Buongiorno, sono titolare dell'impianto di una caldaia a condensazione dal 2023, sebbene il contratto (n. 275738) risulti ancora intestato alla precedente proprietaria, Nadia Danesi.
In data 10/04/2026, i tecnici Energas hanno dichiarato verbalmente la presenza di "buchi" nello scambiatore, tentando di indurmi all'acquisto di una nuova caldaia (preventivo allegato da 2.100€).
Una verifica di una ditta terza (Ariagas) ha smentito totalmente il guasto, certificando l'integrità degli scambiatori.
L'ispezione ha inoltre rivelato che Energas:
In 3 anni non ha mai installato il tubo di aspirazione aria (sistema C53), lasciando l'impianto fuori norma e pericoloso, pur dichiarandolo conforme sui rapporti tecnici.
Non ha mai censito la caldaia al CIT Piemonte (primo censimento avvenuto solo il 13/04/2026 tramite nuovo tecnico).
Ha riscosso 90,00€ in contanti il 10/04/26 senza rilasciare immediata ricevuta, inviando fattura non quietanzata solo dopo mie proteste.
Chiedo la risoluzione immediata del contratto per giusta causa senza penali, il rimborso dei canoni dal 2023 per inadempimento e il ristoro di 190,00€ per le spese di messa a norma e analisi fumi che Energas avrebbe dovuto già assolvere.