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Fibromialgia: sì all'esenzione dal ticket, ma solo per i casi più gravi

Il nuovo aggiornamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) inserisce la fibromialgia tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dal ticket. L’esenzione sarà però riservata solo a chi presenta forme molto severe ed entrerà in vigore dal 30 ottobre 2026. Tutti i dettagli su prestazioni, criteri e limiti del provvedimento.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
02 ottobre 2026
Donna in piedi con dolore alla schiena

Dopo anni di richieste da parte di pazienti e associazioni, la fibromialgia entra nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), l’elenco delle prestazioni garantite a tutti i cittadini dal Servizio sanitario nazionale. La novità è contenuta nel Dpcm del 7 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 settembre 2026 e in vigore dal 30 ottobre. Il testo propone una revisione dell’assistenza specialistica ambulatoriale, includendo tra le patologie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dal ticket anche la sindrome fibromialgica.

Tuttavia, il provvedimento è molto restrittivo: la nuova esenzione dal ticket è riservata solo alle forme più gravi della malattia, sulla base di specifici criteri clinici.

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Che cos’è la fibromialgia

La fibromialgia è una malattia cronica complessa, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno, difficoltà cognitive e alterazioni dell’umore. I sintomi sono persistenti e incidono in modo significativo sulla qualità della vita. La diagnosi si basa su valutazioni cliniche, poiché non esistono test diagnostici specifici, e la terapia è multidisciplinare: farmaci, attività fisica adattata, supporto psicologico.

Secondo le stime, colpisce il 3-4% della popolazione adulta, con una prevalenza maggiore nelle donne.

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Le novità del decreto: cosa prevede l’esenzione

Il Dpcm del 7 agosto 2026 prevede che la fibromialgia rientri nei Lea esclusivamente nella forma “molto severa”, identificata da un punteggio superiore a 82 nel questionario Fiqr (Fibromyalgia impact questionnaire revised). Il Fiqr misura il livello di disabilità su scala da 0 a 100 e prende in considerazione:

  • dolore;
  • affaticamento;
  • qualità del sonno;
  • capacità funzionale quotidiana;
  • impatto emotivo.

Solo i pazienti che superano questa soglia potranno ottenere il codice di esenzione 068 che consente l’accesso gratuito a tre specifiche prestazioni, secondo le seguenti modalità:

  • Visita di controllo ogni 12 mesi per il monitoraggio della malattia e la prevenzione delle complicanze;
  • Rieducazione motoria in gruppo da massimo sei pazienti per gruppi omogenei di patologia (ciclo di 10 sedute da 60 minuti ogni 12 mesi) per le funzioni delle articolazioni, delle ossa e del movimento;
  • Visita psichiatrica di controllo ogni 12 mesi, prescrivibile solo in presenza di comorbidità psichiatrica.

Il codice di esenzione non prevede altri esami radiografici, di laboratorio o accertamenti di altra sorta, né altri trattamenti. Questo significa che altre cure o visite richiederanno ancora il pagamento del ticket (al netto di decisioni regionali).

La durata dell’esenzione è soggetta a rivalutazione periodica, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, ma in questo caso la durata minima dell’attestato di esenzione è di due anni. Questo implica che il paziente dovrà sottoporsi a controlli regolari per confermare la persistenza dei requisiti per l’esenzione, ma che questo non potrà avvenire prime di due anni.

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Chi resta escluso? Il limite dell’indice Fiqr

Secondo la Società italiana di reumatologia, solo il 16% circa dei pazienti con fibromialgia raggiunge il punteggio Fiqr necessario per accedere all’esenzione. Questo significa che la maggioranza dei pazienti – pur convivendo con una malattia cronica debilitante – non potrà beneficiare del nuovo codice di esenzione.

La scelta del Ministero della Salute è legata alla necessità di contenere la spesa pubblica, evitando un impatto troppo ampio sui costi del Servizio sanitario nazionale. Una decisione che, però, solleva dubbi di equità e sostenibilità sociale: anche i pazienti con forme moderate affrontano costi importanti per cure fisioterapiche, psicologiche e farmacologiche spesso essenziali per mantenere una qualità della vita accettabile.

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L’autonomia delle Regioni: possibili integrazioni

Il decreto nazionale definisce il quadro minimo, ma le Regioni mantengono una certa autonomia nell’estendere le prestazioni garantite ai pazienti con fibromialgia, anche con forme meno gravi. In passato alcune amministrazioni locali hanno già attivato forme di sostegno economico o programmi regionali dedicati. È quindi possibile che l’accesso alle cure resti disomogeneo sul territorio nazionale, a seconda delle scelte politiche e delle risorse disponibili.

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Impatto sull’invalidità civile

Oltre all’esenzione dal ticket, l’inserimento della fibromialgia nei Lea potrà avere ripercussioni significative anche sul riconoscimento dell’invalidità civile. L’ingresso nei Lea e l’attribuzione di un codice di esenzione specifico rappresentano infatti un riconoscimento ufficiale della sindrome fibromialgica, finora non sempre adeguatamente considerata anche sul piano medico-legale. Per i pazienti con forme molto severe, la documentazione clinica che attesta la gravità della malattia, compreso un punteggio Fiqr superiore a 82, potrà costituire un elemento utile anche nella valutazione dell’invalidità, pur senza comportare automaticamente il riconoscimento di una determinata percentuale. Non c’è quindi un automatismo tra esenzione e invalidità civile, ma l’ingresso della fibromialgia nei Lea rappresenta comunque un passo avanti importante nel riconoscimento della malattia e delle sue conseguenze più gravi.

Quando entra in vigore l’esenzione per la fibromialgia?

Il Dpcm è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 30 settembre 2026 ed entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione, quindi il 30 ottobre 2026. Da quella data la sindrome fibromialgica nelle forme molto severe con Fiqr superiore a 82 rientra tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione prevista dai Lea.

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Quando entrerà in vigore?

La proposta di decreto non è ancora definitiva: il testo, predisposto dal Ministero della Salute, ha ottenuto l’approvazione della Conferenza stato-regioni, ma manca ancora il parere delle Commissioni parlamentari competenti (non vincolante, ma obbligatorio) e infine la firma del presidente del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Le tempistiche di questo iter non sono note, ma dopo la pubblicazione il provvedimento necessiterà di 30 giorni per diventare pienamente operativo. .

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IL PARERE DELL'ESPERTO
Daniele Caldara - Biotecnologo medico
Il riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica e invalidante rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dei pazienti, sia sul piano simbolico che concreto. Tuttavia, la limitazione ai soli casi molto gravi riduce fortemente l’impatto del provvedimento, lasciando scoperta la maggioranza dei malati. L’inserimento nei Lea è un primo passo, ma non risolve tutti i problemi. Resta urgente un ripensamento complessivo dell’assistenza ai pazienti con fibromialgia, affinché le cure possano essere davvero accessibili a tutti, indipendentemente dalla gravità della condizione o dalla regione in cui si vive.