Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare

Un Iban valido nell’area Sepa dovrebbe essere accettato ovunque, ma ancora oggi non è così. Con questa petizione chiediamo che le regole europee vengano rispettate davvero, per tutelare cittadini, lavoratori e imprese.

Aprire un conto in un altro Paese europeo, lavorare all’estero, ricevere uno stipendio o pagare una bolletta dovrebbe essere semplice. E invece, per migliaia di cittadini e imprese, non lo è. Succede quando un pagamento viene rifiutato solo perché l’Iban non è “nazionale”, anche se è perfettamente valido nell’area Sepa.

È quella che si chiama discriminazione dell’Iban: una pratica illegale, vietata dalle norme europee da oltre dieci anni, ma che continua a verificarsi ogni giorno. Aziende, enti o piattaforme che rifiutano Iban esteri, che impongono un Iban italiano come unica opzione o che bloccano domiciliazioni e rimborsi per motivi puramente geografici. Tutto questo non dovrebbe accadere.

Un diritto europeo che esiste, ma non viene sempre rispettato

L’Unione europea ha creato l’area Sepa per garantire che i pagamenti funzionino allo stesso modo in tutti i Paesi aderenti. Un Iban francese, tedesco o svedese deve avere lo stesso valore di uno italiano, sia per ricevere un bonifico sia per domiciliare bollette, stipendi o pensioni. È un diritto, non una concessione.

Quando questo diritto viene ignorato, le conseguenze sono concrete. Si ostacola la mobilità dei cittadini, si penalizzano imprese e professionisti che operano oltre confine, si riduce la concorrenza e si rafforzano barriere artificiali nel mercato unico dei pagamenti.

Con questa petizione vogliamo fare un passo in più. Vogliamo sostenere un’azione coordinata contro la discriminazione dell’Iban, rafforzare il peso delle segnalazioni presso le Autorità competenti e chiedere che le regole europee vengano finalmente rispettate.

Puoi aderire anche se non hai mai avuto un problema diretto. Firmare significa sostenere un principio fondamentale: un’Europa in cui le regole valgono davvero per tutti. E se invece hai già subito un rifiuto o un blocco legato al tuo Iban, puoi raccontarci cosa è successo: la tua segnalazione contribuirà a dare forza all’azione di Altroconsumo.

Più siamo, più è difficile ignorare questo problema. Difendere un diritto europeo oggi significa renderlo reale per tutti, domani.

Domande frequenti

Che cos’è l’IBAN?

L’Iban (international bank account number) è un codice alfanumerico che identifica in maniera univoca un conto corrente o un conto di pagamento all’interno dell’area Sepa, un’area molto estesa che include 41 Paesi (27 paesi della Unione europea più altri 14 paesi); un’area molto importante perché tutti i pagamenti in questa zona sono da trattare come pagamenti all’interno di uno Stato, come pagamenti nazionali. L’Iban è un codice composto da un massimo di 34 caratteri; ogni Paese ha le sue regole. Le prime due lettere dell’Iban identificano il Paese dell’Iban (in cui è stato aperto il conto di pagamento o è stata emessa una carta). Qui vi diamo alcune informazioni aggiuntive.

PAESI LUNGHEZZA(N. CARATTERI) INIZIALI
Andorra 24 AD
Austria 20 AT
Belgio 16 BE
Bulgaria 22 BG
Cipro 28 CY
Città del Vaticano 22 VA
Croazia 21 HR
Danimarca 18 DK
Estonia 20 EE
Finendia 18 FI
Francia 27 FR
Germania 22 DE
Grec a 27 GR
Irlanda 22 IE
Islanda 26 IS
Italia 27 IT
Lettonia 21
Liechtenstein 21 LI
Lituana 20 LT
Lussemburgo 20 LU
Ma cedonia del Nord 19 MK
Mata 31 MT
Modavia 24 MD
Montenegro 22 ME
Norvegia 15 NO
Paesi Bassi 18 NL
Polonia 28 PL
Portogalo 25 PT
Principatodi Monaco 27 MC
Regno Unito 22 GB
Repubblica Ceca 2.4 cz
Romania 24 RO
San Marino 27 SM
SCvacchia 24 SK
SCvenia 19 s
Spagna 24 ES
Svezia 24 SE
Svizzera 21 CH
Unghe ria 28 HU

Quali sono i Paesi dell’area Sepa?

Ecco i 41 paesi appartenenti alla SEPA (Single Euro Payments Area)

41 paesi appartenenti alla SEPA (Single Euro Payments Area)

  • Zona euro  Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Dal 2026 c’è anche la Bulgaria.
  • Altri membri dell'Unione Europea (che non usano euro): Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria.
  • Altri stati non membri EU (alcuni usano l’euro): Città del Vaticano, Andorra, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Principato di Monaco, Svizzera, San Marino, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Moldova e Serbia.
  • Regno Unito (rimasto nella SEPA dopo la Brexit) 

Quali sono le principali norme che regolamentano l’area Sepa? L’Unione europea negli ultimi 17 anni ha lavorato per creare un mercato unico dei pagamenti nell’area Sepa. Ciò significa che sono state introdotte diverse norme per rendere i pagamenti nell’area Sepa uguali a quelli nazionali; questo per creare un mercato unico molto grande e quindi più concorrenziale in cui i cittadini possono godere dei benefici di pagamenti rapidi e efficienti anche fuori dal loro Stato e in cui che dovrebbero avere anche la possibilità di scegliere tra conti e carte di diversi Paesi per far giocare il più possibile la concorrenza. Dove c’è concorrenza, possibilità di scegliere e di cambiare, le condizioni economiche e contrattuali sono sempre migliori. Tra le norme che sono state introdotte per costruire il mercato dei pagamenti Sepa c’è il Regolamento UE numero 260 del 2012 che ha introdotto l’area Sepa e il divieto della discriminazione dell’Iban. Infatti, l'Articolo 9 del Regolamento obbliga aziende e fornitori a trattare gli IBAN di altri paesi SEPA esattamente come quelli nazionali, per bonifici e addebiti diretti, pena sanzioni salate. Questo concetto è stato ulteriormente confermato col Regolamento numero 886 del 2024 quello che ha regolamentato i bonifici istantanei. Cosa significa questo? Che un cittadino italiano può indicare un Iban di un altro paese dell’area Sepa per ricevere un bonifico oppure per domiciliare i suoi pagamenti come bollette, stipendi, pensioni, altri pagamenti da enti o aziende. Tutti noi se lo vogliamo dobbiamo poter domiciliare le bollette della luce e del gas su un Iban Francese o lussemburghese o svedese.

Quali sono i principali problemi di discriminazione dell’Iban? Purtroppo, esistono ancora nel mercato europeo degli ostacoli ad un vero mercato unico dei pagamenti; ci sono operatori ed enti pubblici che non accettano gli Iban stranieri dell’area Sepa per la domiciliazione dei pagamenti o per fare bonifici obbligando i cittadini ad avere per forza un Iban italiano; stessi problemi esistono in altri paesi europei.  Un comportamento scorretto a cui si può e deve opporre segnalandolo a Antitrust, Banca d’Italia ed alla Commissione europea.