Spett.le Altroconsumo,
vi contatto per chiedere un vostro parere e un supporto in merito a una richiesta di pagamento ricevuta per posta il 26/01/2026 a seguito di un mancato addebito di pedaggio (tariffa fissa). L’importo in sé è modesto, ma il meccanismo descritto di seguito, a mio avviso, può riguardare molti utenti e generare addebiti accessori legati a inefficienze non imputabili al cliente.
Sono titolare di un apparato UnipolMove n. 6389160000024574383F, regolarmente funzionante.
In data 30/09/2025, al casello di Milano Nord l’apparato non è stato letto, con conseguente “mancato pagamento” di € 1,90 (casello a tariffa fissa).
Provenivo da Sesto Calende e avevo attraversato il casello di Gallarate Ovest: in entrambi i passaggi precedenti l’apparato era stato rilevato correttamente.
A distanza di 4 mesi, ho ricevuto da Youverse una richiesta di pagamento del pedaggio maggiorata di € 3,95 per “oneri di accertamento”, per un totale di € 5,85.
Alla mia richiesta di corrispondere il solo pedaggio di € 1,90, comunicando i dati del mio apparato UnipolMove, mi è stato risposto che trascorsi 15 giorni dal transito non è più possibile addebitare l’importo sul dispositivo e che, pertanto, sono tenuto a pagare l’importo totale di € 5,85.
Peccato che la comunicazioni mi sia stata inviata 4 mesi dopo!
Ho comunque pagato l’importo richiesto, ma mi chiedo perché non sia prevista, anche a distanza di tempo, la possibilità di regolarizzare l’addebito comunicando il numero di apparato (o la targa associata), come avviene con altri enti. Ad esempio, Autostrada Pedemontana Lombarda, che percorro frequentemente (sistema senza caselli, a tariffa fissa con lettura targa/apparato), consente di comunicare l’apparato anche dopo mesi in caso di mancata lettura. Alla mia richiesta Autostrada Pedemontana Lombarda ha risposto comunicando che c’erano stati altri passaggi in cui il dispositivo non era stato rilevato. Hanno inviato il totale da pagare (incluso i suddetti passaggi) senza alcun onere aggiuntivo.
In molte tratte di Autostrade per l’Italia, in caso di problema al casello di uscita è possibile utilizzare il pulsante di assistenza per regolarizzare subito la posizione. Al contrario, nei caselli a tariffa fissa, la pressione del pulsante spesso non produce alcuna risposta, rendendo di fatto impossibile risolvere l’anomalia sul momento.
Segnalo infine che al casello di Gallarate Ovest riscontro frequentemente malfunzionamenti: 2 punti di passaggio su 3 dedicati ai dispositivi risultano spesso problematici, con conseguenti code perché molti apparati non vengono letti. Percorro questo tratto 4 giorni a settimana e il disagio è costante: non ritengo quindi che si tratti di un episodio isolato.
Vi chiedo cortesemente:
- se ritenete corretto che, a fronte di una mancata lettura non imputabile all’utente, venga applicato un addebito aggiuntivo per “oneri di accertamento” dopo mesi;
- se esistono strumenti di contestazione/conciliazione per ottenere l’annullamento degli oneri e il pagamento del solo pedaggio;
- se, a vostro avviso, la procedura (limite dei 15 giorni) e l’assenza di un canale efficace di regolarizzazione nei caselli a tariffa fissa possano configurare una pratica scorretta o comunque meritevole di segnalazione.
Resto a disposizione per inoltrarvi la documentazione (richiesta di pagamento, eventuale corrispondenza e dati del transito).
Cordiali saluti,
Antonio Morandi