Consigli

Raffreddore e sintomi influenzali: cosa serve davvero?

01 dicembre 2016
Raffreddore, cosa serve davvero

01 dicembre 2016

Raffreddori e sindromi influenzali sono malanni tipici delle stagioni fredde, colpa dei numerosi virus che circolano grazie a starnuti e colpi di tosse. Per le pubblicità basta un farmaco per rimettersi subito in sesto. Ma contro i malanni di stagione non c'è medicinale che tenga: meglio assecondare l'organismo e stare a riposo.

«E la tua giornata può ripartire». Il messaggio degli spot è sempre lo stesso. Febbre, sintomi influenzali o da raffreddamento? Non c’è problema: compri il medicinale pubblicizzato, ne ingurgiti una dose e la vita ti sorride. Puoi andare subito al lavoro o a cena fuori. Perché, come per magia, il naso torna libero, spariscono febbre, starnuti, mal di gola e dolore muscolare. Peccato che per curare il raffreddore, come anche l’influenza, i farmaci servano a ben poco. Va fatto tutto il contrario di quello che consiglia la pubblicità: bisogna starsene a riposo, per permettere al malanno di stagione di fare il suo corso e guarire spontaneamente nel giro di qualche giorno.

Non esiste farmaco che guarisca

La pubblicità ci fa vedere guarigioni rapide e complete, ma in realtà nessun farmaco è capace di fare una cosa del genere. Spray, compresse e sciroppi sono utili solo per tenere a bada i sintomi, quando sono fastidiosi, ma non velocizzano il decorso perché non agiscono sulla causa. Contengono infatti decongestionati, antistaminici, antitussivi, mucolitici, antifebbrili o antidolorifici: nessuno attivo sugli agenti infettivi. Per guarire non esiste rimedio utile, se non il riposo, che permette all’organismo di impiegare le nostre energie verso la difesa e debellare virus e batteri. Inoltre, molti di questi farmaci non sono affatto supportati da chiare e valide prove di efficacia, mentre al contrario possono esporci ad alcuni inutili rischi.

Ecco i nostri consigli

  • Blocca il contagio. L’influenza si trasmette per via aerea, con le goccioline di saliva, ma anche con le mani contaminate. Copri bocca e naso con un fazzoletto quando devi starnutire o tossire ed evita di toccare oggetti comuni con le mani sporche. Lava le mani per almeno 15-30 secondi quando arrivi a casa e al lavoro. Basta acqua e sapone, non serve altro. Eviti così di contagiarti e di contagiare gli altri.
  • Bevi molti liquidi. Che tu abbia il naso chiuso o che cola, hai sempre bisogno di integrare liquidi. L’idratazione è utile sotto vari punti di vista: può aiutarti a rendere il muco più fluido e a liberartene; ti aiuta a reintegrare i fluidi persi, se il naso cola copiosamente; ti idrata la gola, che si irrita per colpa dello “scolo retronasale”, dandoti la tosse. Bere acqua è sufficiente, ma brodo, succhi di frutta e tè vanno bene.
  • Fai un lavaggio nasale con soluzione fisiologica. È forse il rimedio più efficace tra quelli consigliabili. Per fare i lavaggi, non servono particolari spray o flaconcini a base di acque di mare o termali: è più che sufficiente della soluzione fisiologica, che si acquista in farmacia a prezzi ben più contenuti.
  • Usa con cautela i decongestionanti. Non ti diciamo di non usarli, ma di farlo per poco tempo e di fare attenzione ad avvertenze e controindicazioni. Molti farmaci che si offrono di liberare il naso e farvi respirare meglio, in forma di compresse o di spray nasale, contengono principi attivi ad azione decongestionante, come la pseudoefedrina, la fenilefrina, l’oxymetazolina o la nafazolina, che riducono l’edema delle mucose nasali. Questi farmaci non sono supportati da prove solide di efficacia e per di più possono dare effetti indesiderati anche spiacevoli. Se usati per più di 2-3 giorni di seguito, possono smettere di funzionare o addirittura darvi una congestione nasale cosiddetta “di rimbalzo”, perché provocata proprio dall’uso prolungato. In casi rari provocano cefalea, tachicardia e bradicardia riflessa, palpitazioni e rialzi di pressione sanguigna.  Per questi motivi, sono controindicati nei bambini ed adolescenti e vanno impiegati con molta cautela, dietro parere del medico, negli anziani, nei pazienti ipertesi, cardiopatici o affetti da malattie vascolari occlusive (ad es. sindrome di Raynaud), ma anche nei pazienti con ipertrofia prostatica, per il pericolo di ritenzione urinaria.
  • Canfora, mentolo, eucalipto. Questi oli essenziali balsamici, usati per liberare le vie respiratorie, non devono essere assunti oralmente o inalati da bambini sotto i sei anni d’età, non solo per le potenziali reazioni allergiche (con rischio di broncospasmo), ma anche per il rischio di effetti indesiderati neurologici, in particolare convulsioni. Si possono trovare, per esempio, nel famoso Vicks vaporub.
  • La febbre abbassala solo se da malessere. I farmaci ad azione antifebbrile (come il paracetamolo, l’ibuprofene o l’aspirina) vanno usati quando la febbre è alta e mal tollerata. Se il rialzo della temperatura è moderato e i sintomi sono sopportabili, assumere un farmaco antifebbrile non è strettamente necessario: la febbre è una reazione utile per l'organismo, perché contrasta la proliferazione degli agenti infettivi e accresce l'efficienza delle difese immunitarie. Dunque è sconsigliabile sforzarsi di tenere bassa la febbre a ogni costo, se non per attenuare i sintomi più fastidiosi e favorire il riposo.
  • Tosse e mal di gola, un rimedio solo. Il muco può irritare la gola quando scola posteriormente. Per lenire le mucose arrossate e ridurre anche lo stimolo a tossire, il miele è un ottimo rimedio, sia al cucchiaio, sia sciolto in una bevanda calda. Possono essere utili gli sciroppi a base zuccherina o anche solo succhiare delle caramelle dure: stimolano la produzione di saliva, che ha un effetto emolliente sulle mucose. Se il dolore alla gola è molto forte, compresse di paracetamolo e ibuprofene (gli stessi usati per la febbre, mal di testa e dolori muscolari) possono ridurre il dolore.
  • Più principi attivi non danno più benefici. Molti farmaci sponsorizzati per i sintomi influenzali (febbre, mal di testa, dolori muscolari, …)  contengono non uno, ma più principi attivi. Di solito associano un decongestionante nasale ad un antidolorifico/antipiretico (come il paracetamolo) o ad un antistaminico (come la prometazina o la clorfenamina, che danno sonnolenza e non aiutano granché con la congestione e la secrezione nasale). Non ci sono prove che queste combinazioni offrano benefici maggiori rispetto all’assunzione di solo paracetamolo nelle dosi adeguate, mentre la possibilità di effetti indesiderati è sicuramente maggiore.
  • Attenzione ai sovradosaggi involontari. Per il motivo appena spiegato, è possibile che assumendo farmaci pubblicizzati per scopi diversi (uno per la febbre e mal di testa, uno per i dolori muscolari, uno per sintomi influenzali in generale, …) si finisca poi per assumere sempre gli stessi principi attivi in dosi elevate. Il paracetamolo, per esempio, è presente in molte formulazioni. Fate attenzione: leggete sempre le composizioni e ricordatevi di non assumere mai più di 4 grammi di paracetamolo al giorno.
  • Vitamina C ad alte dosi: non previene, né cura il raffreddore. Oltre che nei cibi o negli integratori, la vitamina C la si può ritrovare in alcuni farmaci per i sintomi da raffreddamento, associata a vari principi attivi ad azione antifebbrile, decongestionante o antinfiammatoria. Non abbiamo prove dell’utilità dell’assumere questa vitamina in dosi elevate (si intende 10 volte le quantità necessarie ogni giorno per il nostro benessere, vale a dire 105 mg per gli uomini, 85 mg per le donne) né per prevenire, né per curare raffreddori e malanni invernali.  Gli studi disponibili ci dicono che chi assume 1 gr di vitamina C ogni giorno come abitudine avrà tanti raffreddori quanti chi ne assume il giusto, con la dieta: nei primi, forse, i raffreddori potrebbero durare leggermente meno; al contrario, gli studi sono concordi nel dire che assumere alte dosi di vitamina C quando si inizia a stare male non velocizza la guarigione o riduce la severità dei sintomi. Per coprire le nostre necessità, è quindi sufficiente una bella spremuta di un’arancia e mezza (ognuna contiene circa 75 mg della vitamina).

Stampa Invia