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Rottamazione quinquies: chi può aderire, come funziona e cosa cambia davvero per i contribuenti

Dal 20 gennaio è possibile presentare la domanda per aderire alla rottamazione quinquies, ovvero la quinta pace fiscale, che per mette di sistemare le pendenze con il fisco fino a fine 2023, senza pagare sanzioni e interessi. In questa guida spieghiamo chi può aderire, come presentare la domanda, quali cartelle rientrano e cosa succede dopo l’adesione, con indicazioni pratiche per evitare errori.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
22 gennaio 2026
modulo Agenzia Entrate

La cosiddetta rottamazione quinquies, il cui nome tecnico è definizione agevolata, è l’ennesima opportunità data agli italiani per estinguere i debiti da cartelle esattoriali del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Come dice il nome stesso, si tratta della quinta pace fiscale 2026, introdotta dal Governo Meloni, ma non riguarda tutti i debiti e non è automatica: per aderire servono requisiti precisi, una domanda formale e il rispetto delle scadenze di pagamento. Cerchiamo di capire come funziona e per valutare se conviene davvero e per non perdere i benefici.

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Cos’è la rottamazione quinquies e cosa prevede

La rottamazione quinquies, il cui nome tecnico è definizione agevolata, è uno strumento che permette di estinguere i debiti fiscali senza pagare sanzioni e interessi. Nella sua quinta versione rientrano i debiti derivanti da singoli carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Questo significa che parliamo di quelle imposte che non sono state pagate e il creditore, come ad esempio l’Agenzia delle entrate o l’Inps, ha affidato all’Agenzia delle entrate Riscossione per procedere al recupero. 

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Per quali debiti si può chiedere la rottamazione

Sono inclusi nella rottamazione i debiti che derivano dal mancato versamento di :

  •  imposte che risultano dalle dichiarazioni annuali dei redditi come 730, modello Redditi ma anche dichiarazioni IVA e dalle liquidazioni automatiche;
  •  contributi previdenziali dovuti all’INPS, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento;
  • multe per violazione del codice della strada emesse dalle prefetture, sono escluse le multe emesse dalla polizia locale del Comune.

Se rientrano nelle tipologie di debito appena viste, è possibile richiedere la rottamazione quinquies anche per:

  • i debiti per i quali si erano richieste le prime tre rottamazioni o il “saldo e stralcio” ma che non sono state regolarmente saldate;

i debiti della rottamazione quater o della riammissione alla rottamazione quater per i quali si sono persi i benefici perché non risultano saldate tutte le rate scadute entro il 30 settembre 2025.

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Quali importi vengono eliminati e quali restano da pagare

Il vantaggio principale della rottamazione quinquies è la possibilità di estinguere il debito senza dover versare le altre componenti della cartella esattoriale, che spesso con il tempo arrivano a cifre cospicue. Si pagano:

  • le somme dovute a titolo di capitale, cioè l’imposta non versata o versata in parte;
  • le somme maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento;
  • In caso di multe per violazioni del Codice della Strada, è dovuto l’importo della multa stessa, mentre vengono annullati gli interessi e l’aggio.

Grazie alla rottamazione quinquies non sono più dovuti:

  • gli interessi;
  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora;
  • le somme aggiuntive;
  • l’aggio.
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Rottamazione quinquies: esclusioni

Come previsto anche nelle passate edizioni della rottamazione non è possibile ricomprendere nella definizione le cartelle esattoriali relative a:

  • gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate;
  • Somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • Crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • Multe, ammende o sanzioni pecuniarie dovute a seguito di condanne penali;
  • Tributi locali e regionali che gli enti non hanno affidato all'Agenzia delle entrate Riscossione, che saranno gestiti dalle nuove definizioni locali (ad esempio la TARI o il bollo auto);

le violazioni del codice della strada che sono state rilevate dalla polizia municipale.

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Come capire se una cartella è rottamabile

Il modo più sicuro per conoscere la propria posizione è richiedere il Prospetto Informativo sul sito dell’Agenzia delle entrate Riscossione. Questo documento elenca analiticamente le cartelle "rottamabili" e l'importo scontato da pagare.

Per richiederlo sul sito ufficiale dell'Agenzia, si può accedere tramite area riservata (con SPID/CIE), in questo modo visualizzi immediatamente una schermata con la conferma che la richiesta è stata presa in carico e entro 12 ore riceverai una mail all’indirizzo che hai indicato, con il link per scaricare il Prospetto entro 5 giorni.

In alternativa si può accedere in area pubblica, compilando un form apposito e allegando un documento d’identità.  In questo modo:

  • riceverai una mail all’indirizzo che hai indicato, con il link da convalidare entro 72 ore;
  • dopo la convalida, riceverai una seconda mail cheindicala presa in carico della richiesta e i suoi riferimenti identificativi;
  • se la documentazione di riconoscimento allegata è corretta, ti arriva una terza mail con il link per scaricare il Prospetto informativo entro 5 giorni.

Attenzione: decorsi i termini per aprire il link inviati, sia con accesso ad area pubblica che privata si dovrà presentare una nuova richiesta.

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Come aderire alla rottamazione quinquies

A partire dal 20 gennaio 2026 ed  entro il 30 aprile 2026 bisogna presentare la domanda di adesione alla rottamazione.

Tramite la dichiarazione di adesione è possibile decidere di rottamare solo alcune cartelle. Se il contribuente ha già pagato parzialmente, i versamenti precedenti vengono considerati ai soli fini della determinazione dell'importo dovuto.

Infine, nella dichiarazione, bisogna indicare l'eventuale pendenza di giudizi relativi ai debiti da rottamare e rinunciarvi. I giudizi sono sospesi dal giudice e si considerano definitivamente estinti con il versamento della prima o unica rata, e questo comporta l’inefficacia delle sentenze e dei provvedimenti non passati in giudicato.

Come presentare la domanda di adesione

Così come avviene per ottenere il prospetto informativo, è possibile fare richiesta di adesione alla rottamazione quinquies online sia in area pubblica che in area privata.

Se presenti la domanda in Area privata, devi loggarti con Spid, Cie o Cns e compilare il form. All’interno devi selezionare le cartelle di pagamento e gli avvisi di addebito dell'INPS che intendi inserire nella domanda di adesione. Infatti, in questo modo il sistema ti propone solo le pendenze che possono rientrare nella rottamazione, sta a te decidere se selezionarle tutte o solo una parte.

Se presenti la domanda in Area pubblica, devi compilare il form allegando un documento d’identità. In questo caso, il sistema ti mostra tutti i carichi pendenti, dovrai selezionare tu quelli che possono rientrare nella definizione agevolata e che intendi rottamare.

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Cosa succede dopo l’adesione alla rottamazione

La domanda per l’adesione deve essere presentata tra il 20 gennaio e il 30 aprile, successivamente, l’Agenzia delle entrate Riscossione elabora le domande e comunica il totale complessivo dovuto e il piano rateale entro il 30 giugno 2026.

Cosa contiene la comunicazione dell’Agenzia entrate Riscossione

L’ Agenzia delle entrate Riscossione, entro il 30 giugno 2026, invia ai contribuenti che hanno presentato la domanda una comunicazione di accoglimento della domanda contenete:

  • l’ammontare complessivo delle somme dovute;
  • la scadenza dei pagamenti in base alla richiesta di rateazione presentata con la compilazione della domanda di adesione;
  • i moduli di pagamento precompilati;
  • le informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione bancaria dei pagamenti sul proprio conto corrente.
Per chi ha presentato la domanda in area riservata, tutte queste informazioni vengono comunicate all’interno della stessa.

L’agenzia, sempre entro il 30 giugno può comunicare l’eventuale diniego, indicando le motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta di rottamazione.

Da quando la cartella è considerata regolarizzata

La cartella si considera saldata al termine del pagamento delle rate scelte. Tuttavia, quando si presenta la domanda di adesione, l’Agenzia delle entrate Riscossione, per i debiti che rientrano nella rottamazione:

  • non avvia nuove procedure cautelari o esecutive come le così dette ganasce fiscali;
  • non proseguirà le procedure esecutive già avviate, tranne che non ci sia già stata la prima asta che abbia dato esito positivo;
  • mantiene in essere eventuali fermi amministrativi o ipoteche, già iscritte alla data di presentazione della domanda.

Inoltre, per i debiti per i quali hai richiesto la rottamazione non sei considerato inadempiente anche per il rilascio del DURC (documento unico di regolarità contributiva).

Infine, bisogna ricordare che vengono sospesi:

  • i termini di prescrizione e decadenza dei carichi inseriti nella domanda;
  • fino alla scadenza della prima o unica rata gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateizzazioni in essere alla data di presentazione della domanda.
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Piani di pagamento rate e scadenze

L’Agenzia delle entrate Riscossione comunica entro il 30 giugno, oltre al totale complessivo dovuto, anche  il piano rateale eventualmente richiesto in fase di presentazione della domanda..

Si paga a rate fino a 9 anni

Si possono scegliere da un minimo di una rata a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, in pratica il debito viene spalmato su 9 anni. Tuttavia, le rate devono avere un importo minimo di 100 euro.


Opzione di Pagamento

Numero massimo di rate

Termine/Prima rata

Interessi
   
   Unica Soluzione   
   
   1   
   
   31 luglio 2026   
   
   Nessuno   
   
   Rateale   
   
   54 rate bimestrali   
   
   31 luglio 2026 (prima rata)   
   
   3% annuo, calcolati dal 1° agosto 2026   

Le rate scadono:

  • Prima rata: 31 luglio 2026
  • Seconda rata: 30 settembre 2026
  • Terza rata: 30 novembre 2026
  • Dalla quarta alla cinquantunesima le scadenze sono annuali: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
  • Dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima: 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035.

Il pagamento delle somme dovute può essere fatto mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore o tramite moduli di pagamento precompilati, che l'agente della riscossione deve rendere disponibili sul proprio sito internet istituzionale. In alternativa è possibile pagare presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

Cosa succede se salto una rata

La definizione agevolata decade e ricominciano gli effetti delle cartelle rottamate se:

  • manca o è insufficiente il versamento dell'unica rata;
  • manca o è insufficiente il versamento di due rate, anche non consecutive;
  • manca o è insufficiente il versamento dell’ultima rata.

In questi casi i termini di prescrizione riprendono a decorrere, e i versamenti effettuati sono considerati a titolo di acconto sull'importo complessivamente dovuto in origine. Inoltre, le eventuali rateizzazioni precedenti sono revocate e non possono essere richieste nuove rateizzazioni.

Facciamo un esempio, se il contribuente versa la prima, la seconda e la quarta rata saltando la terza, al momento del versamento della quarta rata di fatto coprirà il debito della terza, senza che decada la rottamazione. Se invece la quarta rata fosse anche l’ultima, il suo versamento copre la terza e risulterebbe non versata l’ultima, causando la decadenza della rottamazione.

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Come posso pagare le rate della rottamazione?

Per pagare le rate l’Agenzia ha messo a disposizione diversi canali:

  • sito dell’Agenzia delle entrate;
  • App EquiClick;
  • domiciliazione sul conto corrente secondo le indicazioni che verranno riportate nella Comunicazione delle somme dovute
  • moduli di pagamento utilizzabili presso gli sportelli bancari anche in home banking, gli uffici postali, le ricevitorie e tabaccai, gli sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL o con Postamat;
  • presso gli portelli di Agenzia delle entrate Riscossione prenotando un appuntamento. 
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La Definizione agevolata di Regioni ed Enti Locali

Alla rottamazione quinquies, si aggiunge la facoltà per le Regioni e gli Enti locali di gestire autonomamente forme di definizione agevolata per i tributi di loro competenza, rimangono però escluse sia le addizionali regionali che le addizionali comunali.

Le Regioni e gli Enti locali possono introdurre proprie tipologie rottamazione che:

  • riguardano i tributi disciplinati e gestiti direttamente dalle Regioni e dagli Enti locali;
  • prevedano l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni;
riguardino i casi in cui siano in corso procedure di accertamento o controversie attribuite alla giurisdizione tributaria. Torna all'inizio

Differenze con la Rottamazione Quater

La Rottamazione quater permetteva di regolarizzare le cartelle esattoriali che erano state affidate all’Agenzia delle entrate Riscossione fino al 30 giugno 2022, con la quinquies si arriva a fine 2023 contando sullo stesso periodo complessivo di rateizzazione ma prevedendo il pagamento bimestrale contro il trimestrale.


Rottamazione Quater

Rottamazione Quinquies
   
   Periodo coperto   
   
   1° gennaio2000 al 30 giugno 2022   
   
   1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023   
   
   Numero massimo di rate   
   
   18 rate trimestrali   
   
   54 rate bimestrali   
   
   Tasso Interesse   
   
   2% annuo   
   
   4% annuo   

I contribuenti che in passato sono decaduti dalle precedenti definizioni agevolate come la Rottamazione ter o quater possono aderire alla rottamazione quinquies per quegli stessi debiti se possiedono tutte le caratteristiche per farlo.

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Il parere dell'esperto
Tatiana Oneta - Fiscalista
Non è un segreto che le rottamazioni abbiano perso d’appeal e proprio per questo vengono rinnovate per spronare i debitori a versare quanto dovuto e non versato negli ultimi 25 anni. Se da un lato rappresentano un buon modo per i debitori involontari di ritornare in carreggiata, dall’altro rappresentano un grosso disincentivo al pagamento puntuale delle incombenze fiscali che, lo ricordiamo, è uno dei cardini su cui si basa la nostra Costituzione.