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Meningite, ecco perché fa ancora paura

17 ottobre 2012
meningite

17 ottobre 2012

La forma batterica è la più temibile. Anche quando non risulta letale, può lasciare danni neurologici gravi. Il vaccino l’unica difesa.

La meningite batterica è una malattia che potremmo definire rara. In Italia, causa ogni anno circa 800 casi. Nonostante questo, continua a fare molta paura. In primo luogo per il terrore del contagio, anche se il passaggio non è facile come quello di un raffreddore. Infatti non si trasmette con un incontro occasionale o respirando nello stesso luogo in cui si trova una persona infetta, serve un contatto ravvicinato o prolungato, che permetta al germe di passare direttamente dalla persona malata, o da un portatore sano (si stima che lo sia il 10-20% della popolazione italiana) a quella sana, in particolare attraverso goccioline di saliva. Può trattarsi di colpi di tosse, starnuti, baci o bere da un bicchiere contaminato.

Alto tasso di mortalità
La meningite crea allarme anche perché ha un alto tasso di mortalità. Quella da pneu-mococco, che è la più temibile, conduce alla morte nel 10-20% dei casi. Ma anche quando non arriva alle estreme conseguenze, può lasciare danni neurologici gravi, che vanno dalla sordità al ritardo mentale, dai problemi motori all’epilessia, fino alla paralisi. Più di tutto questo, a far paura e a creare tante ansie nei genitori è soprattutto il fatto che colpisce perlopiù i bambini e i giovani adulti. Anche altri soggetti vulnerabili, come gli anziani e le persone con problemi del sistema immunitario, sono più esposti al contagio. Tuttavia, va detto, nessuno di noi può dirsi al riparo dal rischio di prenderla.

Non esiste un vaccino unico
Non ci sono altri mezzi per prevenire la meningite, se non il vaccino. Anche se sarebbe meglio dire “i” vaccini e specificare che non per tutti i batteri che causano meningite ne esiste uno. Quindi, oltre al dato di fatto che nessun vaccino è efficace al 100% - c’è sempre una quota di persone vaccinate che non sviluppa una protezione - va messo in conto che, anche se ci sottoponiamo a tutte le vaccinazioni al momento disponibili contro la meningite, restiamo in qualche misura scoperti.

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