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Vendita Telecom. Effetti negativi sui consumatori

27 settembre 2013

27 settembre 2013

L’acquisizione di Telecom Italia da parte di Telefonica avrà gravi implicazioni negative dirette sui consumatori, sullo sviluppo economico e tecnologico del Paese e sui piccoli risparmiatori azionisti di Telecom.

Se, da una parte, è vero che Telecom Italia è una società privata e quindi può liberamente prendere le proprie scelte, dall’altra non dobbiamo dimenticare che l’ex monopolista gestisce anche l’intera infrastruttura di rete (cavi, tralicci, centraline, snodi…) del nostro Paese. Con la vendita di Telecom a una società straniera gli investimenti per il necessario ammodernamento della rete in banda larga, già a lungo rinviati, non verranno mai effettuati. A questo si aggiunge il danno per i piccoli risparmiatori azionisti di minoranza di Telecom Italia che vedranno ulteriormente deprezzarsi il titolo.

La vicenda

Quello che è successo in questi giorni, nell’indifferenza del Governo e della politica, è che Telecom Italia, una delle aziende strategiche del nostro Paese, è passata di mano (straniera) per pochi milioni di euro. Le banche che detenevano quote di Telco (la società che di fatto è stata venduta agli spagnoli e che controlla Telecom Italia) in questo modo hanno ridotto le loro perdite disinteressandosi degli azionisti di minoranza e del futuro del Paese. L’acquirente Telefonica infatti è, a sua volta, una azienda fortemente indebitata e non è quindi assolutamente interessata a investire in Italia, ma a vendere quanto c’è di efficiente in Telecom (ovvero Tim Brasil, che produce utili e che è il forte concorrente diretto e scomodo in Brasile per Telefonica).

Subito lo scorporo della rete

Non intendiamo assistere inermi all’ennesimo calpestamento evidente degli interessi degli azionisti di minoranza e del diritto dei cittadini e consumatori a vivere in un Paese che abbia tecnologicamente una speranza di futuro.  Più volte nel corso degli ultimi anni Altroconsumo ha chiesto lo scorporo della rete Telecom e la creazione di una società della rete alla quale partecipi in via non esclusiva anche la Cassa Depositi e Prestiti  che potrebbe così garantire nella nuova gestione, insieme ad altri soggetti industriali, il perseguimento dell’interesse generale. Questo è quello che Altroconsumo intende ribadire anche in questa occasione al Governo e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Mai come in questo momento, infatti, è importante per i cosumatori che i prezzi della telefonia fissa e di internet rimangano competitivi (a questo proposito, confronta le tariffe). Per questo è altrettanto importante per la concorrenza che tutti gli operatori abbiano accesso all’infrastruttura di rete alle stesse condizioni, una rete pubblica da ammodernare e nella quale investire. Lo scorporo in questo senso, se accompagnato da adeguate politiche industriali, potrebbe dare luogo a un investimento quanto mai benefico per il Paese.


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