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Stop alla plastica monouso: dal 3 luglio in vigore la direttiva Ue

Dal 3 luglio entra in vigore la direttiva SUP (Single use plastic), il provvedimento voluto dall'Unione europea che mira a ridurre il consumo di plastica monouso e a limitare la sua dispersione nell'ambiente e negli oceani. Stop a bastoncini cotonati, cannucce, bicchieri, palloncini e vaschette per il cibo: questi oggetti non potranno essere messi in commercio se prodotti con plastica tradizionale. Ecco cosa cambia. 

02 luglio 2021
plastica monouso

Dopo la sua approvazione definitiva nel marzo 2019, il 3 luglio entra in vigore la direttiva europea SUP (Single use plastic) che mira a ridurre il consumo di oggetti di plastica monouso, troppo spesso dispersi nell'ambiente e negli oceani. Il provvedimento arriva anche a fronte della situazione sempre più preoccupante: si stima che oltre 150 milioni di tonnellate di plastiche sono già accumulate negli oceani e che i flussi di plastica nell'ambiente potrebbero triplicare da qui al 2040, se non si inverte la rotta del sovra consumo. Le attività sulla terra sono responsabili dell'80% della plastica che finisce nei mari, una parte più piccola è invece direttamente attribuibile alle attività marine, come la pesca e i trasporti marittimi. 

La messa al bando di 10 prodotti monouso

L'obiettivo di riduzione della plastica monuso e della sua dispersione nell'ambiente passa anche dal divieto, riduzione o dalla regolamentazione dei consumi di 10 oggetti di plastica monouso che più frequentemente si rinvengono sulle spiagge dell'Unione europea:

  1. Bastoncini cotonati
  2. Posate, piatti, cannucce e agitatori per bevande
  3. Palloncini e aste per palloncini
  4. Vaschette per il cibo
  5. Bicchieri
  6. Bottiglie
  7. Filtri di sigarette
  8. Buste di plastica
  9. Bustine di snack
  10. Salviette umidificate e articoli per l'igiene femminile.

Cosa cambia con la direttiva SUP

Per le prime cinque categorie di prodotti della lista entra in vigore una vera e propria messa al bando: questi prodotti non potranno più essere immessi sul mercato se sono di plastica tradizionale. Nel recepimento della direttiva, l'italia ha incluso tra le stoviglie anche i bicchieri di plastica. Ma i sostituti della plastica sono una valida alternativa? Nella nostra ultima inchiesta siamo andati a capire quanto i prodotti monouso ecologici siano sicuri. Tra i contenitori messi al bando dalla normativa SUP troviamo anche i contenitori di plastica utilizzati per l'asporto o il consumo di cibo, ma anche gli imballaggi in cartone poliaccoppiato e quelli in carta, con qualche strato di plastica. Per adeguardi alla normativa, praticamente tutti i contenitori monouso per cibo bevante fatti del tutto o in parte di plastica, dovranno essere sostituiti con alternative riutilizzabili o con soluzioni di materiale non plastico

Bottiglie di plastica: dal 2024 solo con tappo vincolato

Cambio di rotta anche per le bottiglie in plastica. A partire dal 2024, le bottiglie fino a 3 litri di volume potranno essere commercializzate esclusivamente se il loro tappo di plastica rimane attaccato alla bottiglia dopo l'apertura. Le bottiglie per bevande in PET, inoltre, dovranno contenere almeno il 25% di PET riciclato entro il 2025 e almeno il 30% a partire dal 2030. 

Salviette e assorbenti avranno un'apposita marcatura

Un'altra importante modifica riguarda i prodotti per l'igiene personale e della casa. Per esempio le salviette umidificate per l'igiene personale o domestica a base di fibre di plastica (poliestere e poliidrossialcanoati - PHA) devono riportare una precisa etichettatura che ne evidenzi il contenuto di plastica e le conseguenze della dispersione di questi prodotti nell'ambiente. Anche assorbenti, tamponi igienici e applicatori per tamponi devono riportare l'apposita marcatura. Per i prodotti come le salviette umidificate, interamente costruite con polimeri naturali non modificati chimicamente (come la viscosa e il lyocell), non si applicano le regole della direttiva: non esiste quindi alcun obbligo di indicazione sulle confezioni. Rientrano tra gli oggetti per cui è obbligatorio riportare l'apposita marcatura anche i prodotti del tabacco con filtri e le tazze per le bevande, se contengono parti o strati di plastica.

Esclusi mascherine e guanti monouso, ma usiamo il buon senso

Non sono coperti dalla direttiva, antecedente allo scoppio della pandemia, le mascherine e i guanti monouso. Nonostante il boom dei consumi e la massiccia dispersione nell'ambiente, per questi prodotti non esistono regole. Per il loro corretto smaltimento a fine vita, rimane il buon senso e la sensibilizzazione dei cittadini.

Il ruolo fondamentale dei consumatori

La partecipazione attiva dei consumatori continua a essere un nodo cruciale per la completa attuazione della direttiva SUP e la riduzione della dispersione della plastica nell'ambiente. Anche le istituzioni devono però continuare a fare la loro parte, mettendo in atto strategie che tutelino la salute dei consumatori. Laddove i prodotti monouso rimangono necessari e instostituibili, è urgente che questi siano anche resi sicuri per i cittadini e per la protezione dell'ambiente. Insomma, la direttiva SUP non porterà mai ai risultati attesi se i consumatori non vengono adeguatamente informati sulla presenza di plastica nei prodotti e sulle corrette modalità di smaltimento. In quest'ottica un'ottimizzazione dell'etichettatura ambientale dei prodotti (in Italia già avviata e obbligatorio dal 2022) e ogni possibile iniziativa per facilitare il corretto smaltimento dei prodotti monouso è fondamentale per contribuire all'effettiva riduzione dei rifiuti di plastica.