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Stabilimenti balneari, prezzi ancora in aumento: rincari fino al 16%

La nostra inchiesta sui costi degli stabilimenti balneari: nell'estate 2026 prezzi in aumento in media del 6% e del 24% negli ultimi cinque anni. Rincari fino al 16% nelle località più costose. Alassio è la località più cara dell’indagine, Lignano è la più economica. Servono nuove regole a tutela dei cittadini, vittime del monopolio dei balneari. Firma la petizione per prezzi adeguati e più spiagge libere.

articolo di:
28 maggio 2026
Immagin euro spiagge

Rincari e ancora rincari: anche quest’anno godersi il sole e il mare in uno stabilimento balneare presenta un conto salato con aumenti fino al 16% nelle località con i maggiori aumenti. Lo rivela la nostra ultima inchiesta sulle spiagge che ancora una volta ha mappato i costi dei lidi da nord a sud per scoprire dove andare al mare senza svuotare il portafogli. Scegliendo il posto giusto puoi risparmiare quasi 200 € su lettini e ombrellone.

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Dove il mare costa di più

Per conoscere i prezzi dei  lidi, abbiamo contattato telefonicamente e in modo anonimo, come farebbe un qualunque cliente, diversi stabilimenti balneari e abbiamo chiesto informazioni sulle tariffe praticate per la prima settimana di agosto, vale a dire dal 2 al 8 agosto. Abbiamo chiesto i prezzi per le prime quattro file di ombrelloni. Sono 10 le località considerate: Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio.

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Tariffe degli stabilimenti: aumento medio del 6% nel 2026

Abbiamo raccolto in totale le tariffe di 222 stabilimenti balneari. Il risultato? I costi sono aumentati del 24% negli ultimi 5 anni e rispetto al 2025 la crescita è stata del 6%, ma in alcune località, come Taormina e Giardini Naxos, quest’anno l’aumento arriva a un +16%, il dato più alto rilevato. Elevati gli aumenti anche ad Alghero (14%) e Gallipoli (10%). 
Alassio è in assoluto la città dove il mare costa di più (368 euro per la prima fila di ombrelloni), mentre Lignano è la più economica con un prezzo settimanale di 164 euro. In altri casi i rincari sono tra il 2 e il 7%.
Negli ultimi cinque anni, i costi di lettini e ombrellone sono aumentati del 24% in media:
 
Andamento delle tariffe negli ultimi 5 anni
Tariffa media delle prime quattro file nelle località dell'inchiesta
2021 2022 2023 2024 2025 2026 Aumento % in cinque anni
182 € 189 € 197 € 203 € 212 € 225 € 24%
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Il costo del lido nelle prime quattro file

Nella prima settimana di agosto, il costo medio è di 238 euro in prima fila. Si scende a 229 euro in seconda, 219 euro in terza e 210 euro dalla quarta fila in poi. Considerando la media delle prime quattro file, come abbiamo visto Alassio è la località più costosa: per una settimana con ombrellone e 2 lettini si spendono in media 340 euro. Seguono Gallipoli (324 €), Alghero (274 €). Prezzi più contenuti a Lignano, Rimini e Senigallia, dove il costo medio per una settimana resta sotto i 160 euro.

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Costo medio per un ombrellone e due lettini e rincari rispetto all'anno scorso

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Il diritto alle spiagge libere

In questo scenario di aumento dei costi si potrebbe quindi puntare alle spiagge libere, che però sono sempre meno. Il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha rivoluzionato il modello turistico della sua cittadina aumentando la quota di spiagge libere garantita ai turisti, di fatto applicando la legge: «La spiaggia libera – spiega il sindaco - non deve essere una zona marginale, ma deve essere una zona centrale di pari dignità rispetto agli stabilimenti balneari. Per poter essere dignitosa deve offrire servizi minimi gratuiti, che sono in sostanza la pulizia, il servizio di salvataggio, la doccia fredda e i bagni. Noi li offriamo senza costo per la collettività perché nelle spiagge libere abbiamo previsto la presenza di chioschi in concessione che genereranno una loro economia e saranno in grado di coprire i costi di questi servizi».

Un’iniziativa che per ora non ha avuto seguito tra gli altri sindaci, dove gli stabilimenti balneari hanno la meglio.

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Spiaggia libera o stabilimento? Le opinioni degli italiani

Abbiamo chiesto a un campione di intervistati come si pongono rispetto alla questione spiaggia libera o stabilimento a pagamento. Il 37% degli italiani predilige la spiaggia attrezzata (stabilimento o libera a pagamento), mentre il 35% sceglie di preferenza quella libera con o senza servizi. Più di un quarto dei rispondenti è disponibile verso entrambe le opzioni. L’equipaggiamento è il motivo principale (l’80% lo segnala) per il quale si sceglie di frequentare lo stabilimento balneare. Chi frequenta la spiaggia libera lo fa soprattutto perché è gratuita (79%), ma anche per la libertà di scegliere dove andare di giorno in giorno (63%)

Altro aspetto indagato è il tema divisivo delle concessioni balneari. Tra chi conosce il tema, il 63% pensa che la riforma dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi per i clienti, mentre uno su due sottolinea la necessità di cambiare periodicamente la gestione del lido.

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Il monopolio dei balneari è un danno per i cittadini: firma la petizione

Così i lidi vengono concessi a costi stracciati, mentre noi cittadini paghiamo gli stabilimenti a peso d’oro. Finché sarà data la possibilità di utilizzare il demanio pubblico in questo modo a guadagnarci saranno solo i gestori degli stabilimenti balneari privati. Altroconsumo chiede una riforma del sistema spiagge, che preveda una maggiore percentuale di spiagge libere, un numero minore di concessioni da rilasciare con bandi trasparenti e periodici. Unisciti a noi, con la nostra petizione chiediamo che sia garantito il diritto dei consumatori di pagare le spiagge il giusto.

FIRMA LA PETIZIONE SPIAGGE

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