Il Fisco e i conti correnti

Pubblicato il 06 luglio 2026
Alessandro Sessa
Alessandro Sessa Direttore delle pubblicazioni

Ha generato preoccupazione la notizia che presto si potranno pagare le tasse con addebito diretto sul conto corrente. Si tratta in realtà di un’opportunità, a scelta del contribuente, che può essere comoda e in grado di metterci al riparo da errori. E di sanare diversità di trattamento fra i cittadini, come quella rappresentata dalla “discriminazione dell’Iban”.

Alessandro Sessa
Alessandro Sessa Direttore delle pubblicazioni
mano con penna per utilizzare tablet

No, nessuno ha intenzione di mettere le mani nei nostri conti correnti, nemmeno l’Agenzia delle entrate. È stata accompagnata da un certo allarmismo la notizia di un’importante novità in arrivo sulle modalità di pagamento delle tasse, ovvero tramite addebito diretto sul conto bancario: quella che a molti è parsa come un’invasione di campo da parte del Fisco, va in realtà vista come un’opzione, che si aggiungerà alle modalità già in essere per pagare tramite F24 e che, in ogni caso, presuppone una scelta (e quindi il consenso) del contribuente.

Si tratta di una soluzione molto simile a quanto già succede con il Bollo auto, che in alcune regioni può essere pagato con addebito in conto, soluzione che porta con sé alcuni benefici: uno sconto sull’importo dovuto, la certezza di non dimenticarsi della scadenza o di sbagliare i calcoli.

La novità, prevista nel decreto Semplificazioni del 2024, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. I dettagli operativi sono ancora da definire, ma la direzione è tracciata e rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’importante è che segni la fine della distinzione fra cittadini di serie A e di serie B, ovvero fra chi può usufruire di alcuni servizi e chi no. Come accade per esempio nei confronti di vive all’estero, con la cosiddetta “discriminazione dell’Iban” l’attuale sistema di pagamento con F24 esclude gli Iban non italiani (che quindi non possono essere utilizzati), in barba a un regolamento europeo che prevede che non si possa fare alcuna differenza tra conti correnti all’interno dell’area Sepa. Ci aspettiamo che le novità in arrivo siano utili a sanare anche questa diversità di trattamento. Per il resto, niente panico: siamo abituati da anni a pagare le bollette tramite addebito diretto sul conto, con tutti i vantaggi e le comodità del caso: perché temere di farlo anche con le tasse?