Gentile Altroconsumo,
mi rivolgo alla vostra associazione per richiedere assistenza in merito a una controversia con il venditore online Sposatelier (sposatelier.com, P.IVA 05338400657, con sede in Viale della Democrazia 154, 84022 Campagna SA), che ha illegittimamente rifiutato di accettare il reso e rimborsare quanto pagato per un acquisto online.
I FATTI
Ho acquistato online sul sito sposatelier.com un abito da cerimonia in taglia standard, al prezzo di €200,00, pagato tramite PayPal con il servizio “Paga in 3 rate”. L’abito è un prodotto standard disponibile in diverse taglie sul sito, senza alcuna personalizzazione o modifica su misura: ho semplicemente selezionato la taglia desiderata tra quelle proposte dal venditore.
Entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto, ho contattato il venditore tramite WhatsApp comunicando la mia volontà di esercitare il diritto di recesso e richiedendo il rimborso integrale di €200,00, in quanto l’evento per cui era stato acquistato l’abito era stato annullato.
IL RIFIUTO DEL VENDITORE
Il venditore ha opposto un rifiuto netto, motivandolo in modo contraddittorio e giuridicamente infondato. Nel corso della corrispondenza, ha fornito tre giustificazioni diverse:
1. Prima ha dichiarato che “è possibile fare solo il cambio taglia, non il reso con la restituzione dei soldi”, invitandomi a indicare la taglia da riordinare.
2. Successivamente, dopo che ho citato l’art. 52 del Codice del Consumo, ha cambiato versione sostenendo che l’abito non fosse in pronta consegna ma fosse stato “ordinato appositamente su richiesta presso il produttore”, e che per questo motivo non potesse essere gestito come un normale reso.
3. Infine, ha affermato che al momento dell’acquisto avevo accettato i termini e condizioni di vendita, nei quali sarebbe indicato che gli articoli ordinati su richiesta non sono rimborsabili.
Tutte e tre le giustificazioni sono prive di fondamento giuridico:
• La prima è semplicemente una politica commerciale unilaterale, non prevista dalla legge.
• La seconda confonde una scelta organizzativa interna del venditore (ordinare al fornitore solo dopo la conferma dell’acquisto) con la nozione giuridica di “prodotto realizzato su misura o personalizzato”. L’art. 59, lett. c) del Codice del Consumo esclude il diritto di recesso solo per beni “confezionati su misura o chiaramente personalizzati”: nel mio caso l’abito è un modello standard disponibile in taglie fisse, senza alcuna modifica.
• La terza è nulla di diritto: ai sensi dell’art. 36 del Codice del Consumo, le clausole contrattuali che limitano i diritti dei consumatori in violazione delle norme imperative sono nulle, indipendentemente dall’accettazione da parte del consumatore.
A riprova della propria consapevolezza di essere in torto, il venditore ha infine offerto un rimborso parziale di soli €50,00 su €200,00 pagati, o in alternativa una camicia dal valore di circa €100,00. Ho rifiutato entrambe le proposte, ritenendole inaccettabili a fronte di un diritto che la legge mi riconosce integralmente.
IL TENTATIVO DI TUTELA TRAMITE PAYPAL
Ho aperto una disputa tramite PayPal, selezionando il motivo “articolo diverso dalla descrizione” in quanto non era disponibile l’opzione specifica per il rifiuto del diritto di recesso. PayPal ha chiuso la pratica in favore del venditore, motivando che l’articolo non risultava danneggiato o diverso dalla descrizione fisica.
Ho successivamente presentato un reclamo formale a PayPal, spiegando che il motivo della contestazione non era un difetto fisico del prodotto bensì il rifiuto illegittimo del diritto di recesso. PayPal ha risposto dichiarando di non essere soggetta alla normativa italiana e di non poter intervenire ulteriormente.
RIEPILOGO DELLA SITUAZIONE
• Venditore: Sposatelier (sposatelier.com) — P.IVA 05338400657
• Prodotto: abito da cerimonia taglia standard (nessuna personalizzazione)
• Importo pagato: €200,00
• Metodo di pagamento: PayPal “Paga in 3 rate”
• Diritto di recesso esercitato: sì, entro 14 giorni dalla ricezione
• Risposta del venditore: rifiuto con motivazioni giuridicamente infondate
• Disputa PayPal: chiusa in favore del venditore per motivo tecnico errato
• Reclamo PayPal: respinto con motivazione di non applicabilità della legge italiana
COSA CHIEDO
Chiedo ad Altroconsumo di:
1. Valutare la fondatezza della mia richiesta alla luce della normativa vigente (artt. 52, 59 e 36 del D.Lgs. 206/2005 — Codice del Consumo).
2. Inviare una diffida formale al venditore Sposatelier richiedendo il rimborso integrale di €200,00.
3. Assistermi nelle eventuali fasi successive qualora il venditore persista nel rifiuto.
Allego alla presente:
• Screenshot della conversazione WhatsApp con il venditore (richiesta di recesso, rifiuti e offerta parziale)
• Conferma dell’ordine
• Esito della disputa PayPal
• Risposta di PayPal al reclamo formale
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o documentazione aggiuntiva.
Cordiali saluti