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Bere frutta

16 luglio 2010
bere frutta

16 luglio 2010

Dissetarsi. Ma come? Se l'acqua è il top per una corretta idratazione, d'estate si bevono anche fiumi di succhi e bevande alla frutta. Impariamo a conoscere pregi e difetti di questi prodotti. Perché non tutti sono uguali.

Accorgersi delle differenze
Si fa presto a dire succo. Nel linguaggio comune si tende a far passare come "succo di frutta" qualsiasi tipo di bibita alla frutta, ma non tutti sono uguali.

Esistono, infatti, molti tipi di bevande alla frutta che hanno caratteristiche diverse dovute alla loro composizione, cioè in base agli ingredienti e alla quantità di frutta contenuta.

Le bevande al gusto di frutta sono quelle che hanno il "sapore" di frutta, che può essere ottenuto anche artificialmente. Di frutta, quindi, ce n'è ben poca (sotto il 12%). Sulle confezioni, in questo caso, non deve esserci alcun richiamo alla frutta, né con scritte, né con immagini.

Le bevande a base di frutta hanno un contenuto di frutta variabile, ma devono contenerne almeno il 12%.

I nettari, chiamati a volte anche succo e polpa, hanno una concentrazione di frutta tra il 25% e il 50% (la concentrazione minima è definita dalla legge in base al tipo di frutta). È prevista l'aggiunta di acqua, zucchero (o edulcoranti), acido citrico come acidificante (succo di limone) e acido ascorbico come antiossidante (vitamina C).

I succhi di frutta sono costituiti da succhi al 100%, ottenuti dalla spremitura del frutto (per esempio, le spremute "fresche") o da succo concentrato, al quale sono aggiunti acqua e gli aromi estratti al momento della lavorazione

I frullati, o smoothies, sono costituiti al 100% da frutta, senza nessuna aggiunta. In genere sono un mix di puree di frutta e hanno una consistenza più densa e cremosa rispetto ai succhi. In questi prodotti, generalmente, non sono usati zuccheri aggiunti, aromi, conservanti e coloranti.

Il trucco per scegliere
In generale, il miglior prodotto è quello più naturale, quello che si avvicina di più alle caratteristiche del frutto di origine. Una buona regola è quella di leggere la lista degli ingredienti: meno ce ne sono, meglio è.

Tuttavia, anche se consumiamo e scegliamo prodotti naturali come i succhi al 100%, le spremute o i frullati, è un errore considerare questi prodotti al pari della frutta fresca e consumarli al suo posto. I processi industriali di conservazione e filtraggio impoveriscono comunque le caratteristiche nutrizionali della frutta d'origine, soprattutto nel contenuto di vitamine e fibre, elementi essenziali per la nostra salute


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