News

Stoviglie monouso a contatto con gli alimenti: tutto quello che c'è da sapere

Un recente fatto di cronaca in Piemonte ha riportato nuovamente l'attenzione sulla sicurezza alimentare nelle mense scolastiche. Un piatto usa e getta contenente un pasto caldo si è sciolto, rivelandosi non idoneo al contatto con gli alimenti. Ma come devono essere fatte le stoviglie monouso per contenere il cibo in sicurezza? Ecco tutto quello che c'è da sapere in vista del 2021, quando entrerà in vigore il divieto di alcuni prodotti monouso.

15 gennaio 2019
plastica monouso

Nelle ultime ore ha fatto discutere la notizia di una mamma che, a fronte di un episodio avvenuto nella mensa dove la figlia aveva consumato il pasto, ha sporto denuncia ai carabinieri. Stando a quanto ricostruito dall'inchiesta, il piatto contenente un alimento caldo si sarebbe letteralmente sciolto assieme al cibo, facendo emergere la sostanziale inadeguatezza delle stoviglie al contatto con gli alimenti. Ma come è stato possibile?

Come devono essere le stoviglie secondo la legge

Per essere ritenute idonee al contatto diretto con gli alimenti, le stoviglie monouso devono riportare il simbolo forchetta e bicchiere. Se non si trovano direttamente sul piatto o sulla forchetta, è possibile anche trovare i simboli sulle confezioni che li contengono o sui documenti che li accompagnano. Secondo le verifiche effettuate dalle autorità, quelle utilizzate nella mensa di Casale Monferrato e oggetto di denuncia erano sprovviste di queste indicazioni. La legge stabilisce inoltre che per provare l'idoneità al contatto con il cibo, le stoviglie vengano testate in diverse situazioni e in funzione delle condizioni d'uso che il produttore intende indicare in etichetta. 

Non rispettate le modalità di utilizzo?

L'ipotesi più plausibile è che nella mensa di Casale Monferrato non siano state rispettate le modalità di utilizzo suggerite dal produttore. In pratica, le stoviglie utilizzate erano state dichiarate idonee al contatto fino a una determinata temperatura (ad esempio, 70° C) ma, con tutta probabilità, l'alimento contenuto era a una temperatura maggiore e, perciò, questo ha comportato lo scioglimento del piatto. Oltre alla mancata indicazione dei simboli sulle stoviglie verificata dalle autorità, l'azienda di ristorazione ha commesso un illecito. Utilizzando stoviglie non idonee, infatti, ha violato il Regolamento 1935/2006 che fornisce indicazioni sui materiali a contatto con gli alimenti e che prevede che i materiali non debbano trasferire al cibo componenti in quantità tali da comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche. Cosa che, nell'episodio della mensa di Casale Monferrato, è avvenuto.

Come capire se le stoviglie sono idonee? 

Capire se le stoviglie che utilizzano i bambini a scuola sono idonee non è semplice anche perché, come specificato sopra, il simbolo potrebbe essere riportato solo sulle confezioni o sulla documentazione. Che fare allora? Durante le visite ispettive, i genitori che fanno parte della Commissione mensa possono verificare in prima persona se i piatti utilizzati dai bambini sono idonei al contatto con gli alimenti e, soprattutto, in quali condizioni, cioè a quali temperature.

Addio alla plastica monouso dal 2021

A fine 2018 il Parlamento europeo ha dato una stretta all'utilizzo delle stoviglie di plastica monouso, approvando il divieto di alcuni prodotti a partire dal 2021. Queste le direttive:

  • vietati a livello UE piatti e posate monouso, cannucce e bastoni cotonati;
  • obiettivi nazionali di riduzione e riciclo per i prodotti in plastica non vietati;
  • misure specifiche su filtri di sigaretta e attrezzi da pesca smarriti o abbandonati.

Prodotti di plastica monouso che rientrano nel divieto

La nuova normativa, se approvata in via definitiva, a partire dal 2021 vieterà la vendita all’interno dell’UE di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. I deputati hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche proposto dalla Commissione i sacchetti in plastica leggera, gli articoli di plastica oxo-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso. 

L'Europa va contro gli oggetti in plastica usa e getta

Gli Stati membri dovranno ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative del 25% entro il 2025. Tra questi articoli ci sono anche le scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati. Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025. Gli Stati membri della UE dovrebbero elaborare inoltre dei piani nazionali al fine di incoraggiare l'uso di prodotti adatti ad uso multiplo, nonché il riutilizzo e il riciclo. Dal 4 ottobre, in Italia, il Ministero dell’Ambiente è “Plastic free”, per dare alle nostre istituzioni e alle aziende lo stimolo e il buon esempio per cambiare prospettiva sull’uso della plastica leggera e usa-e-getta.

Rifiuti da tabacco e attrezzi da pesca smarriti

I deputati hanno convenuto che le misure di riduzione dovrebbero riguardare anche i rifiuti da tabacco, in particolare i filtri per sigarette che contengono plastica. La mole di tali rifiuti dovrebbe essere ridotta del 50% entro il 2025 e dell'80% entro il 2030. Un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d'acqua e, se gettato in strada, può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica smarriti o abbandonati venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio almeno del 15% entro il 2025. Gli attrezzi da pesca rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee. Gli Stati membri dovrebbero garantire che i produttori di tabacco si facciano carico dei costi di raccolta dei rifiuti per tali prodotti, compresi il trasporto, il trattamento e la raccolta dei rifiuti. Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di riciclaggio.

Inquinamento dei mari a causa della plastica

Secondo la Commissione europea, oltre l'80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti soggetti a queste misure costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell'UE e del mondo. I residui di plastica si trovano in diverse specie animali come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche in molluschi, pesci e crostacei, quindi anche nella catena alimentare dell’uomo.