessiva ai raggi UV è associata al fotoinvecchiamento e aumenta il rischio di danni cutanei, tra cui tumori della pelle. Per questo una crema solare non può essere trattata come un acquisto qualunque: se non funziona, non è semplicemente un prodotto scadente, ma un prodotto che può mettere a rischio la salute.
Ancora più grave è il caso dei solari che promettono protezioni molto elevate, come SPF 50 o 50+, fino a indicazioni come SPF 90 o 90+ (peraltro non coerenti con le raccomandazioni europee), ma nei test mostrano valori bassissimi. In questi casi la promessa commerciale diventa particolarmente ingannevole, perché il consumatore acquista il prodotto proprio per ottenere una protezione molto elevata.
Torna all'inizioServono più controlli
Molti dei link usati per acquistare i prodotti dell’indagine non sono più disponibili. Questo non riduce la gravità del problema, anzi: sui marketplace il ricambio dei prodotti è molto rapido. Un articolo può sparire e ricomparire poco dopo con un nome diverso, attraverso un altro venditore o su un’altra piattaforma.
Per questo il punto non è stabilire se un determinato prodotto sia ancora online oggi. Il problema è più generale e riguarda l’ingresso nel mercato europeo di cosmetici venduti tramite piattaforme internazionali, spesso con filiere poco trasparenti, informazioni incomplete e controlli insufficienti prima della messa in vendita.
La disponibilità può cambiare anche da Paese a Paese. In Italia, per esempio, i prodotti oggetto dell’indagine possono non essere presenti sugli stessi siti in cui sono stati acquistati in altri Paesi europei. Al momento, Temu non vende prodotti solari nel nostro Paese, mentre AliExpress e Shein sì. Questo però non riduce il rischio per i consumatori italiani e, più in generale, europei: prodotti simili possono comparire su piattaforme diverse, con confezioni, denominazioni o venditori differenti, rendendo difficile capire chi li produce, chi li vende e se rispettano davvero le regole europee.
Le risposte delle piattaforme
Poco prima della pubblicazione dell’indagine, i colleghi francesi di Que Choisir Ensamble hanno contattato le piattaforme coinvolte per segnalare i risultati dei test. Temu ha dichiarato di aver sospeso temporaneamente la vendita di prodotti solari nell’Unione europea, mentre Shein ha comunicato l’avvio di verifiche più ampie sui prodotti simili presenti sul sito. AliExpress ha promesso di rimuovere gli articoli analoghi, pur definendo i prodotti segnalati come solo “presuntamente” problematici.
Si tratta di risposte che indicano una collaborazione da parte delle piattaforme coinvolte ma che confermano la necessità di controlli più efficaci. Una crema solare deve proteggere davvero. Se non lo fa, il danno non è solo economico: riguarda direttamente la salute. Come organizzazione di consumatori continueremo a testare i prodotti, a segnalare quelli non conformi e a chiedere controlli più efficaci anche nel commercio online.
Torna all'inizioCosa puoi fare tu
Acquistare una crema solare online non è di per sé un problema. L’importante è scegliere canali di vendita affidabili, prodotti destinati al mercato europeo e venditori chiaramente identificabili. Meglio evitare solari di marchi sconosciuti, venduti a prezzi molto bassi da operatori extra Ue o accompagnati da informazioni incomplete o scorrette su ingredienti ed etichettatura.
Una crema solare non è un cosmetico qualsiasi: serve a proteggere la pelle dai raggi ultravioletti e deve garantire davvero il livello di protezione indicato in etichetta. Per questo il prezzo non dovrebbe essere il criterio principale di scelta. Le offerte molto convenienti sui marketplace internazionali possono sembrare allettanti, ma il rischio aumenta quando non è chiaro chi venda il prodotto, dove sia stato realizzato e se rispetti le regole europee.
Le informazioni da verificare
Prima di comprare un solare online, verifica che siano disponibili almeno queste informazioni:
- lista completa degli ingredienti;
- indicazione chiara di SPF e protezione UVA, in linea con le raccomandazioni europee. Meglio diffidare dei prodotti che dichiarano SPF superiori a 50+, perché non sono coerenti con le indicazioni previste in Europa, ad esempio SPF 80 o 90;
- nome e indirizzo della persona responsabile nell’Unione europea;
- etichetta comprensibile e completa;
- quantità del prodotto, per valutare anche il prezzo al litro;
- venditore identificabile e canale di assistenza affidabile.
Naturalmente, anche seguendo queste regole, non è sempre facile capire se una crema solare protegga davvero come promette.
Per scegliere con maggiore sicurezza, puoi consultare il nostro comparatore online sulle creme solari. Nei nostri test verifichiamo in laboratorio la protezione dichiarata, la protezione UVA, la qualità complessiva e il rapporto tra efficacia e prezzo. In questo modo puoi individuare prodotti affidabili anche a prezzi accessibili, senza affidarti a offerte poco chiare o a marchi di cui non conosci provenienza e conformità.
Torna all'inizioDomande frequenti
È sicuro comprare creme solari sulle piattaforme online low cost?
Non sempre, specialmente se si tratta di solari di marchi poco conosciuti. Tuttavia vanno fatte alcune considerazioni: premesso che al momento Temu non vende creme solari per il mercato italiano, mentre in altri Paesi europei questi prodotti erano disponibili al momento dell’indagine, il problema riguarda più in generale l’acquisto di solari su marketplace internazionali. Comprare una crema solare online non è rischioso di per sé: il punto è scegliere prodotti destinati al mercato europeo, venditori identificabili e canali affidabili. Il rischio aumenta quando i solari sono di marchi poco conosciuti, hanno prezzi molto bassi o non riportano informazioni complete su ingredienti, etichetta, persona responsabile nell’Unione europea e protezione UVA e UVB. Una crema solare serve a proteggere la salute: se l’SPF dichiarato non corrisponde alla protezione reale, chi la usa può esporsi al sole pensando di essere protetto, mentre non lo è.
Come verificare se una crema solare online è affidabile?
Prima di comprare una crema solare online, verifica che il prodotto abbia un’etichetta completa e comprensibile, che il venditore sia identificabile e che siano indicate chiaramente lista degli ingredienti, SPF, protezione UVA, quantità di prodotto e persona responsabile nell’Unione europea. Meglio diffidare di solari di marchi sconosciuti, venduti a prezzi molto bassi o con informazioni incomplete, soprattutto se dichiarano protezioni non coerenti con le raccomandazioni europee, come SPF 80, 90 o 90+ . Queste verifiche riducono il rischio, ma non garantiscono da sole l’efficacia del prodotto: per scegliere con maggiore sicurezza, consulta il nostro comparatore online delle creme solari, dove trovi prodotti testati in laboratorio.
