Aumenti petrolio e gas per la guerra in Medio Oriente, servono misure anti-inflazione: agire sull'Iva
La crisi causa gravi ripercussioni dirette, ma anche indirette, sui costi di carburante e in bolletta. Quali le possibili conseguenze e quali azioni è necessario mettere in campo per tenere a bada i prezzi? Le nostre richieste alle istituzioni.
La crisi in Medio Oriente sta facendo aumentare i prezzi di petrolio e gas, con possibili effetti sul caro energia e sull’inflazione. Cosa sta succedendo ai prezzi? Cosa fare per tenerli a bada? Servono misure coraggiose, ad esempio agendo sull’Iva di carburanti e gas: le richieste di Altroconsumo alle istituzioni a cui si può aderire.
Torna all'inizioGli aumenti di petrolio e gas: possibili conseguenze
L’aumento del prezzo del greggio, che più volte nelle scorse ore ha già superato i 100 dollari al barile, avrà effetti pesanti sul rifornimento di benzina e diesel, come abbiamo già osservato negli scorsi giorni (con punte del + 6% circa nelle quattro città della nostra analisi).
Anche il prezzo del gas è cresciuto del 75% in solo un mese e crescerà ancora a causa del blocco delle principali vie di importazione dovuto al conflitto.
Energia più cara e rischio inflazione
Se la crisi in Medio Oriente dovesse proseguire, il prezzo del petrolio e del gas potrebbe continuare ad aumentare, con effetti non solo sui carburanti, ma anche su bollette e inflazione.
Gli aumenti infatti si ripercuoteranno sui prezzi dei beni soprattutto alimentari, da una parte per il prezzo in aumento dell’energia necessaria alla produzione e, dall’altra, per il fatto che la maggior parte del trasporto merci in Italia è su strada e necessita quindi di carburante.
Il potere di acquisto degli italiani è ancora in sofferenza dalla crisi del 2022 e adesso rischia di essere nuovamente toccato dall’aumento dei prezzi e da un’inflazione galoppante che oltretutto - per essere frenata - potrebbe portare la Banca centrale europea (Bce) a un aumento dei tassi di interesse; di conseguenza, potrebbero quindi diventare più costosi anche i nuovi mutui, i prestiti e i finanziamenti a tasso variabile.
Torna all'inizioCaro benzina e diesel: togliere l’Iva sui carburanti
Per evitare spirali inflazionistiche, servono misure forti. Qualsiasi strumento è importante per contrastarla, a iniziare dalle misure sul prezzo del carburante che è composto dalla somma di prezzo industriale + accise + Iva al 22%.
Si parla di interventi governativi sulle accise con il meccanismo delle accise mobili, che però rischia di non produrre effetti immediati. Soprattutto in questa fase, la risposta deve essere rapida e forte e per questo Altroconsumo chiede un intervento sull’Iva, che è una componente importante del prezzo del carburante e peraltro colpisce le accise stesse. La nostra richiesta alle istituzioni è già stata sostenuta da oltre 226mila cittadini.
CARO-BENZINA: FIRMA LA PETIZIONE
Torna all'inizioBollette: le misure per ridurre il caro energia
Il prezzo dell’energia e quindi il carico sulle bollette può essere ridotto prevedendo misure di sostegno per i cittadini più in difficoltà e lavorando sulle accise e sull’Iva applicate in bolletta. In situazioni di crisi come quella attuale, inoltre, servono misure coraggiose per aumentare il più possibile la platea dei beneficiari di bonus e assistenza.
Chiediamo al governo misure coraggiose, sostenuti dalle migliaia di firme già raccolte con la nostra petizione: abbassare in modo permanente l'Iva sul gas, via per sempre dalla bolletta tutti i costi aggiuntivi, nuove regole per il bonus sociale e più vigilanza sugli aumenti.
STOP AL CARO-BOLLETTA: FIRMA LA PETIZIONE
Oltretutto - in una fase di aumento dei prezzi - ridurre l’Iva significa rinunciare solo ai maggiori incassi fiscali generati dai rincari. Quando i prezzi dell’energia aumentano, infatti, aumenta automaticamente anche l’Iva incassata dallo Stato (perché l’Iva è una percentuale del prezzo). Se lo Stato riduce o azzera l’Iva, non perde entrate “normali”, ma rinuncia solo a quei maggiori introiti generati dall’aumento dei prezzi: ridurre l'Iva in una fase di aumento dei prezzi è dunque uno strumento utile, da usare per evitare che i prezzi salgano troppo.
Crisi energetica: servono interventi europei
La crisi iraniana dimostra ancora una volta come i conflitti internazionali possono avere gravi effetti sia diretti che indiretti sulla vita quotidiana dei cittadini, con il costo dell’energia tra i primi a risentirne: sono necessarie politiche energetiche italiane ed europee più autonome e sostenibili nel lungo periodo.
Proprio oggi, infatti, è stato convocato d’urgenza un G7 dei ministri dell’Energia al quale parteciperà il ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Ricorrere a interventi forti anche a livello europeo, alla luce della crisi, è inevitabile, perché le riserve di gas che ancora abbiamo possono giocare un ruolo importante, di salvaguardia, per il nostro fabbisogno, vista la chiusura dello Stretto di Hormuz e il blocco del transito delle navi che trasportano Gnl (Gas naturale liquefatto).
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