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Raffreddore, cosa serve davvero

24 maggio 2016
Raffreddore, cosa serve davvero

24 maggio 2016

Per le pubblicità basta un farmaco per rimettersi subito in sesto. Ma contro i malanni di stagione non c'è medicinale che tenga: meglio assecondare il nostro organismo e concederci un po' di riposo.

«E la tua giornata può ripartire». Il messaggio degli spot è sempre lo stesso. Febbre, sintomi influenzali o da raffreddamento? Non c’è problema: compri il medicinale pubblicizzato, ne ingurgiti una dose e la vita ti sorride. Puoi andare subito al lavoro o a cena fuori. Perché, come per magìa, il naso torna libero, spariscono febbre, starnuti, mal di gola e dolore muscolare. Peccato che per curare il raffreddore, come anche l’influenza, i farmaci servano a ben poco. Va fatto tutto il contrario di quello che consiglia la pubblicità: bisogna starsene a riposo, meglio se in un ambiente umidificato, per permettere al malanno di stagione di fare il suo corso e guarire spontaneamente nel giro di qualche giorno. Gli italiani però non ne sono così consapevoli. Tra i farmaci in libera vendita – 2,2 miliardi di euro all'anno – sono proprio quelli per le malattie da raffreddamento a fare la parte del leone (548 milioni). Dalla lista dei primi cinquanta farmaci da banco più venduti nel 2011 abbiamo selezionato i più gettonati per ogni categoria terapeutica: molti sono sconsigliabili.

«E la tua giornata può ripartire». Il messaggio degli spot è sempre lo stesso. Febbre, sintomi influenzali o da raffreddamento? Non c’è problema: compri il medicinale pubblicizzato, ne ingurgiti una dose e la vita ti sorride. Puoi andare subito al lavoro o a cena fuori. Perché, come per magìa, il naso torna libero, spariscono febbre, starnuti, mal di gola e dolore muscolare. Peccato che per curare il raffreddore, come anche l’influenza, i farmaci servano a ben poco. Va fatto tutto il contrario di quello che consiglia la pubblicità: bisogna starsene a riposo, meglio se in un ambiente umidificato, per permettere al malanno di stagione di fare il suo corso e guarire spontaneamente nel giro di qualche giorno. Gli italiani però non ne sono così consapevoli. Tra i farmaci in libera vendita – 2,2 miliardi di euro all'anno – sono proprio quelli per le malattie da raffreddamento a fare la parte del leone (548 milioni). Dalla lista dei primi cinquanta farmaci da banco più venduti nel 2011 abbiamo selezionato i più gettonati per ogni categoria terapeutica: molti sono sconsigliabili.

Si rischia il sovradosaggio

Che sia influenza o raffreddore, vale comunque lo stesso principio: ciò che serve davvero è stare a riposo. Spray, pillole e sciroppi sono utili solo per tenere a bada i sintomi, quando sono fastidiosi, ma non affrettano la guarigione. In pratica, in casa ci basta avere un farmaco contro la febbre, che combatte anche il dolore, meglio se generico, che contenga un unico principio attivo. Da contrastare la tendenza ad acquistare specialità medicinali di ogni tipo, soprattutto di marca, che contengono più principi attivi e sono spesso sovrapponibili. Oltre a spendere soldi inutilmente, il rischio è di assumere la stessa sostanza più volte e quindi di andare incontro al sovradosaggio.

I rimedi alternativi

Se per l'influenza esiste il vaccino, per il raffreddore le forme di prevenzione sono praticamente soltanto due: lavarsi spesso le mani (non sono necessari prodotti igienizzanti particolari, basta il sapone) ed evitare di soggiornare a lungo in ambienti chiusi e affollati. Da sfatare il mito secondo cui la vitamina C in dosi elevate sarebbe capace di prevenire le malattie parainfluenzali. Allo stesso modo, non c'è alcuna prova scientifica che lo zinco o l'echinacea (pianta medicinale) possano essere utili nel trattamento del raffreddore o nella riduzione della sua durata.


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