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Asciugatrice: come sceglierla

29 aprile 2016
asciugatrice

29 aprile 2016

Quando acquisti un'asciugatrice, devi valutare diversi aspetti: la capacità di carico, lo spiegazzamento, i consumi dell'elettrodomestico e il costo di utilizzo. Prima di acquistarla però, devi sapere che l'utilizzo di questo elettrodomestico è piuttosto dispendioso. Ecco perchè.

Hai pensato di acquistare un'asciugatrice? Prima di sceglierla, devi sapere che l'utilizzo di questo elettrodomestico è piuttosto dispendioso. Nonostante il clima mediterraneo del nostro paese, nel 2015 questo prodotto ha registrato un forte incremento di vendite in Italia: più 20% rispetto all'anno precedente, registrando circa 300 mila unità vendute. Domina il tipo a pompa di calore, che costituisce circa il 92% dei prodotti venduti, mentre è ormai obsoleto quello a resistenza elettrica: meglio, perché è più energivoro. Osservando invece la Classe energetica dei prodotti venduti nel 2015, circa 85% era costituito da modelli in classe energetica A+ (40%) e A++ (45%). In ogni caso, per chi intende risparmiare energia, questo genere di acquisto è da bandire, perché incide molto sui consumi. In più richiede un investimento iniziale difficile da recuperare: dai 320 euro per un modello in classe B agli 860 euro per un modello in classe A+++. Anche se il nostro Miglior Acquisto costa 450 euro meno del modello più caro (che è anche il migliore).

Le asciugatrici però possono essere molto utili nel periodo autunnale/invernale e soprattutto per chi vive in luoghi umidi. Ti aiutiamo a scegliere la migliore, tra circa 50 modelli di asciugatrici.


ASCIUGATRICI: CONFRONTA E SCEGLI


Prima però facciamo chiarezza sulle differenze dei diversi modelli disponbili in commercio e su come funzionano.

Come funzionano

Le asciugatrici si distinguono per la tecnologia utilizzata per produrre il calore necessario ad asciugare i tessuti, ovvero il sistema a resistenza elettrica (chiamato impropriamente a condensazione) ed il sistema a pompa di calore . La differenza tra le due tecnologie è tantissima sia da un punto di vista tecnico sia dal punto di vista energetico. Anche il costo d’acquisto è diverso: un’asciugatrice in pompa di calore è più cara anche di qualche centinaia di euro rispetto a quella a condensazione. Ecco le principali differenze tra i due modelli.

  • A resistenza elettrica. Quelle a resistenza elettrica (chiamate impropriamente a condensazione) hanno una struttura molto elementare: sono composte dalla vasca, da una resistenza elettrica e da una ventola. L’aria calda è generata grazie al surriscaldamento dalla resistenza elettrica, posta nel retro dell’asciugatrice, ricoperta ed isolata con del materiale che trattiene il calore; questo a sua volta è spinto all’interno della vasca dalla ventola che lo aspira.
  • Pompa di calore. La tecnologia a pompa di calore è completamente diversa: oltre alla vasca, il cuore pulsante del riscaldamento è formato da un circuito compressore con gas refrigerante e da un motore uguale a quello di un climatizzatore. Sono gli unici modelli che possono arrivare alla classe energetica A.

Davvero molto energivore

In tempi di crisi energetica e di aumento delle tariffe, per non parlare dei problemi di tipo ambientale, l'asciugatrice è un elettrodomestico di cui, se possibile, si dovrebbe fare a meno. Anche perché non siamo in Svezia o in Finlandia: alle nostre latitudini, obiettivamente, l'asciugatura del bucato è di rado un problema. I consumi sono molto elevati e infatti la metà dei modelli del test è valutata negativamente sotto questo profilo. A seconda dell'uso che se ne fa, si possono spendere da circa 100 a 200 euro all'anno, ammortamento del pezzo incluso.

Dannose per l'ambiente

Se poi non pensiamo solo al portafoglio, ma ci appelliamo al nostro spirito ambientalista, le perplessità crescono. L'elevato consumo energetico della macchina ovviamente si traduce in emissioni inquinanti. E a fine vita del prodotto ci sarà da smaltire un rifiuto assai ingombrante. A maggior ragione possiamo quindi riflettere sull'opportunità dell'acquisto. Anche perché, quando capita di dover lavare capi davvero difficili da far asciugare, come piumoni o coperte, possiamo anche pensare di recarci in una delle tante laundrette ormai presenti quasi in ogni città.

C'è anche un altro risvolto poco gradevole: il bucato esce quasi sempre molto stazzonato, al punto da renderne difficile la stiratura. Un ultimo punto negativo: il rumore dell'apparecchio è quasi in tutti i modelli piuttosto fastidioso.


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